La GUERRA dell’ARTE. Gli Hoenzollern alla Germania: ridateci le nostre opere. Le 7 OPERE ITALIANE all’ESTERO che rivorremmo indietro

"Se non ci risarcite, svuotiamo i vostri musei". E se lo facesse l'Italia?

credit: iltermopolio.com

“Se non ci risarcite, svuotiamo i vostri musei” così gli Hoenzollern minacciano la Germania. Ma se lo facesse l’Italia? Ecco la top 7 delle opere italiane all’estero.

La GUERRA dell’ARTE. Gli Hoenzollern alla Germania: ridateci le nostre opere. Le 7 OPERE ITALIANE all’ESTERO che rivorremmo indietro

Recentemente è tornata sotto ai riflettori una vicenda che prosegue da ben 7 anni: la disputa tra l’ex famiglia reale degli Hoenzollern e lo Stato tedesco. “Se non ci risarcite, svuotiamo i vostri musei” minaccia la famiglia. Citando il film di Massimo Becattini, l’arte è in guerra. Ma cosa sta succedendo in Germania e cosa succederebbe se accadesse una cosa simile anche in Italia?


# Una minaccia al quale lo Stato tedesco non sembra voler cedere

La famiglia da anni chiede che venga riconosciuto loro un risarcimento per gli immobili che dopo il 1945 divennero proprietà dello Stato socialista e successivamente della DDR. Lo Stato però si difende con una legge che vieta risarcimenti a coloro i quali hanno aiutato significativamente il sistema nazionalsocialista.

E’ innegabile che la famiglia reale avesse stretti legami con il Führer e per questo la Germania non ha mai accolto le loro numerose richieste. Oggi però gli Hoenzollern minacciano di farsi restituire tutti i beni artistici e culturali attualmente in prestito presso tutti gli istituti pubblici di Germania: “Se non ci risarcite, svuotiamo i vostri musei, questa la minaccia dell’ex famiglia reale. Il Senatore della Cultura di Berlino, Klaus Lederer, ha dichiarato che le trattative non verranno riprese sulla base di una minaccia al settore pubblico.

Fonte: Berlino Magazine



Come si concluderà la disputa ancora non è chiaro ma una domanda sorge spontanea: cosa succederebbe se l’Italia chiedesse indietro alcune delle sue opere più famose esposte in musei stranieri? Ecco le 7 opere italiane più famose che però non sono in Italia.

#1 “La Gioconda” di Leonardo da Vinci

credit: sapere.it

Senza dubbio è l’opera italiana all’estero più conosciuta e discussa. Leonardo impiegò più di dieci anni per dipingerla e dal 1503 al 1514, e ci sono voluti secoli per cercare di svelarne il mistero. La leggenda del furto di Napoleone è ancora molto diffusa, eppure la realtà è che fu lo stesso Leonardo a portarla con sé in Francia nel 1517. L’enigmaticità del suo sorriso e del suo sguardo attrae migliaia di turisti da tutto il mondo, compresi gli italiani in trasferta visto che l’opera è tutt’oggi conservata in Francia, al Musée du Louvre a Parigi.

#2 “Concetto spaziale: Expectations” di Lucio Fontana

credit pinterest.com

Nell’arte di questo visionario artista molti non riescono a trovare un senso, un perché artistico. Considerata brutale, violenta e a tratti anche insignificante, l’arte di Fontana viene spiegata dallo stesso come l’esatto contrario di ciò che gli altri avevano interpretato: “Tutti hanno pensato che io volessi distruggere: ma non è vero io ho costruito, non distrutto“. L’innovazione di Fontana è stato aggiungere alla bidimensionalità della tela una terza dimensione, grazie ai tagli. Il suo intento era quello di andare oltre la tela, creando un universo parallelo. Anche questa genialità tutta Made in Italy al momento si trova oltreconfine, al MoMa di New York.

#3 “La cena in Emmaus” di Caravaggio

credit: wikipedia

Tra gli artisti italiani più conosciuti in tutto il mondo non si può non considerare Caravaggio, che con la sua arte tanto realistica quanto emotiva continua ad impressionare da più di 500 anni. Una delle sue opere più famose, “La cena in Emmaus”, è però conservata a Londra, alla National Gallery. Chiaro esempio della sua abilità nell’utilizzo del chiaroscuro e della sua attenzione per l’anatomia umana, rientra indubbiamente tra quelle opere italiane che ogni appassionato d’arte rivorrebbe indietro.

#4 “Le tre Grazie” di Antonio Canova

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Come tutti sanno, l’arte italiana non è solo pittura. Grandissimi scultori italiani hanno gettato le basi per le tecniche scultoree utilizzate ancora oggi e, tra tutti, spicca Antonio Canova. Soprannominato “il nuovo Fidia” e considerato il massimo esponente del Neoclassicismo italiano, molte delle sue opere non sono però osservabili in Italia. Un esempio è il trio di statue rappresentante “Le tre Grazie“, personaggi femminili della mitologia greca dalle forme generose e dal viso incantevole. Di quest’opera ne esistono due versioni, entrambe conservate però in musei esteri: l’Ermitage di San Pietroburgo e il Victoria and Albert Museum di Londra.

#5 “Amore e Psiche” di Antonio Canova

credit: arteeilsuofascino.blogspot.com

Di Canova non solo “Le tre Grazie” si trova all’estero, ma anche la sua più celebre scultura: Amore e Psiche”. Infatti l’opera fu commissionata dal colonnello inglese John Campell che però, non potendone pagare il trasporto, venne poi acquistata da Gioacchino Murat. Passò alla Corona francese nell’800 e lì rimase. L’attenzione ai dettagli e il realismo con cui lo scultore ha rappresentato il momento lascia senza parole e moltissimi amanti di Canova vorrebbero che il gruppo scultoreo tornasse in Italia.

#6 “Canto d’amore” di Giorgio De Chirico

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Passando dal Neoclassicismo canoviano all’arte contemporanea, una delle opere più importanti che l’Italia ha perso è il “Canto d’amore” di Giorgio De Chirico. Il pittore è conosciuto per il suo stile surrealista e questo dipinto in particolare viene considerato da molti come il più il più bel quadro di tutta l’arte moderna. Eppure, anche questa eccellenza italiana non si trova più in Italia bensì al MoMa di New York.

#7 “La dama con l’ermellino” di Leonardo Da Vinci

credit: agi.it

Ultima opera ma non per importanza, “La dama con l’ermellino” di Leonardo Da Vinci. Abbiamo iniziato mettendo al primo posto un’opera di Leonardo – “La Gioconda” – e concludiamo con un altro capolavoro vinciano. Dipinta proprio a Milano, quest’opera ha come soggetto principale Cecilia Gallerani, amante di Lodovico il Moro, accompagnata dal suo ermellino. Il quadro venne acquistato nell’800 dal principe polacco Adam Jerzy Czartoryski e viene per questo tutt’oggi conservata Museo Nazionale di Cracovia.

Lo Stato tedesco ha tutti i suoi motivi, anche legislativi, per rifiutarsi di risarcire la famiglia Hoenzollern ma di certo anche gli italiani amanti dell’arte e della cultura avrebbero moltissimi validi motivi per chiedere la restituzione di tutte le nostre opere.

Fonti: Non Solo Cultura , LABA

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ROSITA GIULIANO

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