Quelle SETTE cose che SOLO ROMA ha

Cosa rende Roma davvero unica a parte le Chiese, il Foro Romano e il Colosseo?

Roma Caput Mundi, si ma cosa rende Roma davvero unica a parte le Chiese, il Foro Romano e il Colosseo? Abbiamo stilato una classifica delle sette cose che rendono Roma unica al mondo. 

Quelle SETTE cose che SOLO ROMA ha

#1 L’unica città che ha dentro uno Stato 

San Pietro

Con una superficie di appena 44 ettari, lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo stato indipendente del mondo, sia in termini di numero di abitanti che di estensione territoriale. I suoi confini sono delimitati dalle mura e, su piazza San Pietro, dalla fascia di travertino che congiunge le due ali del colonnato. Lo Stato della Città del Vaticano è sorto con il Trattato Lateranense, firmato l’11 febbraio 1929 tra la Santa Sede e l’Italia. La forma di governo è la monarchia assoluta. Capo dello Stato è il Sommo Pontefice, che ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Ha una propria bandiera, batte moneta propria, emette francobolli postali. In Vaticano si pubblica un quotidiano, L’Osservatore Romano, e si trasmette una emittente, la Radio Vaticana.


#2 I sampietrini 

Detto anche “selcio”, è il piccolo blocco di selce estratto dalle cave poste ai piedi dei Colli Albani ma anche dalle zone vulcaniche del viterbese. Col termine “sampietrini” si intende il lastricato tipico nel centro storico di Roma. E’ costituito da cubetti tagliati in forma di piramide tronca, disposti gli uni a fianco agli altri. I primi selciati appaiono in età abbastanza moderna. Inventati nel Cinquecento per far scivolare meglio le carrozze, hanno preso il nome di “sanpietrini” o “sampietrini” perché i primi furono messi appunto in piazza San Pietro.

La curiosità: i sampietrini furono molto usati, in modo improprio e come dimostrano certe immagini del Pinelli o come dicono alcuni sonetti del Belli, nelle rivolte di piazza o nelle sassaiole tra i diversi rioni.



#3 La battuta pronta

L’abitudine di fare battute risale all’antica Roma dove scherzi e battute erano parte integrante della quotidianità e non risparmiavano nessuno. Per dirla con le parole dello storico Fernando Lillo Redonet “Lo spirito caustico degli antichi romani rifletteva il carattere insolente e sarcastico di quella che in origine era una comunità di contadini e soldati. Il cosiddetto italum acetum “aceto italico” costituiva l’altra faccia della gravitas, la rispettabile serietà che si sforzavano di trasmettere i cittadini dell’élite. I romani davano un tocco umoristico anche al terzo componente del nome, il cognome, che spesso traeva origine dal riferimento a qualche caratteristica di famiglia. Ad esempio, il nome completo del famoso poeta Ovidio era Publio Ovidio Nasone. L’umorismo era il protagonista indiscusso delle conversazioni in strada e in taverna, ma non risparmiava gli Imperatori.

#4 La pizza a taglio 

L’arte bianca. Croccante, saporita, perfetto street food. Anticamente si chiamava “pinsa”, antenata dell’attuale pizza era fatta di una pasta leggera e facilmente digeribile a base di farina di frumento, soia e riso, che fa riferimento ai classici della cucina dell’Antica Roma. Ma bisogna attendere la fine degli anni ’50 perché il fenomeno della pizza in teglia inizi a diffondersi nella capitale.

A iniziare, gli artigiani più innovativi, in cerca di un guadagno maggiore e di un modo intelligente per recuperare gli impasti avanzati. Un prodotto che in pochi decenni è riuscito a creare un tassello fondamentale della tradizione gastronomica capitolina e – ormai possiamo dirlo – nazionale. In passato piuttosto croccante, sottile e ricca di condimento, oggi la pizza in tranci assume forme e declinazioni diverse, dai tempi di lievitazione alla tipologia di farine scelte, ma buona come a Roma è difficile da trovare altrove.

#5 Le ville

Villa BorgheseRoma è una città ricca di spazi verdi che vengono chiamati Ville. Le più belle sono:

Villa Doria Pamphili al Gianicolo. Risale al XVII secolo quando la famiglia Pamphili acquistò l’edificio. In origine era chiamata Villa Vecchia, successivamente alcuni architetti italiani iniziarono a lavorare sul palazzo per dare la forma che oggi conosciamo. Ora appartiene al governo ed è aperta al pubblico. Comprende il più grande parco urbano pubblico.

