Ufficiale: Milano avrà PIRELLINO e TORRE BOTANICA. Ma il PONTE-SERRA “non si farà più”

Le ultime novità sul progetto e la data di avvio lavori

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Credits Urbanfile - Serra in Porta Nuova

Poche settimane fa scrivevamo di come il progetto di Pirelli 39 fosse sparito dai radar e che per diversi motivi avrebbe potuto essere stravolto se non bloccato. Ora sono arrivate due novità importanti a riguardo. Vediamole nel dettaglio e capiamo come verrà trasformato questo lotto del distretto finanziario milanese.

Ufficiale: Milano avrà PIRELLINO e TORRE BOTANICA. Ma il PONTE-SERRA “non si farà più”

# Manfredi Catella, ceo di Coima, sul ponte serra: “Non si farà più“. Nel 2024 via ai lavori per Pirellino e Torre Botanica

Credits Urbanfile – Serra in Porta Nuova

La notizia era quasi certa ma il 28 marzo 2023 è arrivata l’ufficialità: stop al progetto del Ponte-Serra. A sancirlo in maniera definitiva è stato Manfredi Catella ceo di Coima, come riporta Il Sole24ore, a margine della presentazione a Milano dell’accordo di partnership tra Consorzio Cooperative Lavoratori (Ccl) e Coima per attività di “Fair and social housing”. Nell’occasione è arrivata però anche la data, e quindi la conferma del resto del progetto, relativa alla partenza dei lavori per costruire i due grattaceli: “Melchiorre Gioia 20 è un cantiere così come Pirelli 35 e Pirelli 39 che chiude quel settore del quartiere e stiamo finalizzando il progetto con l’avvio del cantiere nel 2024 per il Pirellino e per la torre botanica“. Per la passerellacome abbiamo già detto non si farà più“.

La decisione è stata presa in seguito alla bocciatura alla Consulta della Legge Regionale che prevedeva in caso di recupero immobiliare un incremento volumetrico del 25%, se il palazzo oggetto di riqualificazione risultava abbandonato da più di 5 anni. La riduzione di questo indice al 10% da parte della giunta di Milano ha portato Coima ad eliminare la parte pubblica del progetto. 

Credits: Coima – Ponte a scavalco Melchiorre Gioia

Il ponte a scavalco su via Melchiorre Gioia avrebbe dovuto subire una radicale trasformazione diventando un nuovo hub a servizio della città, uno spazio aperto per eventi, mostre ed esposizioni, con aree incontri e wellness dedicato ad essere un laboratorio sull’impatto climatico e ambientale, ed estensione della Biblioteca degli Alberi”. La vera chicca della riqualificazione sarebbe stata la Green house: una vera e propria serra della biodiversità dove vivere un’esperienza immersiva, educativa, interattiva e innovativa tra svariate specie vegetali. Purtroppo non vedrà mai la luce.

Vediamo quindi cosa rimane del progetto, la sua genesi e le caratteristiche dei due grattacieli.

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# L’investimento per il nuovo progetto immobiliare di Pirelli 39 è di poco inferiore al miliardo di euro

Credits Urbanfile – Progetto Pirelli39 senza ponte

Nel 2021 Coima Sgr, proprietaria del “Pirellino” ha assegnato a Diller Scofidio + Renfro (DS+R) e Stefano Boeri Architetti il concorso internazionale di architettura per l’edificio di Via Pirelli 39 in una competizione che vedeva 70 raggruppamenti composti da 359 studi di archittettura provenienti da 15 Paesi. Il progetto Pirelli 39 si posiziona al centro dell’area Porta Nuova Gioia in una posizione strategica fra la stazione Centrale, a est, e scalo Farini, a ovest, e rappresenta il punto di accesso a Porta Nuova provenendo da nord verso il centro città. La sua riqualificazione si inserisce nel processo di rigenerazione dell’area su scala di quartiere iniziato con Gioia 22 e che si completerà nei prossimi anni con lo sviluppo dei progetti di Pirelli 35 e Gioia 20.

Pirelli 39 sarà il primo progetto italiano interamente misurabile secondo criteri ESG tra cui: certificazioni LEED Platinum, WELL Gold, WiredScore, zero uso di combustibili fossili, livello di emissioni operative di CO2 già allineato con gli obiettivi EU 2050, recupero edilizio >70% dell’edificio esistente e contenimento delle emissioni di costruzione.

Eliminato dal progetto il ponte serra, scopriamo la Torre Botanica e il Pirellino riqualificato.

# La “Torre botanica”, che cambia colore in ogni stagione è il nuovo grattacielo di Porta Nuova, alta 110 metri e con 1.700 mq di verde

Credits: Coima

La Torre Botanica sarà un vero e proprio polmone verde in grado di produrre 9 tonnellate di ossigeno l’anno e assorbire 14 tonnellate di anidride carbonica grazie ai 1.700 metri quadrati di vegetazione distribuiti su più piani. Una sorta di sandwich di verde composto da piante e alberi in grado di “mangiare” lo smog e produrre ossigeno, un’evoluzione del “Bosco Verticale” di cui proprio Stefano Boeri è il progettista.

La torre residenziale di 110 metri d’altezza cambierà il colore della facciata con l’alternarsi delle stagioni per via della diversità di piante presenti. Inoltre la torre sarà parzialmente autonoma: con 2.770 metri quadri di pannelli fotovoltaici l’edificio sarà in grado di produrre il 65% del proprio fabbisogno energetico.

# Il “Pirellino” riqualificato ospiterà una terrazza panoramica e sarà alto circa 95 metri

Credits: Coima – Pirellino

L’oggetto principale del concorso internazionale di architettura è il “Pirellino”, al civico 39 di via Pirelli, che fino qualche anno fa era occupato dagli uffici tecnici del Comune di Milano. Le opere di rimozione dell’amianto e “svestizione” dell’edificio sono arrivate a conclusione. Manterrà la sua struttura originale, ma subirà una pesante riqualificazione, per renderlo moderno e rispondente ai più alti standard di efficienza, rivestito di vetrate e con una terrazza panoramica all’ultimo piano che porterà a circa 95 metri l’altezza dell’edificio.

Immagine di copertina: Urbanfile

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FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.