Le 10 cose che rivogliamo a Milano

Luoghi, oggetti e status symbol di un passato iconico e nostalgico.

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Credit: milano.corriere.it

Luoghi, oggetti e status symbol di un passato iconico e nostalgico.

Le 10 cose che rivogliamo a Milano

Se Milano è sempre stata avanti rispetto al resto dell’Italia lo deve non solo al suo essere multitasking, innovativa e antesignana di molte fra le mode e tendenze che nascono in Europa e nel mondo. Spesso ciò è legato anche ad alcuni simboli storici, legati a un recente passato, che sono diventati un intramontabile marchio di fabbrica meneghino. E anche quando sono spariti, hanno lasciato una traccia indelebile nei ricordi di molti milanesi. Così, esattamente come per il casco dei bobby londinesi, la casquette di Montmartre, passando per luoghi, usi e costumi di tutta Europa, anche Milano ha visto eclissarsi buona parte dei suoi simboli anni’80 e ’90. Ripassiamoli assieme, con un pizzico di spensierata malinconia.

#1 La pubblicità in piazza Duomo

Credit: milano.corriere.it

Moderna, innovativa e super luminosa. Ve la ricordate, la pubblicità in piazza Duomo? Avvolti nella nebbia di una Milano da bere anni’80, i cartelloni al lato opposto alla facciata del Duomo erano un faro nelle notti di novembre e dicembre per colletti bianchi, turisti e passanti d’ogni dove. Con gli anni e pian pianino sono stati tutti dismessi, sparendo pressappoco come ha fatto la nebbia. I marchi storici più famosi? Sarti, Coca Cola e Cinzano. 

#2 Il cappello dei Ghisa

credits: automoto.it

Avete presente la pubblicità del pennello Cinghiale di trent’anni fa? Ecco, parliamo proprio di quel tipo di vigile, il ghisa dalla divisa nera e cappello bianco. Il nomignolo deriva dal nome della stufa di ghisa il cui tubo richiamava la forma del celebre cappello, ma i copricapo bianchi dei vigili urbani (oggi polizia locale) sono un ricordo ormai lontano. A differenza delle multe. Su quello i vigili non sono cambiati di una virgola.

#3 La vecchia fiera di Sinigaglia

Credit: jgelati.com

Amatissimo mercato spalmato fra piazza XXIV maggio e la Darsena, la Fiera di Sinigaglia era un’oasi per gli amanti dell’antiquariato, del vintage e di oggetti provenienti da mezzo mondo.

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È il più vecchio mercato delle pulci di Milano, risalendo infatti al lontano 1800. Dal 2014 è stato smembrato in due parti, restando dislocato sull’Alzaia Naviglio Grande e nel parcheggio FS di Porta Genova, ma gli aficionados lamentano la mancanza di quello storico: appuntamento fisso del sabato sui Navigli, la vecchia fiera di Sinigaglia era il fiore all’occhiello del quartiere di Porta Ticinese.

#4 I taxi gialli

credits: autonoleggioconaustica.taxi

La mitica scena di Pozzetto che ne “Il ragazzo di campagna” paga diecimila lire a un tassista per attraversare la strada resterà negli annali della filmografia trash anni ’80, ma il taxi di cui parliamo è proprio quello. I taxi gialli sono spariti da Milano e dal resto d’Italia a partire dal 1 gennaio 1993 e progressivamente rimpiazzati con il bianco, uno degli ultimi si è visto poco prima dell’Expo. Ma il giallo resta ancora vivo nei film, nei ricordi dei milanesi, e anche sulle emoticon di Whatsapp

#5 Il Vivaio Riva

Uno dei fiori all’occhiello di Milano era il vivaio delle signore Riva, che hanno passato buona parte del loro tempo a far fiorire i loro eleganti giardini. Il Vivaio Riva è stato chiuso nel 2017, dato che da Palazzo Marino hanno deciso di non rinnovare la concessione, nelle mani dei Riva da cento anni almeno. Eventi e meeting culturali erano all’ordine del giorno presso questo giardino curato all’inglese, e inoltre l’ingresso era gratuito. Un vero peccato senza alcuna scusante, considerando che l’idea era di unire l’area al parco archeologico per realizzare il Colosseo alberato (idea poi non concretizzatasi) . Che dite, raccogliamo delle firme da girare alla Sovrintendenza? 

