“…eh perché VOI A MILANO…”: 7 modi di pensare ai milanesi come un MONDO A PARTE

Di prove inequivocabili sulla sudditanza di tutto il resto dell’Italia nei confronti dei milanesi ce ne sono aiosa. Eccone 7.

Credit: @bausciademilan (INSTG)

Per il resto d’Italia Milano e i milanesi sono come un mondo a parte. Quando si definisce Milano lo si fa per far capire che è un’altra cosa, come fosse un’isola dove le regole valide nel resto d’Italia qui non si applicano. Da questo modo di vedere i milanesi nasce un sentimento di rivalsa, di invidia o di sudditanza che alberga in molti italiani nei confronti dei milanesi. Esempi di questi ce ne sarebbero a iosa. Ne scelgo 7. 

“…eh perché VOI A MILANO…”: 7 modi di pensare ai milanesi come un MONDO A PARTE

# Invidia, rivalsa o sudditanza?

Di prove inequivocabili di un sentimento di soggezione da parte di diverse parti dell’Italia nei confronti dei milanesi ce ne sono a iosa. Ho usato “a iosa” e non “tantissime” perché era più musicale ed equilibrato. Dunque bisogna essere milanesi per scegliere i termini migliori? No, ma, e qui entriamo nel cuore dell’articolo, bisogna che qualcuno ti abbia insegnato ad apprezzare e ad interiorizzare i concetti alla base di quella scelta come: l’armonia e la conseguente musicalità, l’umiltà e il conseguente senso della misura ed anche l’accettazione da cui la disponibilità a mettersi in dubbio con la conseguenza di non accettare la prima cosa venuta in mente, ma arrivare a cogliere quella migliore. Questa è Milano.


Perché questa certezza? Ma perché lo dice l’osservazione non io certamente. Milano, Milano, Milano è un mantra ogni qualvolta si guarda all’orizzonte alla ricerca di un qualcuno che ci possa meglio rappresentare come paese Italia. Milano è un nome che da solo rappresenta un marchio di qualità non diverso dall’idea di precisione della Svizzera o di robustezza della Germania. Alla base del successo di questo agglomerato urbano ci sono appunto delle regole dettate dalla quotidianità che tuo malgrado ti formano, ti forgiano anche dolorosamente, ma che inseriscono nel tuo essere e anche molto in profondità dei modelli o se volete dei cliché che alla fine ti educano e permettetemelo ti elevano ad un livello di sensibilità maggiore nei confronti della stessa
quotidianità che si trova in qualsiasi altro agglomerato urbano. Una enorme scuola a cielo aperto. In fondo l’esperienza umana dove si erige se non intorno a noi stessi? La sudditanza credo nasca da questi concetti che elenco qui sotto. 

#1 Il milanese ti rende insicuro

Il Bauscia milanese

La prima forma di sudditanza è il senso di insicurezza e timore di chi si contrappone
all’autostima che il milanese costruisce sui suoi successi e che appare chiaramente nei suoi modi rapidi e tutt’altro che indecisi del suo camminare, parlare e offrirsi.

#2 Il milanese ti fa sentire mediocre

credit: @bausciademilan (INSTG)

La seconda forma di sudditanza è strettamente legata al possesso e di conseguenza
all’impotenza che scaturisce nel non milanese immaginando di non avere a sufficienza rispetto a chi ha davanti. Lo denota da piccoli dettagli sbagliando però sulla natura dei medesimi. Il milanese avrà la macchina esteticamente senza ammaccature e lui penserà che è molto più bravo di lui a guidare o magari che a Milano le persone non si divertono a graffiare le proprietà altrui, ma sì sta sbagliando. Il milanese per i suoi valori generatesi dal vivere questa città (prima espressi) si scoccia di andare in giro con una macchina “brutta” cosicché la ripara, molto semplicemente. Ma questo chi non abita Milano non lo può capire.



#3 Il milanese incute timore giuridico

Credits: lombardiabeniculturali.it – Tribunale di Milano

Un’altra forma di sudditanza, legata anch’essa in parte al possesso, è il timore di non
riuscire a prevalere nel caso si creasse una disputa giuridica con un milanese. La sua dimestichezza con il mondo e la sua proverbiale ricchezza calano come un machete sulle speranze del non milanese. É una sudditanza palpabile anche nelle piccole cose come tentare un parcheggio rischioso a ridosso di una macchina targata MI piuttosto che provarci accanto ad una targata TO. “Quella targata MI chissà di chi è…meglio evitare”. Fa ridere, ma è così.

