600 euro agli italiani? Si’, no, forse

A un mese dalla chiusura delle attività, nessuno ha ancora ricevuto il pagamento della cassa integrazione e dei bonus, ma c'è di peggio: i professionisti rischiano di non ottenere nulla

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Credits: repubblica.it - Il Ministro dell'Economia Gualtieri

Il presidente Conte ripete che “lo Stato c’è” ed è pronto ad aiutare i cittadini in difficoltà economica a seguito della chiusura imposta alle attività non essenziali, comprese quelle di autonomi e liberi professionisti. Tra le misure previste dal decreto “Cura Italia” oltre all’integrazione di fondi per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, ci sono aiuti di varia natura per lavoratori dipendenti obbligati allo smartworking come bonus baby sitter e congedi parentali oltre al bonus di 600 euro per i liberi professionisti, inizialmente solo a quelli iscritti alla Gestione Separata Inps e in seguito anche a quelli aderenti alle previdenze private. Del bonus dei 600 euro si è tanto parlato specie per il lockdown del sito dell’INPS il 1 aprile, il giorno dell’apertura delle domande. A che punto siamo?

600 euro agli italiani? Si’, no, forse

A un mese dalla chiusura delle attività nessuno ha ancora ricevuto il pagamento della cassa integrazione e dei bonus, ma c’è di peggio: i professionisti rischiano di non ottenere nulla

Stando agli ultimi aggiornamenti i pagamenti di cassa integrazione e i bonus di 600 euro per i liberi professionisti iscritti all’INPS che sono riusciti a richiederlo non arriveranno prima del 15 aprile, se non ci saranno altri intoppi come il crash del sito di previdenza nazionale il giorno delle aperture delle domande.

La situazione paradossale sta accadendo invece ai professionisti delle casse private, a cui dopo le proteste delle varie categorie (avvocati, commercialisti, ingegneri etc..), era stato riservato un fondo di 200 milioni destinato a chi è stata danneggiato dall’emergenza Coronavirus e con un redditto sotto una certa soglia. I vari istituti di previdenza avevano già ricevuto 500.000 richieste ed alcune avevano già predisposto i pagamenti, ma il Decreto Imprese pubblicato nella notte del 9 aprile in Gazzetta ufficiale ha cambiato le carte in tavola modificando i requisiti per l’accesso al beneficio.

# Un nuovo decreto cambia le condizioni. Risultato: il caos

Senza alcun preavviso il Decreto ha modificato le condizioni necessarie per accedere al bonus e nello specifico l’indennità spetta agli iscritti “in via esclusiva” alle Casse di previdenza private “non titolari di trattamento pensionistico” pertanto tutti quei professionisti che svolgono anche un’attività da dipendente dovranno essere cancellati dall’elenco dei richiedenti, ma vanno aggiunti alla lista coloro che godono di una prestazione di invalidità.

Questa modifica sostanziale ha creato confusioni e problemi non di poco conto perché alcune casse avevano addirittura già effettuato i bonifici ai destinatari come la cassa di medici e dentisti che ha dovuto bloccare 25.262 bonus in partenza oggi, la Cassa dottori commercialisti 25.000 e la Cassa forense che dai 140.000 richiedenti aspetta una documentazione integrativa per sbloccare i versamenti, che ovviamente saranno sospesi fino a che non si sarà stabilizzata la situazione.

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Agli intoppi della burocrazia dei tecnici, si aggiungono quelli dei politici con decreti promulgati in piena notte, che dimostra per l’ennesima volta come lo Stato necessita di una riforma strutturale e sostanziale dal basso dell’intero impianto, dove la burocrazia deve essere al servizio del cittadino, non viceversa.

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.