La piccola CAPITALE EUROPEA con il centro a strapiombo a poche ore da Milano

Una Capitale sui generis in Europa, dove la parola libertà è il centro del pensiero, mentre lo strapiombo ne è il centro storico

Ph. Leonhard_Niederwimmer (pixabay)

Cosa fare se si ha la passione per i viaggi, magari per le capitali europee, ma si hanno pochissime ore di vacanza? Semplice: da Milano basta organizzarsi con una macchina e andare a visitare questa Capitale, incastonata tra le alpi della Svizzera e dell’Austria.
Qui in giornata è possibile andare e tornare, incontrare un centro storico a strapiombo, passare per 4 Stati e tornare carichi di cultura e libertà

La piccola CAPITALE EUROPEA con il centro a strapiombo a poche ore da Milano

# La capitale che ha gli abitanti di Angera (VA)

Credits: @aymen_fr66 IG

Fine della suspense: impostiamo sul navigatore la meta, che è Vaduz, capitale dello stato del Lichtenstein, città che ha una popolazione simile ad Angera, con circa 5.500 abitanti. La rotta ci porta verso Chiasso e l’itinerario incontra le meravigliose Alpi passando da Lugano, Bellinzona, lambisce il Trentino attraversando il Parco Naturale Beverin, svoltando a Bad Regaz per arrivare a destinazione in Lichtenstein dopo circa tre ore e mezza, di cui una parte lungo costeggiando il Reno che tiene Vaduz sulla sua riva destra.


# Lo spettacolo di Vaduz

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Come tutti i Principati che si rispettano, il Lichtenstein offre nella sua capitale il Castello che ospita i Principi dello Stato.
Essendo abitato dai regnanti, non è accessibile per le visite all’interno, ma è interessante da visitare per gli amanti dell’architettura e dell’avventura.
Architettonicamente mostra tutte le sue origini risalenti al XII secolo. La posizione geografica del maniero è la più suggestiva: esso è praticamente posizionato su una terrazza, a strapiombo sul centro di Vaduz, che domina da circa 120 metri d’altezza godendo del panorama su tutta la regione del Rheintal, in Svizzera.
Proseguendo dal Castello verso il centro, si può visitare la Cattedrale di San Fiorino, una costruzione neo gotica sorta su fondamenta medievali, che è ora la dimora di riposo di tutti i Principi del Lichtenstein.

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A spasso nel piccolissimo centro di Vaduz, ci si imbatte nel Palazzo del Governo, un edificio neobarocco che fino al 2008 è stato sede del Parlamento, che ha la particolarità storica di essere il primo edificio del principato dotato di riscaldamento centralizzato.
Di rielevo anche la visita al Museo delle Poste, dove gli appassionati o semplici curiosi possono ammirare bolli e monete di ogni periodo storico, così come proseguire per il palazzo del Municipio, risalente agli anni 30 del secolo scorso, che presenta un balcone sulla facciata frontale su cui campeggia un affresco dedicato a Sant’Urbano.

# Il ponte sul confine

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La visita è quasi finita, così come il poco tempo a disposizione per le vacanze, ma resta ancora il tempo di visitare il vecchio ponte sul Reno, un collegamento con la Svizzera.
Il ponte è fatto per essere percorso lentamente, a piedi; quella che galoppa è la fantasia, immaginando avventure di spie ed altro, che scappano su questi 135 metri di ponte interamente in legno e che ricorda un po’ una capanna.
Trovandosi Vaduz sulla sponda del Reno, vi sono poi altri ponti che attraversano questo glorioso fiume, si possono attraversare altri ponti, ma nessuno è stato testardamente conservato come questa antica struttura, testimone dei maestri legnai di fine ‘800, coi piloni in pietra e vero e proprio oggetto di ammirazione e identità per Vaduz.

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# Anticorpi liberali, alternativa alle derive centraliste

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Bisogna lasciare a casa i preconcetti legati allo stereotipo del paradiso fiscale e di tutti i cattivoni che abitano in questi centri finanziari internazionali, per godere di un altro particolare mindset.
Nel Lichtenstein, per volere del Principe Adam, vige un ordinamento secondo il quale ogni singolo Municipio può secedere dallo Stato semplicemente manifestando questa volontà.
Se per noi italiani questa filosofia è aliena, sappiate che si tratta di un compromesso imposto dal Parlamento al Principe, che aveva addirittura proposto la possibilità – per ogni singolo cittadino del Lichtenstein – di lasciare lo Stato, ognuno con la propria terra. Sicuramente un’iniziativa estrema, avanzata alla ricerca dello spirito nativo del principato medievale, in cui l’unione tra territori e cavalieri era un patto esclusivamente volontario.

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# La cultura della libertà

Credits: @aaashishj IG

Non stiamo dicendo che rimpatriando dalla visita a Vaduz e al Lichtenstein, bisogna tornare secessionisti dell’ultima ora. Assolutamente no, anzi: il contrario. Stiamo però consigliando di fare quello che i viaggiatori fanno da migliaia di anni: conoscere, imparare e soprattutto confrontare le proprie esperienze con quelle degli altri.
Ne nascerà senza dubbio una sintesi che può stimolare l’individuo, che alla fine di questa visita di poche ore ha ammirato una Capitale europea, esaltata da una posizione geografica incantevole, i cui abitanti vivono in un contesto fisico e politico ben diverso dall’unica realtà conosciuta in Italia. Tornare a casa e dormirci su, consapevoli di aver aggiunto un tassello verso la ricerca di quella libertà, anche emozionale, che altrove assume i contorni delineati dal Principe Adam e dai suoi concittadini.

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LAURA LIONTI

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Tecnico del suono milanese, nata da milanesi importati dalla Sicilia. Il mio quartier generale è sempre stato il Gallaratese con i suoi giardini e il verde, difeso a volte a spada tratta. Sogno che Milano si candidi a luogo ideale per creare un laboratorio a cielo aperto che ricerchi e trovi la soluzione per le Smart Cities, Città e comunità sostenibili: obiettivo 11 degli SDGs