10 ATTRAZIONI che potremmo ammirare se ci fossero i CONFINI del DUCATO di MILANO

Dalla scalinata più lunga d'Italia, alla statua più alta del mondo (fino alla fine del XIX secolo): Se fossimo stati cittadini “ducali”, oggi avremmo potuto visitare importanti luoghi di livello storico-artistico muovendoci all’interno di questo vasto territorio oggi diviso in ben sette regioni

San Carlone

Sotto la Signoria di Gian Galeazzo Visconti, il cui governo durò dal 1385 al 1402, il territorio milanese raggiunse la sua massima espansione, tanto da comprendere parte dell’intera Lombardia, fatta eccezione della gonzaghesca Mantova, le attuali province piemontesi di Vercelli, Novara, Alessandria, Asti, Cuneo e Verbano-Cusio-Ossola ad ovest, i territori veneti di Verona, Vicenza e Belluno ad est, l’attuale Canton Ticino a nord e importanti città come Parma, Piacenza, Bologna, Siena, Pisa, Perugia ed Assisi a sud.
Pensiamo a quante importanti località di livello storico-artistico avremmo potuto ammirare se fossimo stati cittadini “ducali” muovendoci all’interno di questo vasto territorio oggi diviso in ben sette regioni del nostro Bel Paese, e non solo.
Pensiamo a quanto Milano e la sua cultura abbiano influenzato questi territori durante il suo “dominio”, e quanto, ancora oggi, c’è di “milanese” al loro interno.

Massima_espansione_Viscontea

10 ATTRAZIONI che potremmo ammirare se ci fossero i CONFINI del DUCATO di MILANO

#1 Bellinzona

Foto @ticino.ch

“Capitale” del Canton Ticino, Bellinzona lega la sua storia a quella di Milano dal 1242 al 1499, recando tutt’oggi il biscione visconteo nel suo stemma cittadino.


Grazie all’importanza strategica della città, Milano poteva controllare i traffici commerciali da e verso il mondo germanico tramite il Passo del San Gottardo.

Silenziosi testimoni del passato milanese restano i tre castelli cittadini con la loro cinta muraria, in particolare lo scenografico Castelgrande, la cui possente mole domina l’abitato sottostante, e il Castello di Sasso Corbaro, voluto da Ludovico il Moro nel 1478.

Lo stesso Leonardo da Vinci annotò nel suo Codice Atlantico alcuni paesaggi alpini nei dintorni di Bellinzona, facendo dedurre un suo probabile passaggio nella città svizzera, probabilmente al seguito dello stesso Ludovico il Moro, che qui giunse nel 1489 per inaugurare il moderno ponte militare della Torretta sul fiume Ticino.



#2 L’ultima cena di Ponte Capriasca

Foto @wikipedia

Testimonianza della forte influenza che ebbe l’arte rinascimentale milanese nei territori ticinesi è questo pregevole affresco raffigurante “l’Ultima Cena” leonardesca, conservato nella chiesa di Sant’ Ambrogio di Ponte Capriasca, vicino Lugano.

Sebbene esternamente la chiesa appaia di chiaro gusto neoclassico, la sua edificazione trecentesca e la dedicazione al patrono di Milano la rendono fortemente vicina al capoluogo lombardo sia spiritualmente che, come conferma l’affresco all’interno, artisticamente.

L’opera venne realizzata attorno al 1550 da un anonimo maestro lombardo probabilmente attivo nelle bottega di Bernardino Luini o Marco d’Oggiono, che riportò, seppur cambiandone la tecnica e lo sfondo, la medesima scena del capolavoro leonardesco di Santa Maria delle Grazie, in cui Cristo annuncia agli apostoli l’avvenuto tradimento da parte di uno di loro.

Come nell’affresco milanese, anche qui è possibile assistere allo stupore dei discepoli che, suddivisi in gruppi di tre, odono le famose parole di Cristo: ”Uno di voi mi tradirà”.

Un annuncio che porta sgomento e agitazione tra i dodici, divisi in gruppi di tre, ognuno con il proprio pensiero e la propria risposta ad una così turbante notizia.

#3 Castell’Arquato

Foto @turismoapiacenza.it

Un borgo emiliano, posto tra Piacenza e Parma, nel quale il tempo sembra essersi fermato, è questa la sensazione che si ha appena entrati a Castell’Arquato, cittadina legata alla storia milanese dal 1316 al 1499.

