Vecchi bus come docce ambulanti?

Dagli USA all’Europa, i vecchi autobus riconvertiti in docce mobili garantiscono igiene e dignità alle persone senza fissa dimora

1
anvs_westoaklandfarmpark IG - Lava Mae
I Libri di Milano Città Stato a casa tua: scopri come fare

Da diversi anni in varie città del mondo autobus dismessi vengono riconvertiti per scopi sociali. Alcune associazioni e amministrazioni locali hanno individuato in questi mezzi una soluzione pratica a un problema sempre più evidente: garantire condizioni minime di igiene a chi vive per strada. Il riutilizzo di veicoli destinati alla rottamazione consente di portare servizi mobili laddove le strutture fisse non riescono a coprire le necessità.

# I primi progetti negli Stati Uniti

mow.1222 IG – Lava Mae

Il modello nasce a San Francisco nel 2014 con il progetto “Lava Mae”, che ha trasformato autobus dismessi in docce mobili per persone senza fissa dimora. Ogni mezzo è stato attrezzato con cabine per l’igiene personale, acqua calda e spazi sicuri. L’iniziativa, promossa da un’associazione no profit, ha risposto a un’emergenza crescente in una città con migliaia di homeless privi di accesso a bagni e docce. L’idea si è diffusa rapidamente in altre aree della California e ha ispirato iniziative simili in diverse città americane. Una soluzione che ha consentito di contenere i costi e raggiungere quartieri difficilmente serviti da strutture stabili.

# A Parigi l’iniziativa di Mobil’douche

depaulfrance IG – Mobil douche

Sull’esempio statunitense, anche alcune città europee hanno adottato modelli simili, seppure con mezzi diversi. A Parigi, ad esempio, l’associazione Mobil’douche utilizza camper attrezzati con docce e servizi igienici, gestiti da volontari con fondi pubblici e privati, per raggiungere i senzatetto nei vari quartieri. In Italia, invece, non si è diffuso l’uso di autobus, ma sono stati avviati progetti paralleli: a Roma l’Elemosineria Vaticana ha installato docce fisse sotto il colonnato di San Pietro e in altre strutture cittadine per garantire l’accesso all’igiene personale a chi vive in strada. Iniziative simili, basate su unità mobili o servizi fissi, hanno trovato sostegno da parte di associazioni e operatori sociali.

# Una soluzione flessibile e replicabile

Credits Atm – Bus angeli ticinese

L’uso di autobus riconvertiti in docce mobili si presenta come una soluzione flessibile e replicabile in contesti urbani diversi. Il loro vantaggio principale è la mobilità: i mezzi possono raggiungere aree periferiche o zone centrali dove la presenza di senzatetto è più alta, offrendo un servizio altrimenti difficile da garantire. Le associazioni che gestiscono i progetti sottolineano l’importanza di accompagnare il servizio con attività di assistenza, distribuzione di beni primari e ascolto. A Milano non sono state realizzate esperienze di bus-docce, ma esistono iniziative specifiche: tra queste il “bus degli Angeli” dei City Angels, che percorre le strade della città portando cibo caldo, bevande, coperte e vestiti a chi vive per strada, offrendo sostegno immediato anche se non attrezzato per l’igiene personale.

Leggi anche: Il percorso del Bus degli Angeli

Naviga su Milano Città Stato senza pubblicità

Continua la lettura con: L’autobus che diventa letto per viaggiare di notte in tutta Europa

FABIO MARCOMIN


Articolo precedenteLe grandi mura costruite per proteggere la città… che non vide mai una battaglia
Articolo successivoMilano, la metropoli in miniatura: è ora di allargare i confini?
Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.

1 COMMENTO

  1. Una volta esistevano le docce comunali. Ora sono tutte chiuse, ad eccezione, forse, di una dalle parti di corso XXII marzo. Non ricordo se l’hanno rinnovata, o chiusa per farne altro. Questo è quanto offre Milano, la “Milano da bere”. Sarebbe ora che si dotasse di luoghi pubblici (magari gestiti da cooperative) dove i turisti potessero fare i propri bisogni durtante le escursioni in città, proprio come avviene a Venezia. Non quegli abitacoli chimici che vengono usati nei cantieri, assai disdicevoli e, soprattutto, scomodi. Fare un giro per Venezia dovrebbe essere parecchio istruttivo, almeno su questo argomento

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome