New York Times: “con il Covid-19 il miglior modello è quello SVEDESE”. I 5 punti di una strategia unica al mondo

Gli svedesi hanno continuato a vivere normalmente e se usi la mascherina all'aperto ti guardano come fossi un marziano. "I dati dimostrano che se hai meno di 65 anni e non soffri di altre patologie, il rischio è quello di una brutta influenza"

0
Stoccolma. Credits: Anders Wiklund/TT News Agency, via Associated Press -

E alla fine è successo. Dopo esser stata criticata, la Svezia si prende la sua rivincita. Il New York Times le dedica un lungo reportage in cui racconta come, numeri alla mano, gli svedesi sarebbero quelli che hanno avuto ragione in Europa: “hanno minimizzato i decessi, senza mettere in difficoltà il proprio popolo”. Vediamo in che cosa il NY Times considera vincente il modello svedese.

New York Times: “con il Covid-19 il miglior modello è quello SVEDESE”. I 5 punti di una strategia unica al mondo

#1 Gli svedesi hanno continuato a vivere normalmente

Il New York Times respinge come motivazione il fatto del popolazione poco numerosa, Stoccolma ha il doppio della densità di Roma con 5200 abitanti per kmq e grande vitalità nelle sue strade. Il punto è un altro, dice il New York Times, il modello funziona forse per il senso di responsabilità dei suoi cittadini. Anche se c’è da sempre un po’ di pregiudizio positivo sui popoli nordici, Stoccolma non ha chiuso neanche i cinema, ma ha evitato solo i grandi assembramenti di oltre 50 persone, ha chiuso i musei e cancellato gli eventi sportivi. Non ha chiuso i ristoranti, né barbieri, né le scuole, né palestre, né i confini. Gli svedesi hanno continuato a vivere normalmente. Sono state dettate regole per il distanziamento sociale, che sono dei suggerimenti non degli obblighi.

#2 Se usi la mascherina all’aperto ti guardano come fossi un marziano

Come notano i giornalisti Thomas Erdbrink e Christina Anderson, i poliziotti non possono obbligarti, ma solo chiedere cortesemente di tenere un determinato comportamento, e se usi la mascherina all’aperto ti guardano come fossi un marziano (Citazione originale: Pedestrians wearing masks are generally stared at as if they have just landed from Mars). Anche perchè c’è una ragione secondo gli svedesi: imporre le mascherine significa alimentare un clima di terrore che rischia di distruggere i fondamenti di una società.

#3 Se chiudiamo oltre al danno c’è la beffa: perchè come si fa a far ripartire un’economia dopo averla distrutta? Come si fa a tirare su un popolo dopo averlo terrorizzato?

Se un ristorante è troppo affollato, e non rispetta le distanze sociali, non c’è la multa, il locale viene chiuso e poi riaperto dopo un’ispezione. Ovviamente anche in Svezia ci sono stati problemi, nella case di cura soprattutto con la carenza di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari, ma negli ospedali non c’è stata nessuna emergenza di carenza di posti letto in terapia intensiva come affermato dal Ministro della Salute svedese. Ma in linea di massima la loro strategia ha avuto senso come ha spiegato il virologo Tegnel che è oramai diventato una star nel suo paese “se chiudiamo, oltre al danno c’è la beffa, perché poi come si fa a far ripartire un’economia dopo averla distrutta? Come si fa a tirare su un popolo dopo averlo terrorizzato e demoralizzato?” E infatti i suoi consigli sono stati seguiti dal governo che, ripetiamolo, ha fatto qualcosa di eccezionale: resistere alle pressioni internazionali per niente facile, e pensare al benessere del suo popolo. L’articolo si chiude col racconto dei ragazzi felici che si sono laureati e si baciano e abbracciano a Medborgarplatsten, mentre la polizia li osserva senza far niente.

Il grado di responsabilità e fiducia tra i cittadini si può raccontare con questa esperienza: “Sto cercando di non avvicinarmi troppo alle persone“, spiega Birgit Lilja, 82 anni, spiegando che era uscita di casa per ritirare di persona una nuova carta d’identità. “Ma mi fido di loro di stare attenti a me.

I Libri di Milano Città Stato a casa tua: scopri come fare

#4 L’economia perderà di meno delle altre nazioni

Indipendentemente dalle decisioni interne, la crisi globale colpirà l’economia export oriented della Svezia, e il governo prevede un contrazione del 7% quest’anno.
JP Morgan ha previsto che l’economia svedese si contrarrà meno dell’area dell’euro, con una contrazione del 2,4% nel primo trimestre di quest’anno e una contrazione del 13,7% nel secondo. Ciò si confronta con le proiezioni di una contrazione del 4% e del 17,3% per l’area dell’euro; 3,1% e 16,6% per la Germania; e 4% e 21,4% per la Francia, secondo i rapporti degli istituti bancari centrali.  Il ministro delle finanze, Magdalena Andersson ha detto detto “ovviamente parrucchieri, ristoranti e hotel sono meno colpiti rispetto ad altri Paesi“.

#5 La strategia di fondo: i dati dimostrano che se hai meno di 65 anni e non soffri di altre patologie, il rischio è quello di una brutta influenza

La strategia svedese è partita dall’assunto che la maggior parte delle persone di età inferiore ai 65 anni che contraggono il coronavirus, se non hanno importanti condizioni mediche preesistenti, lo sperimenteranno come un’influenza tipica o dura, o completamente asintomaticamente, e che il numero di persone che si ammaleranno a tal punto da richiedere un ricovero in ospedale o cure di emergenza saranno in numero inferiori rispetto ai letti necessari per prendersi cura di loro. Così facendo, tutte le piccole attività imprenditoriali quali ristoranti, bar, estetisti, parrucchieri, palestre etc.. sono rimasti aperti, pur con un fisiologico calo dei fatturati e solo chi poteva permettersi di lavorare in smartworking è rimasto a casa e ha limitato gli spostamenti, mentre grandi aziende e scuole hanno continuato regolarmente.

Fonte: Nytimes

Leggi anche:
La via SVEDESE nella lotta al virus: e se avessero ragione loro?
La via SVEDESE nella lotta al virus: “senza lockdown siamo vicini all’immunità di gregge”

FABIO MARCOMIN

Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul  #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong   #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

 

SOSTIENI MILANO CITTÀ STATO

Caro lettore, il sito Milano Città Stato è gestito da Vivaio, associazione no profit. Per assicurare contenuti di qualità tutti i collaboratori lavorano senza sosta. Se apprezzi il nostro lavoro, da sempre per te gratuito, se ci leggi spesso e se condividi il nostro intento di contribuire a una Milano (e un’Italia) che sia sempre migliore, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci, in particolare in questo momento così delicato. Grazie!

 


Articolo precedenteVIDEOINTERVISTE E SFONDI: 10 chicche curiose dietro alle star della quarantena in collegamento da casa
Articolo successivoIl caso virtuoso della LETTONIA: le tre mosse chiave per sconfiggere il covid senza danneggiare l’economia
Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.