I 7 PAESI dell’HINTERLAND dove un MILANESE NON andrebbe mai a VIVERE

Andare ad abitare lì? Mai e poi mai! Eppure sarebbero da rivalutare

Credits: ilgiorno.it Pioltello

Come qualunque residente di un capoluogo di regione o provincia, anche il milanese medio si sposterebbe difficilmente fuori città, sempre se ciò non fosse dovuto a imprescindibili esigenze di lavoro o quant’altro. A Milano poi ci sono una serie di paesi che negli anni si sono fatti strada nella categoria dei posti “off-limits”. E molto spesso, così come in provincia, qualcuno ha una sfalsata idea del centro città, allo stesso modo chi abita a Milano città vede di cattivo occhio la provincia. Se non fosse che nella maggior parte dei casi, e in entrambi i casi, ci si sbaglia.

Un po’ come le frasi fatte pre-fidanzamento dei tempi del liceo tipo: “io con quella non mi fidanzerò mai!”. Ammettiamolo, almeno una volta nella vita l’abbiamo pronunciata tutti. Vediamo dunque quali sono i 7 paesi dell’hinterland dove un milanese non andrebbe mai a vivere.


I 7 PAESI dell’HINTERLAND dove un MILANESE NON andrebbe mai a VIVERE

# Lacchiarella, la “piccola latteria”

Credits: @ComunediLacchiarella
Lacchiarella

Situato a sud di Milano nella zona della bassa Pianura Padana, il comune di Lacchiarella (in dialetto: Laciarèla) deriva da “Lactarella” che significa “piccola latteria”, e tale definizione deve essere attribuita all’abbondante produzione di latte anticamente vantata nella zona. Viene additato spesso come un borghetto con condomini esteticamente poco attraenti ma spesso si ignora la profondità e le illustri radici storiche di questo piccolo comune.

Falcidiata e ripresasi dopo la peste di Milano del 1630 (narrata con perizia ne “I promessi sposi”) nel periodo risorgimentale numerosi cittadini di Lacchiarella si distinsero per il loro valore, come Gaetano Tibaldi alla difesa di Venezia nel 1849, il tredicenne Giambattista Vigo alla difesa di Roma nel 1849 e i fratelli Federico (uno dei Mille di Giuseppe Garibaldi) ed Erminio Tessera. Senza contare monumenti molto antichi come la Rocca Viscontea, che risale circa alla metà del X secolo, nel periodo delle invasioni degli Ungari o Magiari. Insomma, non esattamente un posto brutto e spoglio di attrattive come si crede, no?

# Sesto Ulteriano, il paese diviso in due

Credits: 3bmeteo.com
Sesto Ulteriano

Frazione della cittadina di San Giuliano milanese poco lontano dalla periferia sud-est della città, Sesto Ulteriano è un centro abitato diviso in due: da una parte un comprensorio molto grande di villette a schiera immerse nel verde e dall’altra una vasta zona industriale e commerciale, favorita dalla presenza dell’uscita di San Giuliano dell’autostrada del Sole. Un paesello tranquillo attaccato a Milano, forse non gradevole ed esteticamente attraente come altri paesi della provincia, ma di sicuro un posto comodo e molto ben collegato dove vivere.



# Rozzano, il “paese di Biagio Antonacci”

rozzano

Il paese di Biagio Antonacci, che con tutto il bene non sappiamo se sia poco meglio o poco peggio di Giusy Ferreri (gusti personali, eh). Se non altro però, il buon Biagio è un grande tifoso nerazzurro, e in una zona ad altissima densità di tifosi rossoneri ciò non è affatto banale. Ma tifoserie a parte, Rozzano, come un altro paese di cui parleremo più avanti si porta dietro una nomea poco edificante di posto da cui stare lontani, per delinquenza generalizzata e per quegli orrendi palazzoni di periferia che vengono sempre associati a forme di degrado che lo hanno portato al soprannome di Rozzangeles

Pochi però si ricordano che qui si trova il castello medioevale di Cassino Scanasio, e che l’area naturalistica presente nell’area comunale di Rozzano è parte del Parco Agricolo Sud Milano, ovvero una vasta zona protetta nata con lo scopo di valorizzare l’economia agricola del sud di Milano, difendere ambiente e paesaggio, salvaguardare la ricca fauna che si trova da queste parti nonché mettere a disposizione dei cittadini un vasto parco e un grande patrimonio di natura, storia e cultura. Non è poi così brutta, Rozzano, no?

