I quattro quartieri di Milano dove c’è ancora lo spirito di quartiere

I quattro quartieri di Milano che conservano uno spirito comunitario, con punti di ritrovo e reti sociali che li rendono riconoscibili

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Baggio - ph. @rebelucy IG
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In una città in continua trasformazione, alcuni quartieri mantengono un’identità forte, dove la vita comunitaria trova ancora spazio. Questi sono i quattro esempi più rappresentativi, con caratteristiche diverse ma riconoscibili.

# NoLo, il quartiere popolare diventato simbolo di comunità

nolo.district IG

Un tempo quartiere popolare tra Turro, Casoretto e Greco, NoLo ha conosciuto una trasformazione sociale che lo ha reso tra le zone più vivaci di Milano. Il nome nasce nel 2012 da un’idea di tre architetti, sull’esempio di SoHo a New York, e dal 2019 è riconosciuto ufficialmente dal Comune. I luoghi centrali sono piazza Morbegno e piazza Arcobalena, spazi di socialità animati da locali come Ghe Pensi Mi, bar gay friendly come NoLoSo e bistrot polifunzionali come Hug Milano. Accanto alle nuove realtà resistono negozi storici reinterpretati come Bici e Radici o Spazio NoLo 43, simboli di uno stile di vita sostenibile e creativo. La Salumeria del Design, con mercatini e iniziative culturali, è diventata un punto di riferimento. La comunità si ritrova nelle attività del NoLo Social District, nella radio di quartiere RadioNolo e nei festival locali come BienNolo (l’ultimo tenutosi nel 2023 ndr) e SanNolo, che consolidano un forte senso di appartenenza.

# Isola mantiene la sua identità tra botteghe e creatività

mauro_c._passeggiandopermilano IG – Isola

Isola è uno dei quartieri che ha mantenuto una propria identità nonostante lo sviluppo di Porta Nuova. Le vie pedonali attorno a piazza Minniti, via Thaon de Revel e via Borsieri restano i luoghi principali di ritrovo, con locali e botteghe storiche come il panificio Longoni, nato negli anni Quaranta e oggi punto fermo della comunità. Il mercato comunale di via Garigliano conserva un ruolo quotidiano centrale, mentre associazioni culturali come Stecca3 o Ada Stecca organizzano laboratori ed eventi. Negli ultimi anni il quartiere è diventato anche un polo creativo, grazie al festival Isola Design District che anima la Design Week con esposizioni diffuse e all’arrivo di studi di architettura e gallerie come Key Gallery. Le attività sociali, i concerti nei circoli e gli eventi di strada hanno rafforzato il legame tra residenti, rendendo Isola un quartiere che unisce tradizione popolare e nuove centralità legate all’arte e al design.

# Lambrate, memoria industriale e scena culturale

kikkoarona IG – Birrificio Lambrate

Lambrate è un quartiere che ha costruito la propria identità attorno a un forte passato industriale. Qui aveva sede l’Innocenti, produttrice della celebre Lambretta, insieme ad altre fabbriche meccaniche e manifatturiere come Faema, note per le macchine da caffè. Oggi i capannoni sono stati in gran parte riconvertiti in studi, laboratori e spazi culturali che hanno reso l’area un polo creativo. Il simbolo della socialità resta via Conte Rosso, con le case colorate e il Birrificio Lambrate, primo birrificio artigianale nato a Milano nel 1996, che è diventato un punto di riferimento cittadino. Il mercato comunale di piazza Rimembranze mantiene un ruolo quotidiano di vicinato, mentre iniziative culturali ed eventi diffusi continuano ad animare la zona. Il circuito Ventura Lambrate, oggi chiuso, ha contribuito a far conoscere il quartiere a livello internazionale durante la Design Week, lasciando un’eredità che ancora segna l’immaginario collettivo.

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# Baggio: il borgo di periferia

Altro quartiere dove rimane un forte senso di appartenenza e di comunità. Fino al 1923 Baggio era un comune autonomo. Ancora un po’ isolato come mezzi pubblici, presto le cose dovrebbero cambiare con l’arrivo della M1. Luogo quasi mitico, che ha dato origine a detti storici di Milano, come quello di venire qui a suonare l’organo (“Và a Bagg a sonà l’ôrghen”). Un modo raffinato per mandare a quel paese. Un ‘isola felice, con trattorie storiche tra le più buone e genuine della città, e attorniata da parchi e spazi verdi, come il Parco delle Cave. In passato è stato una capitale mondiale nella costruzione dei dirigibili. Pochi sanno che nel 1928 dall’aerodromo di Baggio partì la spedizione di Umberto Nobile col dirigibile Italia alla conquista del Polo Nord. Le celebrità del quartiere sono la Chiesa vecchia di Sant’Apollinare che ospita il celebre organo e alcune testimonianze del passato medievale come il “Palazziètt” (presunta dimora della famiglia Da Baggio) e la piazzetta del Moronasc.

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FABIO MARCOMIN


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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.

1 COMMENTO

  1. Avevo una collega che abitava all’Isola in via Carmagnola. “Siamo circondati dai delinquenti della ligera (quelli che non fanno pum pum) ma siamo in una botte di ferro: non ci tocca nessuno e se qualcuno lo fa per sbaglio il rimedio è garantito”. Una volta le rubarono la bici. Saputo che era sua la restituirono nel giro di mezza giornata per giunta ripulita e con tante scuse. L’Isola è stata anche e forse soprattutto questo.

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