Addio ladri di BICICLETTE: l’ultima soluzione per il PARCHEGGIO sicuro in città

Anche Milano avrebbe bisogno di qualche nuovo progetto per i ciclisti, così da mandare in pensione le vecchie rastrelliere

credits: domusweb.it

Se anche tu sei un amante della bicicletta, saprai di certo quali problemi comporta l’uso di questo mezzo in città. Shabazz Stuart, fondatore di Oonepod, una startup Newyorkese, si è adoperato per risolvere il dilemma dei parcheggi. Di che cosa si tratta?

Addio ladri di BICICLETTE: l’ultima soluzione per il PARCHEGGIO sicuro in città

# Il box per le biciclette grande quanto un’automobile

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Il Oonepod Mini, è in sostanza un piccolo box della grandezza di un’auto, che può contenere al suo interno dieci biciclette. Si apre con una tessera o con un’app ed è dotato di una pompa per le ruote e di una sbarra, a cui assicurare le bici con un lucchetto. Forse non la soluzione ideale per i proprietari delle e-bike, infatti, per il momento, i pods non sono dotati di stazioni di ricarica al loro interno.

I parcheggi sono inoltre abbelliti con un piccolo giardinetto pensile sul tetto, così da dare un ulteriore tocco green.

# Box piccoli e funzionali per non ingombrare lo spazio pubblico

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Questa nuova proposta ha lo scopo di offrire ai ciclisti uno spazio sicuro per parcheggiare, la mission della startup è infatti quella di trasformare New York in una metropoli a misura di biciclette.

Non è la prima volta che la Oonepod cerca di trovare una soluzione al problema dei parcheggi delle bici. In precedenza, aveva installato alcuni mega-box nei punti più frequentati della città, ma la proposta non era stata accolta con entusiasmo dall’amministrazione locale che ne aveva limitato l’installazione.

Ma si sa: sbagliando si impara. E così l’azienda di Stuart ha rielaborato il primo tentativo rendendolo meno ingombrante e più funzionale. Con i nuovi box mini infatti, non solo le biciclette saranno parcheggiate in un luogo sicuro, ma lo spazio pubblico sarà liberato da veicoli ingombranti.

# L’ennesimo servizio da pagare?

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Ogni cittadino può richiedere un box per il proprio quartiere, così da avere sempre un posto sicuro per poter parcheggiare la bicicletta. Una domanda direi che sorge spontanea: ma si paga? La risposta è no. Invece di vendere i Mini Pods ai ciclisti, la startup vuole sovvenzionare la loro installazione tramite la pubblicità, applicata proprio sui box. Secondo il fondatore, la sponsorizzazione e la pubblicità sono più appropriate, soprattutto nelle aree commerciali e più frequentate, “una pubblicità in una piazza centrale può finanziare 10 parcheggi in quartieri più periferici”. In effetti le persone pagano sempre più servizi e, come Stuart ha sottolineato, “non vogliono pagare per un altro, già pagano per il bike sharing, per la metro e per Netflix”.

Si prevede quindi un’altissima domanda, soprattutto da parte dei blocchi residenziali, dove le persone attualmente devono spesso portarsi la bicicletta in casa.

# Le altre nuove soluzioni in giro per il mondo

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Il problema dei parcheggi per le bici sembra essere al centro di diverse iniziative e progetti. In giro per il mondo stanno nascendo sempre più parcheggi, appositamente creati per i mezzi a due ruote, che sembrano delle vere e proprie opere di design. Come l’edificio coperto per bici più grande del mondo, inaugurato a Utrecht, o il parcheggio hi-tech realizzato a Tokyo e dotato di un meccanismo che in 13 secondi preleva la bicicletta e la porta sottoterra.

Insomma, che siano i box Newyorkesi o i futuristici parcheggi giapponesi, anche Milano avrebbe bisogno di qualche nuovo progetto per i ciclisti, così da mandare in pensione le vecchie rastrelliere e finalmente liberarsi di quella costante domanda: “ci sarà ancora la mia bicicletta?”

Continua la lettura con: La ciclabile umana di viale Monza

CHIARA BARONE

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