Milano vuole una LEGGE SPECIALE per le Olimpiadi: è il momento di chiedere maggiori poteri, non solo per i grandi eventi

Come per Expo si chiede al governo più potere per gestire un grande evento. La domanda che ci sentiamo di fare al Sindaco è: perché non chiede di poter avere, SEMPRE, maggiori competenze amministrative per Milano?

Foto Andrea Cherchi (C)
Foto Andrea Cherchi (C)

Indubbiamente uno dei più grandi avvenimenti per la città di Milano nel 2019 è stata l’assegnazione delle olimpiadi invernali 2026 Milano- Cortina.

Come tutti i grandi eventi, questi richiedono ovviamente infrastrutture e servizi, per poter supportare al meglio il regolare svolgimento della manifestazione e poter sopperire al flusso di persone che si riverserà nei territori interessati.

Milano vuole una LEGGE SPECIALE per le Olimpiadi

Quindi… come già successe in occasione di Expo 2015 su richiesta dall’allora sindaco Moratti, si richiedono anche adesso “poteri speciali”, una legge ad hoc, maggiori risorse finanziarie e la nascita di un’Agenzia per le opere olimpiche, per poter arrivare nel 2026 con tutte le infrastrutture necessarie pronte e servizi efficienti. O almeno è quello che si tenterebbe di ottenere, perché a quanto pare, questa volta l’Agenzia non avrà gli stessi poteri di cui poté usufruire Giuseppe Sala quando era commissario di Expo (pari a quelli di un ministro).

Perché comunque, servirebbero poteri speciali e leggi ad hoc? Perché gli attuali iter amministrativi e burocratici sono estremamente lenti, lunghi ed inutilmente complessi, rallentando lo sviluppo di qualsiasi progetto. Ed il risultato sarebbe per Milano di arrivare nel 2026 con le infrastrutture non pronte.

Bisogna dunque semplificare ed allentare l’inutile peso burocratico, con dei poteri speciali che diano alla Città la possibilità di muoversi più velocemente ed autonomamente, senza dover passare per qualsiasi cosa, dalla Regione, a Roma, da Roma, alla Ragione alla città, con giri pindarici.

I poteri speciali per Milano dovrebbero essere la norma

Ma la realizzazione di queste infrastrutture, questi servizi, indipendentemente dalle olimpiadi invernali 2026, servirebbero tutti i giorni a Milano.

Prendiamo l’esempio del treno che collegherà Milano con l’aeroporto di Orio al Serio, uno dei progetti richiesti per Milano- Cortina 2026. Di questo servizio ne avremmo già bisogno adesso! Anzi… a dire il vero è da anni che ne avremmo bisogno. Ne necessiterebbero i milanesi, i lavoratori che arrivano da tutta Italia e dall’estero, i turisti e non solo.
Milano non si può permettere di aspettare qualche grande evento, nella speranza di leggi che diano maggiori competenze alla città, per vedere realizzare opere di interesse pubblico.

Si continua inoltre ad evidenziare il fatto, che l’attuale sistema amministrativo è fallimentare: che tutto si rallenta, si paralizza e si blocca, restando impantanati nel limbo burocratico. E quando si arriva all’emergenza come a Expo, solo allora si decide per quella che dovrebbe essere la soluzione strutturale: l’autonomia di gestire il potere sul territorio.

Quandola città di Milano ha avuto l’opportunità di avere “poteri speciali”, ha potuto realizzare opere che hanno contribuito allo sviluppo della città, del territorio circostante e al miglioramento dei servizi per i cittadini.

Dunque, come continuiamo a sostenere, anche Milano come altre grandi città europee e mondiali, deve avere la possibilità di maggiori competenze amministrative che semplifichino gli iter burocratici e maggiori risorse finanziare da rinvestire sul territorio, per fare le cose più velocemente, meglio e per continuare ad essere competitivi a livello mondiale (ricordiamo che Milano da sola produce l’11% del PIL nazionale e versa 40 miliardi di tasse per riceverne indietro soltanto 0,45 miliardi circa).

La richiesta del sindaco in stand by

A seguito dell’assegnazioni delle olimpiadi 2026 Milano-Cortina, il Sindaco Giuseppe Sala chiese subito all’allora Governo, un’urgente legge per Milano, entro novembre 2019, con gli stessi poteri di cui poté usufruire per Expo 2015 (cosa ormai sempre più remota).

Siamo a gennaio 2020, della legge e sulla tipologia di poteri che possano essere assegnati a questa Agenzia per le opere, non c’è ancora nulla di definitivo e di ben delineato. È inoltre di qualche giorno fa l’incontro dei nostri rappresentanti amministrativi con il Governo, per ridiscutere delle seguenti tematiche. Sembra che se tutto va bene, a marzo il Consiglio dei Ministri si esprimerà con definitiva votazione. Forse, e se tutto va bene.

Ma il tempo passa ed ogni giorno che passa è un giorno ed occasione persa, le Olimpiadi si avvicinano e qui nulla si muove.

Tempo ed energie sprecate inutilmente! Se Milano fosse una Città Stato (Città Regione per la Costituzione Italiana) non avremmo bisogno né di leggi speciali, né di agenzie per le opere, saremmo già al lavoro. Non vorremo rischiare di arrivare con opere incompiute? Non vorremo, in generale, continuare a paralizzare anche l’unico motore economico che abbiamo attualmente in Italia?

La domanda che ci sentiamo di fare al Sindaco è: perchè invece di chiederle una tantum, in occasioni speciali, perché non chiede di poter avere, SEMPRE, maggiori competenze amministrative per Milano?

Ne ha bisogno la città di Milano, ne hanno bisogno i cittadini milanesi, ne ha bisogno l’Italia.

LUCIA MARTINAZZO

 

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Lucia Martinazzo
Comasca di nascita, milanese di adozione. Milano ha fatto subito breccia nel mio cuore, da subito, appena iniziato a conoscerla nel mio primo anno di Università, ed ho capito che questo era il posto in cui avrei voluto vivere. Pochi anni dopo mi ci sono trasferita, e ad ora sono esattamente 10 anni che ci vivo. Laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari (con lode) all'Università degli Studi di Milano. Muovo i primi passi professionali come docente di sicurezza ed igiene alimentare, lavorando poi per anni come consulente di sistemi di gestione qualità e sicurezza alimentare per le aziende del settore food. Attualmente sono Responsabile Qualità e Sistemi di Gestione Qualità, ambiente e sicurezza alimentare per una multinazionale che opera nel settore alimentare e farmaceutico.