Dissenso criminale

Una delle caratteristiche storiche di ogni regime autoritario è la criminalizzazione dei dissidenti

Quattro dissidenti nella storia di Firenze

Ogni idea ha sempre qualcuno che non è d’accordo.

Questo accade anche a livello politico: ogni governo nella storia ha sempre avuto persone che non condividevano la sua azione.
Perfino i regimi dittatoriali hanno una percentuale di dissidenti. Perché è impossibile arrivare all’unanimità, fa parte della natura umana non avere tutti la stessa idea.


La diversità di idee è alla base dello sviluppo della civiltà umana. Non solo. In una democrazia la presenza di persone che non condividono la politica del governo è un pilastro fondamentale. Perché la critica e quindi il dibattito sulle politiche attuali serve a migliorarle e, nel caso in cui il governo si rivelasse inefficace, la presenza di un’opposizione reale e vitale potrebbe aprire la strada a un governo che possa portare maggiori benefici.

La caratteristica invece di uno stato totalitario, come dice la parola, è quella di avere i cittadini totalmente d’accordo con il governo. Negli stati totalitari chi la pensa diversamente non viene considerato come un elemento vitale per il dibattito ma viene emarginato se non eliminato anche fisicamente.

Una delle caratteristiche storiche di ogni regime autoritario è la criminalizzazione dei dissidenti.
Chi la pensava diversamente dal governo non veniva rappresentato come oppositore del potere ma come “nemico del popolo”, in questo modo l’azione di emarginazione e di persecuzione veniva azionata direttamente dai cittadini così da ingigantire la repressione.



Il vero problema in una democrazia non sono i dissidenti ma quando il potere del governo diventa così sfrenato da criminalizzare chi si sottrae alla sua azione.

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