10 luoghi di Milano che ti entrano dentro (FOTO)

montagnetta - credit: milano panoramica
montagnetta - credit: milano panoramica

Ci sono alcuni luoghi che ti entrano dentro. Ti modificano prospettive e modo di pensare. Anche a Milano ci sono dei luoghi a cui è difficile restare indifferenti e se ci si apre possono condizionare la tua forma mentis. Dei molti luoghi che hanno questo effetto ne abbiamo scelti dieci.

10 luoghi di Milano che lasciano il segno


#1 Hangar Bicocca
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Fondazione no profit nata a Milano nel 2004 dalla riconversione di uno stabilimento industriale in un’istituzione dedicata alla produzione e alla promozione dell’arte contemporanea. Luogo dinamico di sperimentazione e ricerca, con i suoi 15.000 mq è tra gli spazi espositivi più grandi d’Europa. Colpisce per l’incredibile spazialità: entri nell’opera, ti stacchi dalla realtà ed entri dentro a quel mondo. Non paghi il biglietto: è un regalo della Pirelli alla città. Ha ancora il sapore industriale.
#2 Copernico
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Innovazione, creatività e condivisione di un centro che ha rivoluzionato l’idea del coworking. Basta entrare nel palazzo per percepire un’atmosfera di fermento, dà una travolgente voglia di fare. Ci si trova in un ambiente in cui tutti sembrano parte della stessa azienda anche se in realtà gran parte di loro lavora per se stesso. E’ un format esplosivo che da Milano si sta diffondendo in altre parti d’Italia. Presto Copernico aprirà a Torino, Firenze e Roma.
#3 Piazza Sant’Alessandro
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La piazza più romana della città. Se si prende da via Torino la via che costeggia la vecchia Fnac ci si ritrova in un’oasi, sembra di non essere a Milano.
#4 Conca dell’incoronata
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Era la prima opera muraria che incontrava il naviglio della Martesana all’entrata di Milano, dopo la costruzione delle mura spagnole.
L’antico si fonde col nuovo. Nasce per unire il canale Martesana alla Cerchia dei Navigli, ma la differenza di quota tra i due corsi acquatici comportò la necessità di costruire una conca. Il primo progetto fu realizzato nel 1482 da Leonardo Da Vinci, ma la conca venne costruita solo nel 1496 sotto il ducato di Ludovico il Moro e con la supervisione dello stesso Leonardo. Percorrere il tunnel sotto il ponte delle Gabelle ha un effetto straniante.
#5 Camminare a City Life
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La nuova frontiera di Milano: è Milano ma non è ancora Milano. Passeggiare tra le torri ha un effetto simile a quello che si provava i primi tempi a Gae Aulenti, quando ancora non c’era l’Unicredit Pavillon a tappare la visuale su una spazialità inconsueta per Milano. C’è chi dice di aver visto nei giardini di City Life perfino dei conigli in libertà.
#6 La piazza senza nome sotto il Bosco Verticale
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E’ forse la piazza più grande di Milano quella che si estende tra i diversi grattacieli di Porta Nuova. Tra poco sorgerà al suo centro la Biblioteca degli alberi ma per il momento si tratta di un luogo ancora senza nome in cui si respira un senso di libertà travolgente, unico a Milano.
#7 Atelier Forte

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Nella periferia orientale della città, ci si ritrova in un mondo di elfi, gnomi e creature del mondo nordico nella casa atelier dell’artista architetto padre di Sleipnir e di Ursus. Ci si sente su un set di un film di Tim Burton.
#8 Fondazione Prada
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Spiazzante, ti amplia la mente più per le geometrie degli spazi e per l’assemblaggio di stili differenti che per le opere esposte. E’ una costruzione che ha ridisegnato l’identità di un intero quartiere.
#9 Montagnetta di San Siro
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I milanesi la danno per scontata, la trattano con sufficienza, salvo qualche runner che ama misurarsi sui suoi crinali. Eppure basta portarci sopra un forestiero in visita a Milano per notare un particolare stupore, specie quando si fa notare che si tratta di un monte artificiale costruito sopra le macerie della seconda guerra mondiale. Il panorama in cima vale quello sul tetto del Duomo. O quasi.
#10 Stazione Centrale
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E’ il biglietto da visita di Milano. Riempie di orgoglio pensare a tutti quelli che arrivano in città che si ritrovano ingoiati da una simile maestosità. Ma la stranezza della Centrale la si vive non quando si è concentrati a prendere un treno, ma quando la si vive nel quotidiano. Ci sono persone che ci vanno per entrare in uno dei suoi negozi o ristoranti, o semplicemente per ritrovarsi in un non luogo fatto di umanità in transizione.

ANDREA ZOPPOLATO

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