Villa Borghese. Per essere un vero romano devi esserti disteso sulla sua erba almeno una volta. Il parco, centralissimo, è di circa 80 ettari e rappresenta il quarto parco più grande di Roma. Ospita i giardini all’italiana, ma anche quelli all’inglese. Comprende laghi, edifici, palazzi, musei e un bioparco.

Villa Adriana. Patrimonio UNESCO, costruita nel II secolo, la Villa è un grande complesso composto da edifici diversi, nonché piccoli e grandi laghi, colonne e simboli dell’antica Roma. Si trova poco fuori Roma.

Villa Torlonia. Originariamente proprietà agricola della famiglia Pamphilj venne acquistata alla fine del Settecento dal banchiere Giovanni Torlonia. Dopo un lungo periodo di abbandono, la villa divenne negli anni Venti residenza della famiglia Mussolini. Nel 1978 villa Torlonia è stata acquisita dal Comune di Roma e trasformata in parco pubblico.

Villa Celimontana. L’attuale Villa Celimontana è quanto rimane dell’originario giardino dei Mattei al Celio, costruito negli ultimi decenni del secolo XVI. Ciriaco Mattei, trasformò la vigna in un giardino ricco di statue e di fontane impegnando architetti, artisti e maestranze. Nel 1926 la palazzina Mattei venne consegnata alla Regia Società Geografica Italiana mentre il parco fu destinato a verde pubblico e nel 1928 aperto alla cittadinanza.

Villa Sciarra. È una piccola villa che nel passato è stata testimone della resistenza della Repubblica Romana. Fino al 1928 la villa è stata sotto la proprietà di una coppia di americani e successivamente donata al Comune.

Villa Ada. Questa villa presenta aree di diverse epoche, ed occupa una vasta zona verde, con boschi e giardini che seguono lo stile dei giardini inglesi.

Villa Glori. La Villa si trova ai confine del quartiere Parioli, l’ingresso è tramite il Piazzale della Rimembranza, dove si scontrarono l’esercito garibaldino con l’esercito pontificio nel 1867. Vicino alla Villa c’è l’Auditorium Parco della Musica.

#6 I Sette Colli

Il Campidoglio

Aventino, Campidoglio, Celio, Esquilino, Palatino, Quirinale, Viminale. I sette colli si trovano tutti ‘al di qua’ del Tevere e formano una immaginaria cintura attorno al cuore politico della Roma antica, il Foro.

Celio – Il posto migliore con la più bella veduta del Colosseo e della Scuola dei Gladiatori, fu scelto dall’Imperatore Nerone per la sua Residenza, la “Domus Aurea”.

Palatino – Oggi un’area Archeologica enorme dove si trovano i resti dei Palazzi Imperiali.

Campidoglio – La sede del Comune di Roma con la bellissima e famosa Piazza del Campidoglio realizzata da Michelangelo Buonnarroti.

Viminale – Conprende le Terme di Diocleziano, la Piazza della Repubblica e l’area di Via Nazionale.

Quirinale – Dove si erige il Palazzo del Presidente della Repubblica, con più di 1000 stanze.

Aventino – L’area del Roseto di Roma e la vista sul Circo Massimo, ispirazione del Film BEN HUR.

Esquilino – Sopra questo colle si erge la più grande Basilica di Roma dedicata alla Madonna “Santa Maria Maggiore”.

#7 La Grande Bellezza

Così è chiamata Roma. Ma è anche il Film capolavoro di Paolo Sorrentino. Girato a Roma, ha concorso a Cannes nel 2013 ed ha vinto l’Oscar come il miglior film straniero. Ha inoltre vinto 4 Golden Globes, un BAFTA, 4 European Film Awards, 9 Donatello Awards e molti altri riconoscimenti internazionali. Più che un film, per la cura di ogni dettaglio, ogni suo frame è potenzialmente un’opera d’arte.  La Grande Bellezza, valorizza meravigliosamente location romane già famose, ma soprattutto ce ne fa scoprire altre meno note e ha il grande pregio di non mostra solo la Roma che troviamo sulle cartoline, ma quella nascosta dietro portoni, muri e cancelli che sembrano sempre chiusi.

Continua la lettura con: Il futuro dell’occidente è Roma

FRANCESCA SPINOLA

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