Come sarebbe una riforma costituzionale alla milanese

Il referendum ha respinto la riforma elettorale proposta dal Governo Renzi. Eppure tutti quelli che hanno votato sono d’accordo che di qualche ritocchino la nostra Costituzione ne avrebbe bisogno. Abbiamo così pensato a come potrebbe essere una riforma della Costituzione alla milanese, inserendo dei cambiamenti che trasmettano alla nostra Carta un po’ di mentalità tipica della nostra città.

Riforma costituzionale alla milanese

#1 Cambiare l’articolo 1
Non è fondata sul lavoro ma sulla dignità della persona umana. Perché i milanesi il lavoro ce l’hanno nel sangue, non c’è bisogno di scriverlo.

#2 Più Pareto meno fronzoli
Introdurre la regola del’80/20 di Pareto: per ottenere l’80% basta il 20%. Ridurre l’80% degli articoli e delle parole. Eliminare chiacchiere e cose inutili: lasciare solo l’essenziale, più in stile anglosassone o, meglio, meneghino. Diventerebbe così molto più facile il lavoro della Corte Costituzionale perché il testo sarebbe molto più semplice, senza problemi di interpretazione.

#3 No CNEL
A Milano a nessuno mai sarebbe venuto in mente di inserire il CNEL in Costituzione. E se proprio lo si fosse dovuto inserire gli sarebbe dato un ruolo ben preciso e fondamentale per il Paese.

#4 Autonomie locali
Sarebbero inserite nella Costituzione le città stato, come elemento base per garantire la partecipazione dei cittadini e valorizzare la diversità delle nostre città.

#5 Il valore della diversità
Sarebbe data più rilevanza al valore della diversità di idee e di comportamenti e al fine della realizzazione individuale a cui deve essere sottoposto lo Stato.

#6 La responsabilità dei governanti
Inserimento del principio di massima responsabilità per i governanti. A massimo potere deve corrispondere massima responsabilità per i risultati che si producono. Ci sarebbe ineleggibilità assoluta per danni alle casse dello stato, ad esempio per chi lascia debiti all’erario, sia a livello locale che a livello nazionale.

#7 Patente a punti per candidarsi come parlamentare
La candidatura dovrebbe essere un traguardo di merito e dovrebbe imporre degli standard di conoscenza minima sull’Italia e sul funzionamento dello Stato. Ci sarebbe un esame di teoria sulla conoscenza della Costituzione e del Paese, che ora non lo passerebbe nessuno. E poi ci sarebbe la patente a punti per premiare chi compie cose utili per la comunità. Prima fare, poi ottenere il potere.

#8 Formazione permanente per i politici
Introduzione di corsi di formazione per i politici. Visto che ce li hanno imposti per tutte le categorie anche loro li dovrebbero fare.

#9 L’Erasmus per i politici
Introduzione dell’Erasmus per i politici, con obbligo di frequentazione di realtà straniere per apprendere come funzionano le altre realtà e poter importare in Italia il meglio esistente al mondo.

#10 Festa di Sant’Ambrogio estesa a tutta Italia
Unendosi all’Immacolata consentirebbe a tutti gli italiani di godersi un ponte fantastico per andare a sciare.

POSTILLA
Soprattutto sarebbe una Costituzione che verrebbe rispettata. Esempio: pareggio di bilancio, “fondata sul lavoro”, la rieducazione dei carcerati e altre questioni che vengono puntualmente disattese. In particolare si ribadirebbe a ogni Governo centrale il rispetto dell’articolo 5 dell’attuale Costituzione che viene sempre messo in discussione: “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il piu` ampio decentramento amministrativo; adegua i princıpi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento“.

In collaborazione con Duilio Forte