TORTURA RSA: migliaia di ANZIANI SENZA VISITE da inizio Covid. L’APPELLO dei familiari

Dall'inizio della pandemia gli ospiti delle RSA sono isolati dai loro familiari. Gli interventi da mettere in atto per assicurare la massima sicurezza ma senza abbandonare i nostri anziani

Ph. credits Andrea Cherchi

Dall’inizio della pandemia gli ospiti delle RSA sono isolati dai loro familiari, con gli enti responsabili incapaci di compiere sforzi adeguati per garantire le visite in sicurezza.  Com’è la situazione e quali sono gli interventi da mettere in atto per assicurare la massima sicurezza ma senza abbandonare i nostri anziani.

TORTURA RSA: migliaia di ANZIANI SENZA VISITE da inizio Covid. L’APPELLO dei familiari

# Anziani isolati nelle strutture

La situazione emergenziale sanitaria da Sars-Cov 2 perdura e l’unico modo sino ad oggi trovato per contenere i contagi nelle RSA è il divieto agli ospiti di uscire dalla struttura ed ai terzi di accedervi, compresi parenti, caregiver, amici e conoscenti.


Per preservarli dal contagio, gli anziani sono dunque reclusi da febbraio/marzo scorso a tempo indeterminato nelle strutture che li ospitano. Dopo un perdurante iniziale assoluto isolamento, interrotto da video chiamate che hanno mitigato il disagio emotivo dei parenti, ma per certo non quello degli anziani, a giugno/luglio – con modalità anticontagio, molto limitanti la confidenzialità della visita, ma pur sempre migliorative – sono state introdotte le visite. Più o meno frequenti, dipendentemente dall’organizzazione della struttura e dalla disponibilità di personale – inizialmente ridotto dai contagi e successivamente dalle turnazioni per le ferie – ma in ogni caso insufficienti come frequenza, in certi casi occasionali.

# Gran parte delle RSA proibiscono ogni visita

Il protrarsi senza termine della situazione emergenziale, avrebbe dovuto comportare uno sforzo congiunto per ridurre il più possibile l’isolamento ed il disagio degli ospiti delle RSA, con continui e progressivi miglioramenti delle modalità di incontro, un incremento della loro frequenza e l’estensione anche a conoscenti ed amici, al fine di mitigare il più possibile una reclusione immeritata e subita nella stagione di maggiore fragilità psicofisica della loro vita.

La situazione si è involuta e buona parte delle RSA, nonostante molte di esse attuavano ancora modalità di visita senza accesso, hanno chiuso di nuovo alle visite ed hanno nuovamente limitato molto le attività all’interno della struttura.



# Da febbraio gli ospiti delle Rsa privati delle libertà fondamentali garantite dalla Costituzione e oppressi della misure precauzionali

Preso atto di tutto ciò, non pare inutile rammentare e sottolineare che gli ospiti delle RSA

  • sono privati dal febbraio/marzo scorso di libertà fondamentali costituzionalmente garantite, alienati completamente dal mondo esterno e dagli affetti, condizione che causa senso di abbandono, isolamento, prostrazione ed anche rancore verso i parenti che sono fuori, che sono liberi;
  • sono oppressi da misure precauzionali che a) comprimono la vita sociale e di relazione, anche all’interno della struttura stessa, b) riducono o impediscono la fisioterapia – causando compromissioni anche definitive e non più recuperabili alle capacità motorie con conseguente perdita di quel poco di autonomia che ancora possedevano -, c) limitano le attività di stimolazione cognitiva per il mantenimento delle capacità mentali – causando anche decadenze cognitive importanti irrecuperabili – e d) in alcuni casi, precludono persino l’accesso a cure e visite mediche che debbano essere effettuate all’esterno della struttura.

Tutto ciò lede anche il diritto dei parenti degli ospiti delle RSA limitati anch’essi negli affetti, nella possibilità di interagire con i propri cari, di coadiuvarli nella gestione delle loro cose, di poter anche solo conferire loro in riservatezza, di goderseli in quelli che sono purtroppo gli ultimi giorni della loro vita, che rischiano di perderli senza aver dato loro una carezza o un bacio da mesi, causando dunque anche ad essi disagio emotivo, senso di impotenza, prostrazione e rabbia nel vedere i propri cari reclusi.

L’ordinanza regionale del 27 ottobre in vigore fino al 13 novembre adegua le restrizioni al nuovo Dpcm e all’art5 vieta gli accessi alle strutture delle RSA, consentendo dunque la modalità di visita solo tramite pliexiglas o vetrata.

Fonte: Eco Di Bergamo

# La richiesta al Ministro della Sanità e a Regione Lombardia: necessario riaprire alla famiglie e riportare tutti i servizi di assistenza e conforto per gli anziani

L’appello dei famigliari: è necessario riaprire alle famiglie e riportare all’interno delle strutture tutti i servizi assistenziali di animazione, fisioterapia e l’assistenza ed il conforto religiosi presenti nella normalità.

Viene chiesto al Ministro della Sanità ed a Regione Lombardia:

a) di disporre immediatamente norme che impongano alle RSA di garantire ai loro ospiti il diritto agli affetti, alla socialità e ad un’assistenza completa ed effettiva che non consista nella sola cura dell’igiene personale, del nutrimento e della somministrazione dei farmaci, ma che conforti l’anziano con una qualità di vita degna d’essere vissuta;

b) che contestualmente siano stanziate e conferite alle RSA le risorse economiche necessarie per acquistare tutti i dispositivi di protezione individuale e tutti i materiali, le strutture mobili e gli arredi utili ad approntare ambienti e creare situazioni relazionali anticontagio;

c) di vigilare, unitamente alle ATS Milano Città Metropolitana, al Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, al Prefetto ed alla Sindaca di Lodi, affinché nelle RSA non si verifichino illegittimi abusi precauzionali, ma che si dia luogo ad una corretta ed immediata attuazione di tutto quanto necessario al ripristino di visite in frequenza e modalità significative soprattutto dei parenti, ma anche di amici e conoscenti ed al ritorno alle attività assistenziali, fisioterapiche, di animazione e di assistenza e conforto religiosi pre COVID 19.

Riferimenti:
https://www.vocetempo.it/incubo-nelle-rsa-migliaia-di-anziani-senza-visite-dallinizio-del-covid/
https://www.apertamenteweb.com/covid-19-le-conseguenze-dellisolamento-degli-anziani-e-possibili-interventi-di-eleonora-pietropaoli/

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