PALAZZO CITTERIO: storia e curiosità del PALAZZO STORICO “DIMENTICATO” del centro di MIlano

Uno degli edifici più eleganti di Milano rimasto nell'oblio da 40 anni. Il 2024 sarà l'anno della svolta?

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Credits tripadvisor Fi Decorso - Palazzo Citterio

Uno degli edifici più eleganti di Milano rimasto nell’oblio da 40 anni. Da qualche mese sono partiti i cantieri per portare a compimento la definitiva trasformazione per ospitare le collezioni di arte moderna. Il 2024 sarà l’anno della svolta?

PALAZZO CITTERIO: storia e curiosità del PALAZZO STORICO “DIMENTICATO” del centro di MIlano

# Uno degli edifici più eleganti di Milano rimasto nell’oblio da 40 anni

Credits Andrea Cherchi – Giardino Palazzo Citterio

Palazzo Citterio è uno dei più bei palazzi del centro di Milano, in Via Brera 12 a fianco della Pinacoteca, da oltre 40 anni è finito dell’oblio eccetto che per alcuni recenti eventi legati alla moda e al design. Un classico edificio nobiliare del barocchetto settecentesco milanese con molta probabiltà risultato dell’unione di due edifici ancora più antichi. Si sviluppa su tre piani e sul fronte sono presenti degli eleganti balconcini in ferro arabescati.

Credits Andrea Cherchi – Giardino Palazzo Citterio

Nella corte interna c’è un meraviglioso giardino fiancheggiato da portici settecenteschi che si estende fino al vicino Orto Botanico di Brera. Nel 1972 è stato acquistato dallo Stato con l’obiettivo di allargare gli spazi espositivi del museo, iniziando il progetto della Grande Brera, ma è rimasto sempre chiuso e nel 2012 è stato persino occupato da un gruppo di attivisti.

# Gli interventi di riqualificazione nel corso degli anni

Credits Urbanfile – Nuove sale espositive Palazzo Citterio

Nel corso dei decenni passati dall’acquisizione da parte dello Stato sono stati diversi gli interventi di riqualificazione. Il primo è del 1987 con James Stirling, a cui ne sono seguiti altri come quello di Mario Bellini. Il più recente, non senza ostacoli burocratici, è stato tra il 2015 e il 2018 quando Palazzo Citterio è stato restaurato in base ai criteri stabiliti nel 2021 dalla Soprintendenza.

Credits Andrea Cherchi – Palazzo Citterio a Brera

Il risultato non aveva soddisfatto però James Bradburne, appena insiedatosi in quell’anno come Direttore della Pinacoteca di Brera, perché riteneva che non avrebbe consentito di realizzare un grande museo d’arte moderna. Chiese quindi di rivedere il progetto, approvato sempre nel 2021.

# Il progetto voluto da Bradburne con la scala in vetro monumentale

Credits Urbanfile – Rendering Palazzo Citterio

Tra le opere più importanti previste nel nuovo progetto, con un investimento complessivo di 23 milioni di euro, c’è un nuovo ingresso con una scala in vetro monumentale che comporta lo sfondamento di un soffitto. Sono in tutto 6500 i metri quadrati di spazio ritornati alla luce con l’obbiettivo di ospitare le collezioni del Novecento della Pinacoteca di Brera, esposizioni temporanee, sale per conferenze e proiezioni, bookshop e caffetteria.

Passerella Brera-Citterio

Bocciata invece l‘idea di una passerella aerea trasparente tra Brera e Citterio, sopra l’Orto Botanico, lunga circa 150 metri e alta tre, completamente in acciaio e vetro, con una pavimentazione in pietra. 

# Cantiere partito a maggio 2023, obiettivo Grande Brera alla fine del 2024

Credits Urbanfile – Spazio per scala monumentale in vetro

Dopo un iter turbolento l’11 maggio 2023 sono finalmente partiti i lavori per portare a compimento gli interventi richiesti dall’attuale Direttore della Pinacoteca di Brera, che in teoria sarebbe dovuti essere già conclusi per consentire l’apertura alla visite delle collezioni a Palazzo Citterio già nel 2023. Se non ci saranno ulteriori intoppi la Grande Brera o Brera Modern diventerà realtà alla fine del 2024. Per farla funzionare serviranno però 40 nuove assunzioni. Sarà la volta buona?

Continua la lettura con: CA’ BRUTTA: il palazzo che non piaceva ai MILANESI ma che ha segnato un’EPOCA

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.