Fu Luchino Visconti, co-signore di Milano assieme al fratello Giovanni, a far costruire la Rocca cittadina, dalla cui torre è possibile godere di un’affascinante vista sulla valle dell’Arda.

Il borgo medioevale è stato scelto anche come location di alcune scene del film Ladyhawke del 1985, soprattutto il chiostro della collegiata di Santa Maria, gioiello del romanico padano.

#4 San Carlone: fino al XIX secolo la statua più alta del mondo

Foto @Distretto Laghi

La storia di Arona e delle “Terre Borromee” affacciate alla sponda piemontese del Lago Maggiore sono fortemente legate alla nobile famiglia Borromeo, la quale a sua volta è strettamente legata alla storia milanese.
Fu l’eccentrico duca Filippo Maria Visconti ad insignire Vitaliano I Borromeo dei feudi di Arona, la cui rocca divenne ben presto la sede principale della nobile famiglia.

Fu proprio ad Arona che, nell’ottobre 1538, nacque San Carlo Borromeo, figura di grande importanza nella storia barocca del ducato di Milano.
Il dominio dei Borromeo su Arona ebbe termine nel 1743 con il passaggio della sponda occidentale del lago Maggiore al Regno Sabaudo, mentre la Rocca, centro del loro potere, venne rasa al suolo nell’800 per volere di Napoleone, ma a perpetuo ricordo dell’ importanza che ebbe questa famiglia, resta il grandioso Colosso di San Carlo.

Il “San Carlone” venne innalzato per volontà del Card. Federico Borromeo tra il 1624 e il 1698 su disegno dell’artista Giovanni Battista Crespi, meglio noto come il Cerano.
La statua, coi suoi 35 metri d’altezza, è stata la più alta al mondo fino al 1886, anno in cui venne superata dalla newyorkese Statua della Libertà.
Trovandosi di fronte a questo colosso del barocco milanese, si è subito affascinati dalle sue dimensioni e dall’aspetto bonario e benedicente del Santo, il quale, in vesti cardinalizie, alza il braccio come a voler proteggere le sue terre natie e quelle milanesi, verso il cui sguardo è rivolto.

Salendo le scale al suo interno è possibile arrivare fino alla testa della statua, e da qui ammirare, attraverso i fori degli occhi, il paesaggio mozzafiato che vi circonda.

 

#5 Ponte Visconteo di Valeggio sul Mincio

Foto @wikipedia

Tra le province di Verona e Mantova, tra Veneto e Lombardia, il possente e medioevale “Ponte Lungo” attraversa le acque del Mincio.

Venne edificato dal duca Gian Galeazzo Visconti tra il 1393 e il 1395 come passaggio fortificato e baluardo di difesa dei territori orientali del neonato Ducato di Milano.

Un grandioso progetto ingegneristico lungo 650 mt, composto da ben tre rocche militari, cui oggi ne sopravvivono solo due.

Oggi il ponte-diga domina l’abitato di Borghetto sul Mincio, un luogo quasi magico rimasto inalterato nel tempo coi suoi mulini ad acqua ancora funzionanti.

#6 Abbazia di San Pietro, Perugia

Foto @Fabilax.com

Seppur per breve periodo, Gian Galeazzo Visconti fu anche Signore di Perugia, città della quale prese possesso nel 1400 e che fino alla sua morte, nel 1402, fu sotto l’orbita milanese.

In questo breve periodo visconteo avvenne la ricostruzione dell’Abbazia di San Pietro, posta fuori dall’omonima porta cittadina e data alle fiamme dai perugini nel marzo 1398 a causa dell’uccisione di Biordo Michelotti, signore di Perugia, da parte dell’abate di San Pietro e di altri congiurati.

Fu proprio grazie a questo assassinio che il duca di Milano poté mettere mano su Perugia e sui suoi territori, ed è proprio allora che, come una fenice, l’abbazia risorse dalle sue ceneri venendo nuovamente innalzata in stile rinascimentale grazie ad una fabbrica cui collaborarono nei secoli numerosi artisti di grande fama come Bernardo Rossellino, Perugino, Raffaello, Mino da Fiesole, Vasari e il Sassoferrato.

