DISPACCIO DALL’INDIA🇮🇳: come MUMBAI sta affrontando il COVID-19

I nostri migliori auguri sono per tutti i cittadini di Milano e di tutta l'Italia. Siamo con voi e speriamo in un rapido ritorno alla normalità

Mumbai Slum (instagram [email protected])

(NdR: questo articolo è una traduzione. Qui l’originale)

 

Quella che sembrava essere una malattia come un’altra, una polmonite originatasi a Wuhan in Cina, è diventata presto una pandemia, che ha preso il nome di COVID-19. L’Italia è uno dei paesi più colpiti, soprattutto nella regione della Lombardia e a Milano. I numeri dei malati affetti in India, anche se meno drammatici, sono ben gestiti in quanto il governo indiano sta adottando tutte le misure necessarie per assicurarsi che la situazione non gli sfugga di mano e per farsi trovare pronto ad affrontare questa sfida senza precedenti.

In India, secondo il Ministero della Salute e del Benessere della Famiglia, sono stati segnalati 12.322 casi confermati e 405 decessi (al 15 aprile 2020). Per controllare la diffusione del coronavirus, il primo ministro Narendra Modi ha annunciato il 23 marzo scorso un lockdown nazionale di 21 giorni. Successivamente, a Mumbai e in altri luoghi, il lockdown è stato esteso almeno fino al 3 maggio 2020, poiché la situazione stenta a migliorare. Nell’intero paese non si potrà uscire dalle proprie case, con l’esclusione dei lavoratori nei servizi essenziali.


Parlando di Mumbai, la città ha iniziato a registrare più di 100 nuovi casi al giorno: gli esperti lo definiscono come l’inizio di una crescita esponenziale, mentre il governo sta impiegando tutte le sue forze per appiattire la curva. Ci riuscirà? Chi contribuirà a rendere sopportabile il lockdown? Sarà compito della sola Amministrazione, dei fornitori di servizi essenziali o di tutti i cittadini?

 

La città che non dorme mai

mumbai coronavirus
Credits: Himanshu Bhatt/NurPhoto via Getty Images

Mumbai, la città che non dorme mai, ci restituisce oggi un’immagine di sé inquietante, di una città silenziosa e desolata. Mumbai ha chiuso, i cittadini sono confinati nelle loro case, le strade vuote. L’instancabile vibrazione di Mumbai non c’è più. La città è bloccata come mai prima. Mumbai ha vissuto diverse avversità nel suo recente passato: i devastanti attentati del 1993, quelli clamorosi del 26 novembre 2008, il monsone del 2005, l’epidemia di influenza suina, per citarne solo alcuni. Ma Mumbai ha sempre tenuto la testa alta continuando ad essere la città che non dorme mai. La città è sempre risorta rapidamente, anche dopo le più devastanti tempeste. Ora, i Mumbaikar parlano quasi esclusivamente di lavaggio delle mani e di distanziamento sociale. Tutti sembrano nascondersi dal vicino, mantenendo la distanza.

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Con il blocco, anche i servizi ferroviari locali di Mumbai si sono fermati. Più di 8 milioni di persone li utilizzano quotidianamente per raggiungere il luogo di lavoro. Oggi, la stazione prima brulicante di vita lascia spazio ad un ambiente desolante. Un incubo per tutti i Mumbaikar. La COVID-19 è riuscito a mutare lo scenario dell’intera città. Il quadro calmo e silenzioso di Mumbai, consegnatoci dal coronavirus, non fa emergere alcuna felicità, ma causa pena e dolore nel cuore delle persone.

 

Le Slum sono abbandonate a loro stesse

Mumbai è una delle città più popolate del mondo, che ospita una delle più grandi baraccopoli, il Dharavi Slum, in cui una piccola stanza è condivisa da 10 o 12 persone e un unico bagno è utilizzato da 80 persone in un giorno: pensare al distanziamento sociale in questo ammasso è praticamente impossibile. Se il coronavirus colpisse le Slum, la diffusione di questa malattia avrebbe una crescita disarmante.

Il governo dello Stato del Maharashtra, con una squadra di esperti, fornitori di servizi e polizia, sta lavorando come un gabinetto di guerra per identificare i focolai, scovare gli infetti e la storia degli spostamenti e dei contatti. In spazi molto affollati come Dharavi e altre Slum, i medici stanno raggiungendo i malati per fornire loro i test ed evitare che affollino gli ospedali. Sono stati identificati speciali ospedali COVID-19, e a tanti altri sono state aggiunte unità di isolamento dedicate. Prevedendo una crescita dei casi, il governo ha in programma di aggiungere sempre più spazi di isolamento. Gli ospedali privati ​​e alcuni hotel stanno servendo a questa funzione. Oltre al governo e alle sue agenzie, un esercito di volontari e ONG sta facendo il possibile per aiutare le parti più vulnerabili, come la classe lavoratrice e gli impiegati nell’economia informale. Distribuzioni di cibo e kit avvengono quotidianamente per le persone che hanno perso il lavoro e non possono più avventurarsi in nessun dove per guadagnarsi il pane. Tutti coloro che sono bisognosi e indifesi sono curati dai volontari locali e dalle varie organizzazioni sociali senza scopo di lucro.

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Una strada in salita

Parallelamente, la classe media e i benestanti hanno le forniture di cibo assicurate nei supermercati, ben curati dal governo che si prodiga affinché non vi sia carenza alcuna.

Lo spirito indomito dei Mumbaikars emerge anche ora: il lockdown è rigorosamente rispettato, i sospetti senza sintomi si mettono autonomamente in quarantena, cooperando e contribuendo alla ratio di queste misure draconiane.

La diffusione e la crescita della malattia appaiono incontrollabili, ma gli sforzi e lo spirito del governo e dei cittadini terranno in piedi Mumbai fino a farla ritornare ad essere la città che non dorme mai. Sebbene preoccupante, la situazione può essere superata.

I nostri migliori auguri sono per tutti i cittadini di Milano e di tutta l’Italia. Siamo con voi e speriamo in un rapido ritorno alla normalità. Siamo tutti insieme in questa situazione difficile, e così preghiamo gli uni per gli altri.

 

MRUTHUBASHINI SRINIVAS di memumbai.com (Tradotto da HARI DE MIRANDA)

The original version -> A DISPATCH FROM INDIA🇮🇳: how MUMBAI is battling COVID-19

 

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