La soluzione per non distruggere i PALAZZI STORICI: c’è un caso anche a MILANO

Vediamo alcune immagini dalle città del mondo. E Milano?

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Credits: ASE

La città di Bucarest ha trovato il modo per non demolire i suoi edifici d’epoca per lasciare posto a costruzioni più moderne. Nell’immagine lo stratagemma. Si crea una cornice per salvaguardare il palazzo da mantenere, all’esterno si possono costruire edifici nuovi. L’effetto è suggestivo. Anche se c’è anche chi lo critica: “Immagino sia meglio della demolizione. Ma in realtà avrebbero potuto costruire un nuovo edificio che si armonizzasse con l’edificio storico”, commenta su FB Lance Olson. Vediamo alcune immagini dalla capitale romena, insieme ad altri casi simili in altre città del mondo. E Milano?

La soluzione per non distruggere i PALAZZI STORICI: c’è un caso anche a MILANO

Bucarest ha adottato questa soluzione per salvaguardare vecchio e nuovo anche in altri casi. Come questi, non sempre riusciti:

Credits: Vlad Harabagiu
Credits: Vlad Harabagiu
Credits: Vlad Harabagiu

# Altri esempi dal mondo: Denver e Malmoe

Anche in altre città del mondo si è cercata una soluzione analoga, come a Denver che così è riuscita a salvare una chiesa dalla costruzione di un nuovo hotel: 

Credits: Keith Stansell

Oppure a Malmoe, in Svezia, forse l’esempio meglio riuscito:

Credits: Loke Rivano

Una soluzione intrigante per unire l’esigenza di tutelare la storia e la bellezza senza pregiudicare il futuro. Può essere una modalità da introdurre anche a Milano? Per ora l’unico caso in qualche modo analogo è la piccola casa tra i grattacieli della Regione. In questo caso però si parla di una difesa a oltranza dei suoi condòmini. 

# Milano: la casetta nel grattacielo

Credits: ilcinemadelcarbone.it

In realtà si tratta di un caso un po’ diverso. In questo caso è una casa rimasta intrappolata in un grattacielo. Stiamo parlando della Casetta Verde di via Bellani, inglobata nel grattacielo della Regione Lombardia. Sono 14 i condomini residenti all’interno di questa costruzione che tutt’a un tratto si ritrovò stretta su tre lati dalle braccia dell’incombente Palazzo Lombardia. In realtà si fece di tutto per fare mandare via i condomini, lasciando spazio così al grattacielo: inizialmente venne proposta una valutazione di 4500 euro al metro quadro, poi una permuta con appartamenti di pari superficie e nella stessa zona. Ma le famiglie rifiutarono l’offerta, affezionati alla loro abitazione.

«Ormai siamo abituati a essere circondati da queste propaggini del grattacielo. Non vedo più il tramonto, la Grigna o il Resegone ma i vetri di fronte riflettono il sole, le nuvole, la nostra casa. C’è uno spiraglio su Porta Nuova. I danni al cortile ancora non ce li hanno sistemati. Solo adesso abbiamo trovato l’accordo» è ciò che afferma Milena Porcari, una dei condomini del palazzo verde. 

Continua la lettura con: La triste fine della “Defense milanese”

ANDREA ZOPPOLATO

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Andrea Zoppolato
Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.