Il PARCO URBANO CERVIA-MILANO MARITTIMA: il progetto per riconnettere uomo e natura

Un progetto che vuole rieducare sia dal punto di vista ecologico che culturale

Credits: ravenna24ore.it Rendering parco urbano Cervia Milano Marittima

Un progetto ambizioso, quello appena approvato per il nuovo Parco Urbano di Cervia-Milano Marittima, proposto da Alpina SPA di Milano e dai mandanti Daniele Durante_StudioBV36,  Diverserighestudio S.r.l., Agronomi Luca Fontanini e altri.

Il PARCO URBANO CERVIA-MILANO MARITTIMA: il progetto per riconnettere uomo e natura

L’obiettivo generale del progetto è quello di creare un bosco multi-fuzionale, le cui materie prime possano essere utilizzate con finalità produttive (legno, asparagi, pinoli, funghi), idrogeologiche (copertura arborea continua e stratificata), naturalistiche (alto contenuto di biodiversità), ricreative e paesaggistiche. Un parco in grado di contrastare, almeno in parte, gli effetti locali sui cambiamenti climatici. Quando? Con i 10 milioni di euro disponibili, secondo i progettisti, il parco è da realizzare nell’immediato.


# Parola d’ordine: sostenibilità

Credits: ravenna24ore.it
Rendering parco urbano Cervia Milano Marittima

Il nuovo parco sarà progettato all’insegna di uno sviluppo sostenibile, cercando di basarsi sui principi contenuti nel documento della “Strategia europea per i cambiamenti climatici”. L’obiettivo principale è quello di riunire uomo e natura attraverso un parco che insegni nuovamente come rispettare l’ambiente e il paesaggio, cosa che l’uomo si è dimenticato. Un progetto che vuole rieducare sia dal punto di vista ecologico che culturale, il tutto grazie ad interventi in 10 diversi ambiti.  Attraverso un parco che regalerà esperienze emozionali, conoscitive, didattiche e ricreative, si vuole riconnettere, quindi, natura e città.

# Il progetto concreto

Credits: ravenna24ore.it
Rendering parco urbano Cervia Milano Marittima

Se quindi idealmente il parco è stato perfettamente concepito e gli obiettivi stabiliti, concretamente la faccenda è diversa. Quindi ci si chiede, come è stato progettata la sostenibilità e l’educazione ambientale? Attraverso 10 ambiti territoriali che, complessivamente, andranno a creare un parco con specifiche caratteristiche antropiche e naturali. Fortificazione arborea, funzionalizzazione dei bacini d’acqua e dei magazzini comunali limitrofi, mimetizzazione dell’infrastruttura ecologica, riqualificazione di via Stazzone e via delle Aie, un ecosistema di foreste in auto-generazione sono solo alcuni degli interventi per il nuovo parco.

Ciò che si vuole fare è però sottolineare le potenzialità dell’esistente ed è per questo che il rudere in via delle Aie sarà adibito a ristorante, i fabbricati del comparto della Baassona diventeranno hub scientifico-agronomico e la casa in via Stazzone si trasformerà in “Custode 3.0”, un sistema evoluto di monitoraggio del parco.



Fonti: ravenna24ore.it

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BEATRICE BARAZZETTI

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