La gloriosa storia di VILLA REALE e del PARCO RECINTATO da mura più GRANDE d’EUROPA

"Voglio che i miei giardini siano più grandi di quelli di Versailles"


Le numerose storie che vedono la Villa Reale di Monza si macchiano a volte di scandali e di omicidi ma, dopo essere stata dimora degli Asburgo, del figlio di Napoleone e dei Savoia, è stata salvata dall’abbandono e da una possibile demolizione. Oggi con i suoi 14 chilometri di mura è il parco cittadino recintato più grande d’Europa. Scopriamo le vicende della villa reale di Monza e del suo parco nei suoi quasi 300 anni di storia.

La gloriosa storia di VILLA REALE e del PARCO RECINTATO da mura più GRANDE d’EUROPA

# “Voglio che i miei giardini siano più grandi di quelli di Versailles”

Il Parco di Monza è uno tra i maggiori parchi storici europei, e primo per dimensioni ad essere recintato da mura. Da un documento epistolare la madre Giuseppina Bonaparte chiese al figlio Eugenio di costruire un parco più grande di quello di Versailles. E così fu, perché il parco costruito come completamento della Villa arrivò a occupare una superficie di 700 ettari superiore a quello di Versailles che si ferma a 250 ettari. L’estensione attuale di tutto il Parco della Reggia di Versailles arriva a 800, ma solo in parte recintato.


# Oltre 14 km di recinzione lo rendono il parco recintato più grande d’Europa

Credits: comune.vedanoallambro.mb.it

La progressiva acquisizione dei terreni circostanti permise al Parco, intorno al 1808 di aggiudicarsi il primato per essere il parco recintato da mura (ben 14 km) più grande d’Europa. Situato oggi a nord della città lombarda occupa parte del territorio dei comuni di Lesmo, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono. Occupa oggi invece la quarta posizione nella classifica generale dei parchi recintati più grandi d’Europa dopo La Mandria della Veneria Reale (65.171 ha), il Richmond Park a Londra (955 ha) e il Phoenix Park a Dublino (712h). Parchi che però sono senza mura. 

Ma andiamo alla scoperta della gloriosa storia della Villa Reale. 

# La corte lombarda che rivoluzionò il centro Italia fino a Milano “capitale”

Credits: viaggio-in-austria.it

Con l’arrivo a Milano dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo nel 1771, figlio dell’imperatrice austriaca Maria Teresa, ha inizio la lunga e tumultuosa storia della Villa Reale di Monza. Nata inizialmente come corte in cui i patrizi lombardi poterono trovare una loro collazione e una ragione d’essere, l’arrivo di Ferdinando a Milano catapulto Milano e le zone limitrofe in un interesse fino alla trasformazione della città in “capitale”.



# Costruita in 3 anni, Monza divenne la nuova sede della villeggiatura regale

Credits: pinterest.it

I lavori orchestrati dall’architetto imperiale Giuseppe Piermarini ebbero inizio nel 1777 e in solo tre anni la costruzione fu portata a termine e destinata all’arciduca come residenza di campagna fino all’arrivo delle armate napoleoniche nel 1796 che ribaltarono la situazione. Ferdinando aveva progettato un insieme di riforme dal punto di vista politico-amministrative ma soprattutto riguardanti la riqualificazione degli spazi così Monza, con la sua ricca vegetazione e i terrazzamenti alluvionati antichi, divenne sede della villeggiatura regale milanese. 

# Dal figlio di Napoleone a Massimiliano I d’Asburgo

Credits: villarealemonza.org

Con l’incoronazione di Napoleone nel 1805, la Villa divenne residenza del figliastro Eugenio di Beauharnais. Ma fu a seguito della caduta di Napoleone che la Villa tornò nelle mani austriaci, i quali la lasciarono per alcuni anni in uno stato di relativo abbandono, fino a quando nel 1818 non ne prese possesso il viceré del Lombardo-Veneto Giuseppe Ranieri. Nel 1848 venne occupata dai militari di Radetzky ma una rivitalizzazione si ha tra il 1857 e il 1859 quando il palazzo tornò a essere sede di una corte sfarzosa durante il breve soggiorno monzese di Massimiliano I d’Asburgo, ultimo rappresentante della casa d’Austria.

# I Savoia e la trasformazione imposta da Umberto I in tenuta di caccia del re

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L’unione tra Stato del Piemonte e il regno Lombardo-Veneto portarono la Villa Reale ad incrociarsi con il destino dei Savoia. Fu così che Umberto I mise le mani sulla prestigiosa villa che diventò sua residenza. Il Re ordino all’architetto Majnoni di ornare, restaurare e migliorare la villa secondo il gusto dell’epoca, così da renderla moderna e curata in tutti i suoi aspetti dando il via a una radicale trasformazione.

Da sottolineare come il parco o meglio “i giardini reali” divennero la tenuta di caccia del Re Umberto. Il parco veniva inoltre utilizzato dal Re in persona per raggiungere la propria amante, la Contessa Eugenia Litta, nella sua piccola reggia alle porte di Vedano.

# Gaetano Bresci giustiziere di Umberto I: la villa ceduta al Comune,  gran parte degli arredi al Quirinale

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Nel 1900 Umberto I fu assassinato proprio a Monza da Gaetano Bresci. La vedova Margherita di Savoia e il re d’Italia Vittorio Emanuele III successivamente vollero costruire la Cappella Espiatoria, il memoriale per commemorare il regicidio di Umberto I costruito proprio nel punto esatto in cui il re venne ucciso. A seguito di questo drammatico evento il re Vittorio Emanuele III non utilizzò più la Villa Reale anzi, la fece chiudere e trasferì al Quirinale gran parte degli arredi. Come se non bastasse, nel 1934 donò la Villa ai Comuni di Monza e Milano che portarono nell’immediato dopoguerra a spoliazioni e decadimento del monumento.

# La rinascita della Villa Reale diventata patrimonio dei cittadini

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Oggi la Villa Reale è di proprietà congiunta del Comune di Monza, della Regione Lombardia e del Demanio dello Stato. Anno storico e di assoluta importanza è il 2003, quando gli enti proprietari decisero di indire un concorso internazionale di progettazione per il recupero e la valorizzazione della Villa Reale e dei Giardini di pertinenza. I lavori partirono nel 2003 e si conclusero nel 2007 con l’apertura straordinaria al pubblico. Oggi la Villa, ancora di proprietà degli enti regionali e del Demanio, apre le porte al pubblico per numerose mostre inerenti alla villa e non solo. Inoltre è diventata il centro di gran parte degli eventi che la città di Monza ospita. Tutto è bene quel che finisce bene.

 

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MARCO ABATE

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