La TRISTE STORIA di quello che fu il VIVAIO RIVA, il tesoro verde nel cuore di Milano

La magia del Vivaio Riva, un secolo di storia nel cuore di Milano scrigno di verde e silenzio della metropoli, da 5 anni non c'è più per volontà politica. Al suo posto ancora nulla


La magia del Vivaio Riva, un secolo di storia nel cuore di Milano scrigno di verde e silenzio della metropoli, da 5 anni non c’è più. Del “Colosseo Verde”, da realizzare in memoria di quello esistito quando Milano era capitale dell’Impero Romano, ancora nemmeno l’ombra: solo montagne di terra rimossa e le poche rovine di un anfiteatro romano praticamente abbandonato. Quello che rimane è solo l’amarezza per la chiusura di un gioiello verde nel cuore di Milano che era un riferimento per i milanesi amanti della natura e del silenzio. 

La TRISTE STORIA di quello che fu il VIVAIO RIVA di via Arena a Milano

milano anfiteatroFacendo due passi nel cuore della zona Ticinese, per oltre un secolo è esistito il Vivaio Riva, il più vecchio della città, uno scrigno verde dove la natura animava un silenzio che di milanese non aveva nulla. Si trovava a lato del Parco Archeologico, che mostra solamente alcune parti fondative di quello che era l’anfiteatro romano realizzato quando Milano era capitale dell’Impero Romano d’Occidente ed è sconosciuto quasi a tutti, turisti e milanesi stessi, racchiuso tra palazzi, una chiesa e cancellate. Inoltre quasi sempre chiuso.

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# Una chiusura che lascia ancora l’amaro in bocca

Il parco vero e proprio é stato realizzato solo nel 2002 grazie ad un accordo tra la Sovrintendenza e il Comune di Milano, grazie anche all’utilizzo di fondi ministeriali, proprio perché sui terreni vige la parola della Sovrintedenza romana ed è proprio qui che nasce il problema. Ormai cinque anni fa per decisione irrevocabile del sindaco Beppe Sala e della Sovrintendenza il Vivaio fu raso al suolo, revocando d’imperio la concessione alla signora Maria Luisa Riva.

Vivaio Riva

Già nel 2012 l’Associazione Vivaio , che pubblica questo sito, con l’iniziativa “Salviamo il Vivaio Riva” era riuscita a mantenerlo in vita per ulteriori 5 anni prima della definitiva dismissione, sarebbe servito che la politica si fosse presa la responsabilità di difendere un patrimonio storico, realizzando un bando che rispettasse le necessità della città per far proseguire alla famiglia la gestione di quell’oasi verde di Milano.

credits: arte.it

Al suo posto sarebbe dovuto esserci ora il “Colosseo Verde” ovvero una ricostruzione con siepi e arbusti dell’anfiteatro romano di Milano: ad oggi ci sono montagne di terra rimossa e quel che resta delle rovine di un anfiteatro romano praticamente abbandonato. E questo nonostante fosse stato annunciato in modo pomposo che i lavori sarebbero durati appena tre anni. 

# Che fine ha fatto il Colosseo verde di Milano?

Credits: Urbanfile – Progetto anfiteatro

Un progetto di archeologia green a Milano per il Parco archeologico dell’Anfiteatro romano, questo è quello che ancora è scritto sul sito della Sovrintendenza dei Beni Culturali. Nel dettaglio: “Un giardino farà rifiorire il Parco archeologico dell’Anfiteatro di Milano, dove insistono i resti dell’Anfiteatro imperiale, in origine di mt 155 per 122 e 36 di altezza. Qui sono iniziati i lavori per realizzare un inedito Amphitheatrum naturae, creato con elementi arborei della topiaria antica bosso, mirto, ligustri e cipressi): un grande giardino ellittico a delineare il sedime e la forma della pianta dell’anfiteatro perduto a contorno e completamento dei resti archeologici. Ciò sarà possibile estendendo l’area del parco a quelle esterne oggi abbandonate, su via Arena e su via Conca del Naviglio, tagliate fuori da muri di recinzioni, inaccessibili, dove imperversa vegetazione spontanea, incuria e degrado.

Evidentemente è stato rimosso, oltre al Vivaio Riva di quasi 4.000 mq, anche il fatto che lo stesso era l’ultimo “baluardo” che in quell’area garantisse l’accessibilità, pulizia e cura dell’ambiente naturale ovvero tutto il contrario di quanto la descrizione del progetto vuol far intendere. A dicembre sono iniziate del 2018 le opere di liberazione e pulizia dell’area, ma nonostante i costi dell’intervento siano coperti da uno sponsor rimane ancora una ferita nel cuore e nella storia di Milano, oltre a una pessima figura dell’amministrazione comunale.

Fonte: Beni culturali Lombardia

FABIO MARCOMIN

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