#4 A Milano l’economia si respira involontariamente, come l’aria

il dito di cattelan
Un dettaglio del dito

Altra proverbiale forma di sudditanza è legata al mondo dell’economia. Basta dire che sei
di Milano e qualsiasi discussione su un argomento economico sì trasforma in un simposio acclamato e agevolato dai presenti non milanesi. A me è capitato di essere avvicinato da uno sconosciuto che mi ha chiesto se per piacere poteva discutere con me della sua azienda.

#5 “A Milano si recupera”

metropolitana milanese

Altra forma di sudditanza, incredibile a cui io ancora non sono in grado di dare una
risposta precisa è legata alla viabilità. Se sei su un treno che porta ritardo puoi stare certo
che ci sarà qualcuno che dirà: “tranquilli che quando siamo verso Milano recupera”. A parte il fatto che in parte è vero e non riesco a credere che un treno possa recuperare solo da un certo punto in poi del suo percorso e comunque sempre in quel tratto sul quale aleggia il nome Milano. E comunque l’ho sentito anche a bordo di aerei.

#6 I medici di Milano fanno miracoli

Credits: sanitainformazione.it

La sudditanza imperiale invece prende vita quando entrano in gioco emozioni forti come
la morte. In questi casi nulla può di più come essere ricoverati in un ospedale di Milano.
Nulla, ma davvero nulla. Un medico milanese anche se trasferito il giorno prima dal più periferico ospedale di (decidetelo voi) della penisola diventa un santo con licenza di
miracolo. L’unico in grado di salvarvi. A parte il fatto che questa semi realtà sì rifà
istantaneamente ai dettami della mia introduzione poiché se di speranza stiamo parlando, il
destinatario di questa possibilità sono il senso di responsabilità , armonia ed umiltà che spingono i sanitari milanesi a non pulire perché glielo ordinano, a non arrivare stanchi o con i postumi della movida al lavoro perché il loro decoro non glielo permette ed anche timbrare cartellini ai colleghi è una usanza che non si confà con quello che hanno assorbito vivendo Milano.

Ecco perché a Milano sì muore meno… perché sotto a mo’ di rete di sicurezza esiste una mentalità che semplicemente in altre città non si immagina che sì potrebbe possedere e quindi neanche costruire. La licenza ad uccidere la rilascia il luogo comune di quei posti, ergo di quella mentalità che recita: “ Tanto lo fanno tutti”!

#7 Milano è un mondo a parte

 
credit: @soup_opera (INSTG)

Ultima forma di sudditanza di questa cordiale chiacchierata è racchiusa in questa frase
…eh perché voi a Milano…”. Questa frase è un mondo che prende vita nel momento in
cui tutti gli altri ti identificano come un mondo a parte. “Voi! di Milano”. Voi che siete in un altro luogo….è la massimizzazione di un contraddittorio in cui da una parte ci siamo noi milanesi e di fronte TUTTI gli altri. Neanche si fossero messi tutti d’accordo. Ditemi voi se questa non è sudditanza. La cosa spettacolare è che riguarda tutti quelli all’interno dell’insieme Milano indistintamente. Cinesi, africani, sudamericani, filippini, europei, tutti diventano milanesi e gli altri sono il resto di Italia. Ho sentito con le mie orecchie parlare fra parenti filippini dicendosi : “ma tu sei di Milano” e l’altro di dove fosse era totalmente marginale per ammissione dello stesso.

Però prima di concludere dobbiamo anche accettare che essere così privilegiati, là dove il privilegio è rappresentato dall’essere unici e padroni di questo palco che ha per spettatori
paganti tutto il resto di Italia per qualche motivo, implica doverosamente un impegno morale che è quello di chi è osservato costantemente e che deve capire che il suo vivere è studiato e copiato implicitamente dagli altri. Questo ci fa essere nostro malgrado un esempio ed anche una guida volenti o nolenti e qui dati i tempi…..mi fermo!

ANTONIO CHIMIENTI

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