🔴 Al Sud che vieta l’ingresso ai lombardi risponde la ROMAGNA: “Noi non chiuderemo mai a chi ha reso grande il nostro turismo”

Il Sindaco di Riccione Tosi: "Se la Campania vi chiude, la Romagna e Riccione vi aspettano Non dimentichiamo i connazionali lombardi, veneti e emiliani che hanno reso grande il nostro turismo"

Credits: bologna.repubblica.it - Spiaggia di Riccione

La Campania per voce del governatore De Luca ha già detto che ai lombardi sarà vietato l’ingresso nella sua Regione, alla quale si aggiunta anche la Calabria con ha previsto già ordinanza di blocco, ma di fatto tutto il sud non ci vede di buon occhio addossandoci tutte le colpe. La Romagna invece non vede l’ora di accoglierci nelle loro spiagge e nei loro hotel.

Il Sud non vuole i Lombardi, la Romagna non vede l’ora di accoglierli in vacanza

# Campania e Calabria: divieto di ingresso a chi arriva dal nord Italia

Prima la richiesta di “commissariamento” della Lombardia, per la colpa della predisposizione al lavoro di chi ci vive che avrebbe favorito la maggior diffusione del virus e l’incidenza di decessi, poi le dichiarazioni del Governatore della Campania “Se al nord allentano misure chiudiamo i confini della Campania” e quelle della Governatrice calabrese Jole Santelli che promette “faremo una ordinanza per vietare l’ingresso dei cittadini provenienti da quelle regioni”, cioè quelle più colpite come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.


Proprio le regioni che quando c’è da ricevere fondi si appellano alla solidarietà, a parti inverse si dimostrano le più intransigenti.  In questa situazione un po’ ipocrita, c’è un’eccezione.

# Il Sindaco di Riccione Tosi: “Se la Campania vi chiude, la Romagna e Riccione vi aspettano. Non dimentichiamo i connazionali lombardi, veneti e emiliani che hanno reso grande il nostro turismo”

Il Sindaco Tosi non aspetta altro che aprire le spiagge a turisti lombardi, veneti e emiliani, vista la previsione di riaperture differenziate per macroaree e in merito alle dichiarazioni dei presidenti delle altre regioni commenta: “Niente di più sbagliato da tutti i punti di vista, economico, istituzionale e soprattutto umano. Sono sicura che la Romagna e Riccione in testa siano capaci di solidarietà nei confronti di connazionali come i lombardi, i veneti e gli emiliani che hanno subito così duramente l’epidemia, ai quali mai e poi mai sbarreremmo i confini. Noi siamo solidali nei confronti di chi per anni ci ha scelto e privilegiato come meta turistica preferita. Non li lasciamo certo soli nel momento del bisogno. Perché andare al mare, respirare aria pura, prendere il sole e fare il bagno è un bisogno primario e di salute. E va anche bene che il Governo pensi a macroaree per riportare un po’ di vita, di libertà ai cittadini. Riccione e la Romagna ci sono, ci stiamo attrezzando per dare agli ospiti lombardi, veneti ed emiliani la migliore delle accoglienze possibili in un momento così delicato per l’Italia intera”. Federalberghi Riccione stima che il 31,4% del mercato totale dei pernottamenti è rappresentato da cittadini lombardi, seguiti da emiliani, piemontesi e veneti. “Noi non dimentichiamo e anzi stiamo organizzando la nostra Riviera Romagnola e Riccione in maniera tale che quando arriveranno qui, sapranno che ci sono i presidi sanitari, che si fanno gli screening sulla popolazione e sui lavoratori. Non chiuderemo mai agli oltre 6000 proprietari di seconde case che arrivano da Emilia e Lombardia. Stiamo lavorando anche per loro“.

Da questa emergenza ne esce un’Italia spaccata in due: nord contro sud. Non solo per la diffusione dei contagi. La causa è una crisi culturale diffusa, in primis a livello politico, affiancata alla presenza di due modelli economici all’antitesi: da un lato l’esigenza di maggiore autonomia dal governo e dall’altro la spinta a una maggiore centralizzazione da parte del governo che porterebbe al livellamento verso il basso di tutte le regioni e un depauperamento delle risorse. Ha ancora senso questo tipo di sistema istituzionale?



Fonte: Ufficio Stampa Comune di Riccione

FABIO MARCOMIN

Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul  #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong   #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

 

SOSTIENI MILANO CITTÀ STATO

Caro lettore, il sito Milano Città Stato è gestito da Vivaio, associazione no profit. Per assicurare contenuti di qualità tutti i collaboratori lavorano senza sosta. Se apprezzi il nostro lavoro, da sempre per te gratuito, se ci leggi spesso e se condividi il nostro intento di contribuire a una Milano (e un’Italia) che sia sempre migliore, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci, in particolare in questo momento così delicato. Grazie!

 

6 COMMENTI

  1. Perchè dire fesserie e alimentare tensione geografica in un momento un cui dovremmo essere tutti uniti?
    L’Italia deve essere compatta, il Sud con il Nord e viceversa. Dal Sud sono venuti tanti medici e infermieri volontari ad aiutare gli ospedali lombardi, che necessità c’è di scrivere un articolo cosí fesso?
    La Campania e Calabria hanno solo detto che se il governatore della Lombardia (che rappresenta ancora il 50% dei morti italiani) sarà cosí irresponsabile da essere la prima ad aprire quando la situazione non è ancora sotto controllo, metteranno in quarantena le persone in arrivo.
    In questo articolo invece si allude a ben altro.
    Ora avete qualche click in più, bravi.
    Non siete meno sciacalli di Salvini e Meloni…

  2. Mia cara romagna stai tranquilla xche il turismo meridionale che passa da te e soprattutto il meridione che vive al nord e nn chi e rimasto a l emosinare gli aiuti dello stato nel sud io sono un siciliano che vive al nord e vado spesso in riviera xche me lo posso permettere quindi cara rimini o riccione o bellaria state pure tranqilli mandate a cagare pure

  3. Voi del Nord, politici o popolo non fareste la stessa cosa se al sud ci fossero focolai più estesi? Ci chiamate colerosi quando a differenza vostra,quando nel 1972,nel periodo del colera di contagiati e morti, ne contavano meno di voi col covid19. E ci offendete ogni volta che ne trovate spunto. (Noi non lo stiamo facendo)Adesso che ne va per la nostra salvaguardia,per la nostra salute,soprattutto per quella generazione che voi avete sottovalutato,ma che per noi è di grande importanza,sia perché fa parte dei noi valori,dei nostri affetti ma soprattutto sono le nostre radici. Si fanno bene ad impedire per questo momento,a mio avviso troppo presto, limitare gli spostamenti inutili. Lo stesso avreste dovuto farlo più di un mese fa voi. Ma certo,per voi è stata una liberazione,meno gente da”curare”,nel caso ce ne fosse stato bisogno e poi se gli altri si contagiano che fa,meglio loro che noi. Abbiamo fatto fino adesso tanti sacrifici,meglio qualche giorno in più che ricominciare tutto daccapo. Cosi non ne verremo mai fuori.

  4. Siete ridicoli con questi articoli da 4 spiccioli, non vi rendete conto di alimentare solo l’odio verso il sud, io da napoletano ho deciso di restare a Milano ed aiutare le persone che mi hanno accolto anni fa, ma voi nel concreto cosa fare? Nulla se non alimentare astio tra nord e sud.

  5. Per fare Nulla voi siete maestri eh già forse ai lombardi servirà seguire il vostro esempio.. Scappare e non fare nulla…

Comments are closed.