Il Duomo di Milano: poteva avere un volto diverso. Queste le facciate alternative (Immagini)

Le immagini delle diverse facce del Duomo

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wikipedia - Duomo alla fine del '700

Prima di arrivare all’aspetto che tutti conosciamo oggi, il simbolo della nostra città è passato attraverso secoli di lavori. La facciata avrebbe potuto però essere completamente diversa. Scopriamo la sua evoluzione nel tempo e i progetti alternativi presentati.

Il Duomo di Milano: poteva avere un volto diverso. Queste le facciate alternative (Immagini)

# Una storia lunga secoli e ancora in corso

wikipedia – Duomo alla fine del ‘700

La costruzione del Duomo di Milano è iniziata ufficialmente nel 1386 con la decisione di realizzarlo al posto delle antiche basiliche di Santa Maria Maggiore e di Santa Tecla. I resti di entrambe e del Battistero di San Giovanni alle Fonti sono visibili ancora oggi. I lavori proseguirono fino alla fine del secolo con l’inglobamento della vecchia cattedrale di Santa Maria Maggiore, poco alla volta demolita, ma per molto tempo rimase la facciata. Alla fine del ‘500 si iniziò a progettare quella nuova, gettandone le fondamenta mentre quella vecchia era stata ricostruita più avanti rispetto alla collocazione originaria prima della definitiva demolizione avvenuta poi solo nel 1863. 

# Il primi progetti di facciata

wikipedia – Progetto Tibaldi

Tra i primi progetti documentati troviamo quello di Pellegrino Tibaldi del 1580, basato su un basamento a due piani animato da colonne corinzie giganti e con un’edicola in corrispondenza della navata centrale, affiancata da obelischi. A seguire fu Martino Bassi a proporne un altro dopo, dopo la morte Carlo Borromeo nel 1584 e l’allontanamento del suo protetto Tibaldi.

# Dalla proposta del Buzzi al Vittone

wikipedia – Progetto Duomo Richini

Nel 1607 partirono i lavori sul lato settentrionale per realizzarla in base al progetto del Tibaldi, ma con alcune modifiche proposte dal Richini e da Alessandro Bisnati, in particolare per l’ordine superiore.

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Nel 1649 il nuovo architetto della Fabbrica Carlo Buzzi prepara una sorpresa rivoluzionaria per l’ingresso a Milano della regina Maria Anna d’Austria, seconda moglie di Filippo IV: riprendere l’antica impostazione gotica del Duomo con due grandi pilastroni affiancati al portale centrale.

 

A queste seguiranno altri progetti, più distanti come quello di Francesco Castelli del 1651, di Juvarra nel 1933, del Vanvitelli nel 1745 e del Vittone nel 1746. 

# La ripresa dei lavori di Soave e il completamento della facciata su ordine di Napoleone

Urbanfile – Cagnola e Soave

Per arrivare a vedere la realizzazione di un progetto definitivo della facciata si dovrà la fine del Settecento quando Francesco Soave riprende i lavori, seguente il vecchio progetto del Buzzi adottando una soluzione più semplice. Fu solo poi per iniziativa di Napoleone, alla vigilia della sua incoronazione a Re d’Italia, a venirne intrapreso il completamento

# Il concorso internazionale del 1886 che poteva stravolgerla 

wikipedia – Duomo Brentano

Un concorso internazionale dell’allora “Grande Fabbrica” nel 1886 avrebbe potuto rimescolare tutto di nuovo. L’obiettivo era infatti quello di rifare la facciata in stile gotico e a vincere fu il progetto concepito a modello delle cattedrali francesi di Giuseppe Brentano, un giovane allievo di Boito. A causa della sua prematura scomparsa però non se non fece nulla se non alcune modifiche al costruito dell’epoca e inserimenti. 

Tra gli architetti a partecipare alla selezione ci fu anche Beltrami, che si occupò di salvare e di restaurare il Castello Sforzesco. I lavori del Duomo di Milano si conclusero definitivamente nel 1965, con la realizzazione dell’ultima porta verso sud sempre a seguito di un concorso, e oggi proseguono con il suo continuo restauro ad opera della Veneranda Fabbrica.

Continua la lettura con: Il BOSCHETTO di MONTAGNA in PIAZZA DUOMO

FABIO MARCOMIN

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Fabio Marcomin
Giornalista pubblicista. Laurea in Strategia e Comunicazione d’Impresa a Reggio Emilia. Il mio background: informatica, marketing e comunicazione. Curioso delle nuove tecnologie dalle criptovalute all'AI. Dal 2012 a Milano, per metà milanese da parte di madre, amante della città e appassionato di trasporti e architettura: ho scelto Milano per vivere e lavorare perché la ritengo la mia città ideale.