Il PALAZZO più STRAVAGANTE d’EUROPA: opera di un POSTINO

Definito il "palazzo ideale" è la costruzione più stravagante d'Europa. Ma dove si trova?

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Ph. Olzheim

Definito il “palazzo ideale” è la costruzione più stravagante d’Europa. Ma dove si trova?

Il PALAZZO più STRAVAGANTE d’EUROPA: opera di un POSTINO 

Gli mancano solo i secchielli e le palette per essere una versione gigante dei castelli di sabbia che si trovano lungo il bagnasciuga d’estate: è il palazzo più stravagante d’Europa ed è chiamato per la sua architettura visionaria “Palazzo Ideale”. Ma questa struttura di strano non ha solo le fattezze, dietro la sua costruzione si nasconde la storia particolare di un moderno Don Chisciotte. Vediamo insieme chi ha ideato questo castello e dove, ma soprattutto il perché.

# Un esempio perfetto di Art Brut

credit: siviaggia.it

Situato nel paese di Hauterives, nella Drôme des collines poco distante da Lione, in Francia, il Palazzo Cheval è ritenuto il più stravagante d’Europa e osservandone le fotografie non è necessario spiegare il perché. Un po’ indù, un po’ paese dei balocchi, dallo stile gotico ma anche liberty, è un perfetto esempio di Art Brut. Per i meno esperti d’arte, l’Art Brut è un concetto che include le produzioni artistiche eseguite da non professionisti e che non seguono i canoni estetici convenzionali.

# Il sogno di un moderno Don Chisciotte: il postino Cheval

credit: siviaggia.it

Ebbene sì, il palazzo più stravagante d’Europa è stato costruito da un uomo che di artistico non aveva nulla se non la folle genialità: un postino. Cheval, questo era il suo nome, consegnò per anni cartoline da tutto il mondo e dalle più belle si fece ispirare, mescolando la realtà alla narrativa dei libri che amava leggere.

Il visionario postino continuò a vivere in bilico tra realtà e fantasia come un moderno Don Chisciotte, quando un giorno inciampò su una pietra dalla forma particolare e decise di iniziare a collezionare tutte quelle pietre che avrebbero attirato la sua attenzione. Ne collezionò così tante da poterci costruire un castello, nel vero senso della parola. La prima pietra la posizionò nel 1879 e i lavori terminarono dopo oltre vent’anni, nel 1902.

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# 350 metri quadrati di pietre, tra corridoi, grotte e terrazze

credit: siviaggia.it

Cheval riuscì a trasformare i suoi sogni in una concreta realtà, assemblando 100.000 pietre con malta e cemento. Una tecnica piuttosto rudimentale che però ha dato vita ad una creazione artistica senza eguali, piena di allegorie ispirate dalla tradizione biblica e dalla mitologia indù. L’intero edificio non può essere abitato, è costituito infatti da un susseguirsi di labirintici corridoi, grotte, stanze e terrazze che proseguono per ben 350 metri quadrati. Niente male per un architetto improvvisato. Nonostante non possa essere abitato al suo interno, gli esterni sono sufficienti per non restare delusi, soprattutto grazie al magico giardino in cui il palazzo è immerso. Le facciate sono state suddivise per temi dall’artista, che gli ha attribuito dei rievocanti nomi, ad esempio il “Monumento egizio” e  il “Tempio Indù”. Nella facciata ovest sono presenti delle riproduzioni architettoniche in miniatura posizionate all’interno di nicchie che rappresentano: un tempio indù, una moschea, uno chalet svizzero, un castello medievale e la Maison Carrée di Algeri.

Il palazzo ideale di Cheval non è solo un esempio perfetto di Art Brut, ma anche uno stimolo per chi non ha il coraggio di alzare l’asticella dei propri sogni.

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ROSITA GIULIANO

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Rosita Giuliano
23 anni e tanti sogni da rincorrere per il mondo. Mentre li inseguo, sorrido e scrivo.