Ecco com’è nato lo STEMMA di Milano

Le vere origini del simbolo per eccellenza di Milano, dal 1395 fino ai giorni nostri

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Ogni città, grande o piccola che sia, ha il suo stemma. Sin dai tempi più antichi, dinastie, popoli, imperi, nazioni, eserciti erano riconoscibili attraverso uno stemma o un simbolo, insomma un elemento grafico che consentisse di essere in qualche modo riconosciuto con immediatezza e precisione. Quando si parla di stemma per una città, parliamo di Araldica Civica che esiste sin dai tempi del medioevo, poi a mano a mano che gli anni e i secoli passavano, ogni città, ogni paese del mondo, ha saputo sviluppare normi comuni per gli stemmi civici.  

Lo stemma di Milano l’avremo visto centinaia di volte, nelle manifestazioni politiche, nelle carte burocratiche, sugli elmetti dei vigili, alle elezioni comunali, insomma un po’ ovunque che ormai è raro e difficile trovare un milanese che non lo conosca o che lo sappia descrivere. Ma sappiamo le sue origini? Perché è stato scelto questo simbolo e non un altro? 


Ecco com’è nato lo STEMMA di Milano

# Lo stemma nasce come ARAZZO

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Sembrerà strano, ma il primo abbozzo dello stemma milanese risale a sette secoli fa ed esattamente nel 1395, anno in cui risalgono alcune bozze ritrovate e conservate negli archivi: un vessillo bianco con una croce di colore rosso che riprendeva fedelmente quello usato durante il Ducato di Milano. Simbolo cui saranno apportate leggere modifiche a seconda della famiglia governate del momento.

Come ad esempio saranno aggiunte la figura di un biscione e un’aquila imperiale durante il periodo dei Visconti e degli Sforza, un Giglio di Francia su volere di Carlo VI per poi arrivare intorno al cinquecento. È in questo periodo che appare il primo e vero gonfalone di Milano, che in realtà si tratta di un arazzo, dove viene raffigurato Sant’Ambrogio, munito di una sferza, in atto di cacciare gli Ariani.

Realizzato da Scipione Delfinone, Camillo Pusterla, Giuseppe Arcimboldi e Giuseppe Meda, negli anni è stato restaurato numerose volte e attualmente è conservato presso il Castello Sforzesco nella Sala del Gonfalone. Una sua copia è conservata a Palazzo Marino e viene esibita solo durante le ricorrenze ufficiali del comune. Un gonfalone che vanta anche due onorificenze benemerite del Risorgimento Nazionale per le azioni altamente patriottiche del tempo. 



# Era stato abolito perché simbolo di SCHIAVITÙ

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Sappiamo che durante l’era napoleonica, Milano diventa prima capitale della Repubblica Italiana e poi del Regno d’Italia e sappiamo che Napoleone Bonaparte aveva una passione smisurata per Milano. Fu grazie a lui che vennero ripristinati gli stemmi e i simboli aboliti durante la Rivoluzione Francese, perché considerati come simboli di schiavitù e così nel 1813 appare uno stemma, che pur mantenendo la croce rossa su sfondo bianco, vengono aggiunti un’aquila imperiale e una striscia verde con tre gigli francesi e una N di Napoleone.

Una volta sconfitto l’imperatore, a Milano tornano gli austriaci e la casata degli Asburgo decide di modificare il simbolo della città, aggiungendo un ornamento in oro attorno alla croce, due aquile imperiali incoronate ed eliminando la striscia verde di memoria napoleonica.  

# Ottenne il riconoscimento legale durante il FASCISMO

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Con l’avvento dei Savoia e l’annessione prima al Regno di Sardegna e poi a quello d’Italia, lo stemma di Milano subì delle modifiche importanti: vennero tolte le aquile e la croce e gli ornamenti vennero modificate su volere della casata piemontese. Durante il regime fascista, il podestà Marco Visconti si attivò per promuovere un decreto che desse allo stemma della sua città un riconoscimento legale da parte dello stato italiano. Concessione data nel 1934, Milano si dotò di uno stemma che richiamasse la tradizione e l’esigenza araldica ed estetica, con l’aggiunta di un fascio littorio divenuto obbligatorio per tutti i comuni, province ed enti morali. Solo dopo la caduta del regime, il fascio venne tolto e assunse la forma attuale che conosciamo tutti. 

# Lo stemma al giorno d’oggi

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Lo stemma di Milano, come ho detto all’inizio, lo troviamo un po’ ovunque: nella sala consiliare a Palazzo Marino, sulla facciata della Banca Commerciale Italiana di Milano, sul pavimento della Galleria Vittorio Emanuele, sui tram, sugli autobus, nelle metro sulle “vedovelle”, nelle manifestazioni politiche, nelle carte burocratiche, sugli elmetti dei vigili, alle elezioni comunali e tanti altri luoghi.

Infine, Milano, ha un vanto particolare perché oltre allo stemma, ha altri simboli che la rendono riconoscibile in tutto il mondo. Luoghi simboli come: la Madonnina, il Biscione e il Duomo, ma queste sono altre storie. 

Continua a leggere con: I SIMBOLI di MILANO, dal VI sec a.C. ad oggi

MICHELE LAROTONDA

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Michele Larotonda nasce a Potenza nel 1977, ma vive e lavora a Milano. Da sempre appassionato al mondo della scrittura partecipa a un corso di scrittura creativa che lo fa avvicinare al mondo del cinema scrivendo sceneggiature per alcuni cortometraggi che hanno avuto visibilità in rassegne specializzate a Milano e a Roma. Scrive e conduce il programma radiofonico I 2 della Stangata andato in onda su Radio 2.0. Nel 2018 esordisce con il romanzo IL SOGNOSCURO (Link edizioni) e il 2020 è la volta di DA UN’ALTRA PARTE (PAV edizioni). Collabora con i portali Sul Romanzo e RockShock.