L’offerta crea la domanda

L’offerta può essere la molla all’attivazione di nuovi mercati ma anche un fattore di distorsione della realtà e di freno all’innovazione


Pensiero del giorno.

Famoso è stato il lancio dell’Iphone in cui Steve Jobs ha ridefinito il mercato dei telefoni cellulari andando contro quella che era la domanda corrente, i telefoni con tastiera. Creando addirittura un telefono senza nessun tasto.

Non è un mistero che l’innovazione non viene indotta dai consumatori. Henry Ford diceva che se fosse stato per le esigenze delle persone, staremmo ancora tutti muovendoci su carrozze trainate da cavalli sempre più veloci.

Gli esempi citati confermano la teoria di Jean Baptiste Say che sosteneva che non è la domanda a determinare l’offerta, bensì il contrario. È l’offerta che determina la domanda: è l’eccesso di produzione che innesca la domanda, perché spinge i produttori a dover trovare nuovi sbocchi o ad innescare di più i bisogni per smaltire la produzione in eccesso. 

L’offerta può essere la molla all’attivazione di nuovi mercati ma anche un fattore di distorsione della realtà e di freno all’innovazione.  

Lo abbiamo visto quando due anni fa in un mercato in cui le mascherine erano carenti, si disincentivava il loro utilizzo. Una volta che l’offerta ha superato la domanda sono aumentate le pressioni per far aumentare l’impiego di mascherine.

Ogni produttore che ha merce in eccesso da diffondere cerca di spingere il mercato nella sua direzione, stimolando la domanda a crescere sempre di più.
Se l’offerta crea la domanda, un mondo che ha un eccesso di offerta in diversi settori, può portare a delle distorsioni nella vita dei cittadini. Che rischiano di essere indotti a consumare ciò che non è necessario.

In un mercato che funziona, l’eccesso di produzione si compie con i saldi.
Il giorno in cui arriveremo ad avere i saldi di mascherine, tamponi e vaccini attuali, significherà che la pandemia sarà giunta alla fine. 

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