Le più antiche tradizioni di Milano ancora vive ai giorni nostri

Quali sono le più antiche usanze milanesi ancora rispettate?

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Credits Andrea Cherchi - Oh Bej Oh Bej

Tradizioni, leggende, usi e costumi sono elementi essenziali di ogni cultura e Paese. La maggior parte degli usi più antichi, col passare del tempo, subisce trasformazioni o viene del tutto dimenticata, mentre alcune tradizioni riescono a sopravvivere, permettendoci di mantenere così quel legame essenziale e primario con il nostro passato. Quali sono quindi le tradizioni milanesi che sono ancora rispettate tutt’oggi? Foto cover: Andrea Cherchi – Oh Bej Oh Bej

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Le più antiche tradizioni di Milano ancora vive ai giorni nostri

#1 Il panettone a San Biagio

credits: focusjunior.it

Il 3 febbraio, giorno di San Biagio, a Milano e in altre parti del Nord Italia è tradizione mangiare una fetta di panettone avanzato dalle feste natalizie.

L’origine di questa usanza risale a una leggenda contadina. Si narra che una donna portò un panettone da frate Desiderio per farlo benedire, ma questo, preso da molti impegni, se ne dimenticò. Una volta passato Natale, il frate trovò il panettone, lo benedisse e lo mangiò, convinto che la donna ormai non sarebbe più tornata a prenderlo. Il 3 febbraio però, la signora si presentò per riavere il panettone benedetto e allora il frate le confessò di averlo mangiato, ma una volta andato in sagrestia, con sua grande sorpresa, ne trovò uno grande il doppio rispetto a quello portato dalla donna.

Il miracolo fu attribuito a San Biagio, il santo protettore della gola, ed è per questo che la tradizione vuole che la mattina del 3 febbraio si mangi a colazione una fetta di panettone avanzato, così da proteggere tutta la famiglia dai malanni della gola. Come dice il detto: “San Biàs el benedis la gola e èl nas”.

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#2 I primi in Italia a fare l’Albero di Natale

credits: initalia.virgilio.it

In tutta Italia è uso comune addobbare l’albero di Natale l’8 di dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, ma non a Milano. Nel capoluogo meneghino, infatti, gli addobbi e i festeggiamenti natalizi iniziano un giorno prima, il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, proprio in onore del Santo Patrono della città.

Questa usanza è quasi una vera e propria regola, sia nelle case dei milanesi, che nelle piazze e nelle strade. Proprio la sera del 7 dicembre, infatti, il magnifico albero in Piazza Duomo si accende e, quasi contemporaneamente, ha inizio la Prima della Scala. Questi due eventi danno ufficialmente il via al periodo natalizio e con essi cominciano non solo i festeggiamenti, ma anche le corse in cerca dei regali perfetti.

#3 La fiera degli Oh bej! Oh bej!

credits: sagreeborghi.it

Ma c’è anche un’altra tradizione che ha luogo ogni anno il 7 dicembre: la fiera degli Oh bej! Oh bej! I primi cenni storici risalgono al 1288 come festa in onore del Santo Patrono, ma le origini della festa che ancora oggi celebriamo si collocano nel 1510. La storia vede protagonista Giannetto Castiglione, il Gran Maestro dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, un ordine cavalleresco e religioso, che era stato incaricato dal Papa di recarsi a Milano per riaccendere la devozione dei cittadini. Giannetto giunse a Milano proprio il 7 dicembre e, poiché preoccupato di non venire accolto con favore dai milanesi, portò con sé un gran numero di pacchetti riempiti di dolci e giocattoli che distribuì ai bambini.

Una gran folla festante si riunì presto intorno al portatore dei doni e da allora si cominciò ad organizzare, in onore del giorno di Sant’Ambrogio, la fiera degli Oh bej! Oh bej!, il cui nome riprende l’espressione dei bambini lombardi davanti ai regali dell’inviato papale: Oh belli! Oh belli!

#4 Da 5 secoli la Nivola al Duomo

credits: milanopost.info

Forse non tutti sanno che all’interno del Duomo di Milano si trova una nuvola, conosciuta come la “Nivola”. Si tratta di una struttura composta da un grande cesto di metallo dorato, del peso di circa 8 quintali, avvolto da un rivestimento di tela e decorato da pitture raffiguranti angeli e cherubini.

Da circa 500 anni, la Nivola è usata come ascensore per consentire all’Archivescovo di portare a terra il Santo Chiodo della Croce di Cristo, una delle reliquie più importanti della cristianità, custodito nella cattedrale, in una teca a circa 40 metri di altezza dal suolo. Secondo la leggenda, Sant’Ambrogio vedendo in una bottega un fabbro che non riusciva a piegare un chiodo, intuì di essere di fronte a qualcosa di straordinario e che doveva trattarsi di uno dei chiodi della croce di Gesù.

La tradizione vuole che ogni anno, il 14 settembre, il Chiodo venga portato a terra per poter essere ammirato dai fedeli e portato in processione, per poi essere riportato nella sua sede al termine della festività. Il movimento della Nivola avveniva un tempo tramite uno speciale meccanismo attribuito a Leonardo, mentre oggi viene azionato da un congegno elettrico che funziona semplicemente premendo un pulsante.

#5 Il Carnevale milanese: l’unico al mondo che finisce in Quaresima

credits: fanpage.it

A Milano, e in tutte le altre zone d’Italia che seguono il rito Ambrosiano, il Carnevale rispetta dei tempi diversi da quello di rito Romano: inizia di Giovedì Grasso e termina il sabato. Quindi a Milano si festeggia il Carnevale quando il resto del mondo è già in Quaresima. 

Le tradizioni legate al Carnevale hanno origini antichissime, che risalgono addirittura agli antichi greci e latini. La parola deriva dal latino carnem levare, ossia togliere la carne, e segna il periodo precedente alla Quaresima, in cui si osserva il digiuno dalla carne.

La leggenda popolare vuole che il Vescovo Ambrogio partì per un pellegrinaggio, dicendo che sarebbe tornato per Carnevale, Martedì Grasso, ma ritardò. La città scelse però di aspettarlo, prolungando il Carnevale e posticipando l’inizio della Quaresima.

Continua la lettura con: Paradossi di Milano 

CHIARA BARONE

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Chiara Barone
Nata e cresciuta a Milano, sono una studentessa all'ultimo anno di Sociologia. Sogno un mondo più inclusivo dove cultura, passione e curiosità siano motore di innovazione e miglioramento.