Oggi l’abbazia è un vero scrigno d’arte nel quale possiamo ammirare numerose opere come la “Deposizione di Cristo” di Perugino e la grandiosa e barocca “Pala del trionfo dell’Ordine Benedettino”, realizzata nel 1592 a Venezia da Antonio Vassillacchi e considerata, coi suoi quasi 90 metri quadri, la seconda tela più grande d’Europa.

#7 Castello di Torrechiara

Foto @castellidelducato.it

Immerso nella campagna parmense, il fiabesco Castello di Torrechiara venne fatto costruire nel 1448 dal condottiero Pier Maria II de Rossi, al servizio del duca Filippo Maria Visconti, prima, e di Francesco Sforza, poi.

Il castello divenne il nido d’amore di Pier Maria e della sua amata Bianca Pellegrini, le cui sale furono affrescate dal bresciano Benedetto Bembo, fratello del ben più celebre Bonifacio che realizzò il celebre doppio ritratto dei Duchi di Milano.

Fiore all’occhiello è la sala d’oro, probabile camera da letto della coppia o studiolo privato del condottiero, le cui decorazioni sono uno degli ultimi esempi pittorici dedicati all’amor cortese, in cui l’amore di un cavaliere per la propria dama è qui esaltato nei ritratti dei due amanti che abitarono queste sale.

#8 Castello Sforzesco di Galliate

Foto @wikipedia

Sorto nel novarese borgo di Galliate tra il 1476 e il 1496 come residenza di caccia del duca Ludovico il Moro e della sua corte.

Con il suo stile architettonico tipicamente “sforzesco” tanto da richiamare alla mente i castelli lombardi di Vigevano e Milano, il più grande maniero del novarese è strettamente legato alla signoria milanese.

Oggi il castello è parzialmente visitabile con alcune sale affrescate in stile rinascimentale e una piazza che ne accentua la grandiosità dei tempi che furono.

#9 Calà del Sasso: la più lunga scalinata d’Italia

Credits wikipedia.org – Calà_del_Sasso

Tra i comuni montani di Asiago, precisamente dalla frazione di Sasso, e Valstagna, frazione di Valbrenta, parte uno dei percorsi storico-naturalistici più suggestivi d’Europa, la Calà del Sasso.

Parliamo di una vera e propria scalinata in pietra composta da ben 4444 gradini voluta dal Duca Gian Galeazzo Visconti per far convogliare i tronchi d’albero verso il Brenta.

Oggi è possibile percorrere questa monumentale scalinata di poco più di 2,5 km, la più lunga d’Italia e una tra le più lunghe del mondo, godendo della natura circostante e pensando all’ingegno di quel duca che rese possibile tutto questo.

 

#10 Golfo del Tigullio

Foto @Tour Liguria

Sebbene non vi sia mai stata una dominazione vera e propria da parte di Milano in Liguria, se non qualche sporadica occupazione militare, i due territori son sempre stati legati l’uno all’altro da motivi commerciali e spirituali.
A causa dell’occupazione longobarda di Milano, nel VI secolo, l’arcivescovo St. Onorato decise di rifugiarsi a Genova assieme al clero milanese e a parte della sua popolazione, stabilendo la diocesi nella città ligure fino al 649.
Non è un caso che nel comune di Zoagli sorga la frazione di Sant’Ambrogio e la sua omonima chiesa, segno che nel golfo del Tigullio l’influenza milanese era viva già grazie ai suoi vescovi.

Sotto la signoria viscontea e sforzesca la Repubblica di Genova divenne una sorta di “protetta” e ancora oggi, dopo secoli, questo rapporto di amore e odio tra liguri e milanesi prosegue, facendo della Liguria e del suo Golfo il tanto desiderato “sbocco sul mare” che manca alla regione.
Il Tigullio, con i caratteristici borghi marini di Santa Margherita, Portofino, Rapallo e Chiavari accoglie ogni estate famiglie milanesi che qui hanno le loro seconde case.
Il mezzo migliore per godere di questo scenario marino veramente mozzafiato è, a mio parere, la barca.

Partire dal molo di “Santa” in direzione Portofino, ammirarne le scogliere, spingendosi magari fino alla medioevale Abbazia di San Fruttuoso e poi tuffarsi in quelle acque cristalline, da l’idea del perché molti milanesi si siano innamorati di quel piccolo lembo di terra, “conquistandolo” senza bisogno di armi o guerre.

MATTIA GALBIATI

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