# Basiglio, il borgo dei ricchi

basiglio
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Qui i preconcetti sono legati non tanto a caseggiati popolari, quanto al loro opposto: il quartiere modello di Milano 3 che spesso, molto spesso viene confuso con Basiglio. Ma mentre Milano 3 altro non è stata che l’evoluzione del consolidamento immobiliare del Berlusca all’inizio della sua carriera, Basiglio ha antiche origini molto meno “pubblicitarie”, e a Milano 3 è legato solo da una lunga ciclabile. Di origine romana e collocabile attorno al III secolo a.C., Basiglio è infatti poco più di un borghetto a sud di Milano non lontano da Rozzano, ed è famoso soprattutto per le sue graziose cascine, come ad esempio Cascina Penati e Cascina Vione, che fino al 1700 era gestita da monaci cistercensi ed era il più importante centro di smistamento di prodotti agricoli da destinare alla città di Milano.

# Pioltello “t’accoltello”

Credits: ilgiorno.it
Pioltello

La cittadina a est di Milano si è progressivamente allontanata dall’antico e becero detto degli anni’80 (Pioltello t’accoltello) e nonostante con tutto il bene non sia famosa per essere il più bel comune della provincia di Milano, vanta con orgoglio alcune particolarità da non trascurare. Infatti il motto con cui attualmente Pioltello si presenta è la Città dei tre parchi. Che per la cronaca sono il Parco delle Cascine (definito con una delibera dalla ex Provincia di Milano PLIS: Parco Locale di Interesse Sovracomunale), il Parco di Trenzanesio (Villa Invernizzi) ed il Bosco della Besozza, quest’ultimo di proprietà comunale e sul quale sta sorgendo una delle foreste urbane finanziate dalla Regione Lombardia.

# Lainate, il paese barocco

Credits: @ComunediLainate
Lainate

Lainate è un comune di venticinquemila abitanti. Sorge tra il Parco delle Groane e l’antico “Bosco dei Guasti” (ormai quasi scomparso). Un tempo il suo territorio era delimitato dai torrenti Lura e Bozzente mentre oggi è attraversata dal Canale Villoresi. Importanti architetture sono la Villa Visconti Borrometo Arese Litta è una villa storica, risalente al XVI secolo, situata nel comune di Lainate, nota in particolar modo per il suo ninfeo. Un posto che nonostante la diffidenza di molti milanesi risulta grazioso e curatissimo, ideale per passeggiate diurne e per amanti dello stile architettonico Barocco.

# Bollate, il paese del carcere

Credits: @ComunediBollate
Bollate

Il documento più antico che cita il moderno toponimo di Bollate, comune a nord-ovest di Milano, è relativo alla donazione di terreno alla Chiesa di San Martino (ancor oggi patrono della città) nel lontano 1039. Nell’XI secolo Milano acquistò una crescente importanza ed indipendenza dal Sacro Romano Impero. Distrutta nell’aprile del 1162 da Federico I Barbarossa rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano. Bollate non è esattamente Long Beach ma il verde che la circonda la rende molto meno sgradevole di ciò che si possa pensare, soprattutto di chi tende ad associarla al carcere.

Infatti è uno degli 11 comuni nell’area del Parco delle Groane, che ospita una ricca flora e fauna, presenta elementi d’interesse geologico e contiene numerosi siti di valore storico-artistico nonché di archeologia industriale.

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CARLO CHIODO

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Nasco a marzo del 1981. Milanese moderno, ostinato e sognatore, alla costante ricerca di una direzione eclettica di vita. Laurea in Lingue e Comunicazione, sono appassionato di storia contemporanea, amante del cinema e del surf da onda. Dopo il romanzo d'esordio (Testa Vado Croce Rimango, 2016) ho pubblicato con Giovane Holden edizioni una silloge di racconti (Diario di Bordo, 2020).