#6 Il Gamba de legn

Milano-GambaDeLegn
Milano-GambaDeLegn

Espressione milanese nata fra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento, Gamba de legn era il nome affettuoso dato alle locomotive a vapore delle prime linee tranviarie che sfruttavano la trazione meccanica a favore di quella equina. Il simpatico appellativo deriva dall’andatura zoppicante del tram e da una curiosa leggenda: pare che il primo addetto all’azionamento degli scambi manuali avesse una gamba di legno, come Long John Silver, perfido marinaio nel capolavoro immortale di Stevenson “L’isola del tesoro”.

L’ultima corsa di un Gamba de Legn avvenne nel lontano 1957, e oggi una delle locomotive è in bella mostra al Museo Leonardo da Vinci. 

Impossibile ripristinarle nel sistema tranviario moderno, ma quanto sarebbe bello vederne ancora una? 

#7 MTV anni ’90

Credit: ilcartello.eu

La TV musicale nata a New Work nel 1981 contribuì a diffondere in maniera esponenziale culture e subculture musicali da tutto il mondo, grazie ai videoclip, alle pubblicità innovative e a programmi fighissimi come Total Request Live. Arrivata in Europa nel 1987, si diffuse in Italia grazie a TELE + e possiamo dire che si tratta di un canale che manca non solo ai milanesi ma a tutta Italia, nonostante dagli anni 2000 abbia progressivamente ridotto il contenuto musicale a favore di programmi più infotainment. A farle da sparring partner, la piccola ma altrettanto amata Videomusic, emittente musicale privata sostituita da Telemontecarlo e chiusa definitivamente nel 1997.

#8 Il dialetto

Questo trova d’accordo assolutamente tutti. Sia i milanesi doc, sia i meridionali trasferitisi qui da tempo immemore che hanno fatto in tempo a impararne un pochino. 

Ci sono addirittura delle associazioni che intendono preservare e salvaguardare il dialetto milanese e quelli lombardi, ma sappiamo bene che col passare del tempo sarà inevitabile adeguarsi a un mondo dove i dialetti saranno sempre più in disuso.

#9 Il Burghy

Meta dei paninari e dei ragazzi con bandana e giubbotto da jeans che sfrecciavano in moto da cross, il Burghy è stato molto più che un semplice luogo di ritrovo, ma un vero e proprio oracolo di sdoganamento del fast food americano in Italia. Fondato nel 1981 dalla catena supermercati GS, il primo Burghy fu proprio quello di piazza San Babila e con il tempo il marchio fu acquisito da Mc Donald’s. Per gustare gli sfiziosi panini arrivava gente a Milano da tutto il Nord Italia.

Un vero e proprio amarcord al sapore di carne di manzo. 

Quanto sarebbe bello, per noi milanesi, vederne anche solo uno aperto per una notte? 

#10 La sala giochi Astragames

Credit: retrogamingplanet.it

L’Astragames Milano. Ovvero, la regina delle sale giochi di tutta Italia, sotto il Cinema Astra, in corso Vittorio Emanuele (Duomo). Qui c’erano i videogames più imponenti, si tenevano le sfide più accese (che ogni tanto finivano in rissa) e si trovavano indubbiamente le ragazze più belle di Milano. Drink e bibite a volontà, casse automatiche di gettoni al cambio di 500 lire, gestori in gilet rosso e clienti in canotta e sigaretta: cartoline d’un’infanzia semi tamarra, ma assolutamente autentica, che non tornerà mai più. 

Continua la lettura con: I SOPRANNOMI dei QUARTIERI di MILANO: da Quarto Raggio a Ponte LamBrooklyn

CARLO CHIODO

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Carlo Chiodo
Nasco a marzo del 1981. Milanese moderno, ostinato e sognatore, alla costante ricerca di una direzione eclettica di vita. Laurea in Lingue e Comunicazione, sono appassionato di storia contemporanea, amante del cinema e del surf da onda. Dopo il romanzo d'esordio (Testa Vado Croce Rimango, 2016) ho pubblicato con Giovane Holden edizioni una silloge di racconti (Diario di Bordo, 2020).

1 COMMENTO

  1. Buonasera. Va bene tutto il resto ma la pubblicità luminosa in piazza Duomo…anche no! Per il resto condivido.
    Buona serata.
    Orietta

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