Gli strani numeri civici su alcuni palazzi di Milano

Il ministro austriaco Wilczeck, per volontà dell’imperatore d’Austria Giuseppe II, incaricò nel 1786 il marchese Ferdinando Cusani, giudice delle strade, di far appendere sulle strade di Milano il nome della rispettiva via. A ogni casa viene assegnato un numero nominato “teresiano”, perché utilizzato sotto Maria Teresa d’Austria.

Il piano con i nuovi numeri civici viene pubblicato il 16 novembre 1787 nella “Pianta di Milano” di Arcangelo Lavelli. Secondo un sistema progressivo unico, si parte dal Palazzo Reale col numero 1, per poi proseguire in senso circolare a spirale, dal centro alla periferia che allora era cinto dalle mura spagnole, fino ad arrivare all’ultimo numero, il 5314.

Nel 1830 i numeri progressivi vengono riordinati, contrassegnando ai precedenti numeri delle lettere alfabetiche (ad esempio, 560-560A-561) per denominare i nuovi edifici.

Nel 1866, di fronte alle difficoltà di una tale numerazione, il sistema venne modificato secondo la numerazione via per via, coi pari sulla destra venendo dal centro, che è il sistema ancora in vigore.

Il sistema “austriaco” della numerazione civica fu adottato anche dalla città di Parigi dal 1791 al 1805, mentre attualmente è utilizzato solo a Venezia.

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