In AUTO sopra la TORRE EIFFEL? Il progetto di un visionario che anticipò un’altra opera grandiosa

La proposta di un visionario, uno che ha saputo anticipare il futuro anche per un altro grandioso progetto

Progetto 1936, Andrè Basdevant Credits: Messy Nessy Chic

Ve lo immaginate il periodo appena trascorso, senza poter andare al ristorante tranne che per l’asporto? Nel 1936 André Basdevant presentò un progetto per permettere alle auto di accedere sulla Torre Eiffel.

In AUTO sopra la TORRE EIFFEL? Il progetto di un visionario che anticipò un’altra opera grandiosa

# Una visione alta

Credits: @parisfranceofficialeiffeltower IG

Nel 1889, in occasione del centenario della rivoluzione francese, Parigi ha ospitato un’Esposizione Universale presso Champ Du Mars. Per l’occasione oltre 100 artisti presentarono progetti per il monumento destinato sulle rive della Senna, quello prescelto è poi diventato un’icona della città: la Torre Eiffel, 10.000 tonnellate di ferro, 312 metri di altezza – successivamente portati a 324 – e una manutenzione continua da fare invidia alla Fabbrica del Duomo.


Il successo della Torre Eiffel durante l’esposizione universale del 1889 è stato folgorante: oltre 200.000 di visitatori si sono arrampicati sulla torre per godere della sua vista. Un trionfo che ha scatenato le fantasie più audaci.

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# La strada nel cielo

Progetto 1936, Andrè Basdevant Credits: Messy Nessy Chic

Nel 1936 André Basdevant ha presentato un rivoluzionario progetto di modifica della Torre Eiffel per realizzare giganteschi piani si salita e discesa delle automobili, fino al secondo livello della torre, là dove c’è il ristorante.
L’idea era quella di affiancare alla Lady di ferro ben due torri elicoidali di cemento, rampe di accesso e uscita per le auto, unite da un ponte ad una campata, perfettamente ancorato con al centro il secondo livello della Tour Eiffel.



Una specie di San Siro, che ha quelle torri laterali, ma a Parigi sarebbero state alte 115 metri: una strada assurda, senza inizio e senza fine, appoggiata su due alti pilastri di cemento.

# La Torre Eiffel car-friendly

Credits: Pexel-Pixabay

Ma perché progettare una modifica del genere ad un’icona già fortemente dibattuta nella capitale francese?
La risposta è semplice e risiede in quella che negli anni 30 ha rappresentato una nuova frontiera per architetti ed urbanisti, ovvero l’impulso esponenziale che in quegli anni ha interessato l’industria, lo sviluppo e soprattutto la diffusione delle automobili.
Architetti e progettisti hanno iniziato a fantasticare su come adattare gli spazi urbani alle autovetture e ai loro conducenti.

Non si poteva sottrarre il simbolo di Parigi, su cui ha fantasticato appunto Basdevant, con l’idea di rendere l’accesso al ristorante della torre così facile, da poterci andare senza mai scendere dalla propria auto.
Molti parigini hanno disprezzato la Torre Eiffel fin dagli albori, chissà cosa avrebbero detto di questa modifica.
Non è dato sapere il perché di questa proposta, se ha a che fare con le rigide regole del BIE per le Esposizioni Universali, che vietano di riutilizzare le strutture di una Expo come progettata per lo spazio espositivo. Certo è che a Parigi la Tour Eiffel è rimasta, finendo per essere uno degli emblemi e che la proposta di André Basdevant è stata abbandonata e ci domandiamo cosa accadrebbe presentandola oggi.

# Da car-friendly a bike-friendly

La storia d’amore che si è sicuramente interrotta è quella tra Parigi e le automobili. Dall’infatuazione che ha trasformato la capitale francese in un immenso showroom di automobili (se vogliamo essere gentili), Parigi assume i panni della capofila che dichiara la lotta senza quartiere alle vetture. Altro che Torre Eiffel “car-friendly“, oggi La Ville Lumiere è la città più bike-friendly d’Europa.
Per decenni architetti e progettisti si sono sbizzarriti per progettare spazi per le auto. Adesso che la tendenza si è invertita, tocca a loro restituire gli spazi alle persone.

Che sia arrivato il momento di mettere il traguardo del Tour De France direttamente al secondo piano della Torre Eiffel?
Senza scherzi: si è poi scoperto che Basdevant era un visionario in grado di anticipare il futuro.
Non ci credete?
È stato ritratto in posa accanto ad un suo progetto utopistico, un passaggio sotterraneo per i pendolari tra la Francia e l’Inghilterra.
Avete capito benissimo. Parliamo di Chunnel, il tunnel della Manica, realizzato solo 60 anni dopo, ma che questo pioniere aveva già in mente.
Se ha avuto ragione con il Tunnel della Manica, perché avrebbe dovuto sbagliarsi con il drive-through della Torre Eiffel?

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LAURA LIONTI

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Tecnico del suono milanese, nata da milanesi importati dalla Sicilia. Il mio quartier generale è sempre stato il Gallaratese con i suoi giardini e il verde, difeso a volte a spada tratta. Sogno che Milano si candidi a luogo ideale per creare un laboratorio a cielo aperto che ricerchi e trovi la soluzione per le Smart Cities, Città e comunità sostenibili: obiettivo 11 degli SDGs