🛑 BRACCIO DI FERRO sulla TORRE BOTANICA: che succederà?

Avevamo già parlato della Torre Botanica, ma ora l'assessore Maran dichiara incostituzionale la legge regionale sui fondi immobiliari spaccando la stessa giunta. Le rivelazioni della testata True

Credits: blog.urbanfile.org

Lo scorso 28 gennaio, Manfredi Catella, CEO di COIMA SGR, ha presentato il progetto su Pirelli 39, realizzabile solo con gli incentivi della legge regionale che concede bonus volumetrici. Ma l’assessore all’Urbanistica Maran alza il ponte levatoio: “la legge è incostituzionale”, dice, e aggiunge che, se qualcuno porterà il Comune davanti al Tar, vittoria o sconfitta che sia, “significa bloccare tutto per parecchio tempo”. Vediamo come la presa di posizione di Maran stia spaccando la giunta nelle rivelazione della testata True

BRACCIO DI FERRO sulla TORRE BOTANICA: cosa succederà?

# I fondi per il progetto sono quelli concessi dalla legge regionale e ammontano a 300 milioni di euro

Credits: www.milanotoday.it

Il progetto prevede la realizzazione di un palazzo residenziale, chiamato “Botanica”, e di un grattacielo di uffici firmato da Stefano Boeri ed Elizabeth Diller che sognano di creare “un distretto cittadino con laboratori di botanica per la coltivazione di piante e medicinali e la conservazione della biodiversità”.


Ma con quali fondi? Con quelli offerti nel 2019 dal fondo immobiliare promosso da Banco BPM, per un totale di 300 milioni di euro.

# L’incostituzionalità della legge regionale

Quindi, qual è il problema?

L’assessore Maran sta conducendo i suoi ultimi mesi di mandato combattendo contro costruttori e fondi immobiliari e, in più, COIMA ha comprato all’asta il Pirellino con un atto notarile datato 24 ore prima che partisse la legge regionale che concede bonus volumetrici.



Seppur la giunta comunale abbia già approvato la delibera con i 37 indirizzi che hanno fatto richiesta del bonus, tra cui il Pirellino, a detta di Maran questa legge sarebbe incostituzionale.

# Una diatriba che vede le forze politiche schierate l’una contro l’altra

Anche passando all’approvazione nel consiglio comunale, la situazione rimane complicata.

Infatti, la maggioranza di centrosinistra potrebbe non votare a favore del progetto, mentre il centrodestra si chiede quali siano veramente gli immobili che hanno diritto ai benefici, dato che “Sala e Maran lasciano quartieri a convivere con il degrado, con il rischio di crolli e occupazioni, e tengono ferma la delibera che faciliterebbe la rigenerazione di 180 immobili”.

Senza considerare che si rischierebbe di “impantanare l’ennesimo progetto edilizio di cui Milano avrebbe, invece, bisogno. Soprattutto in un momento in cui è indispensabile far ripartire la nostra economia, accompagnata da quell’atmosfera internazionale che negli anni, anche grazie ad Expo, fece diventare attrattiva e cool la nostra Milano”.

# Per l’approvazione del progetto si procede con le “prove tecniche di larghe intese”

Con il Pirellino si potrebbe assistere a prove tecniche di larghe intese, con il centrosinistra più vicino a Sala che vota a favore insieme a Forza Italia. Ma un Pd che si “spacca”, causando una crisi politica a pochi mesi dalle elezioni.

Tuttavia, alla domanda di Gentili “nel caso non sia possibile presentare emendamenti alla delibera, quali effetti amministrativi produrrebbe la bocciatura in aula della stessa, per ciò che  attiene l’elenco degli immobili indicati??” il Segretario Generale del Comune di Milano risponde che “una simile opzione appare praticabile solo in presenza di adeguata motivazione che confuti idoneamente le risultanze istruttorie cui è pervenuto l’ufficio proponente”.

Sicuramente non una risposta di facile interpretazione. I politici devono “sconfessare, nel merito, i tecnici che hanno approvato la documentazione portata da COIMA”.

# Se non è possibile modificare la deliberà, chi ne uscirà vincitore?

Quindi sembra che il consiglio comunale non possa modificare la delibera.

Secondo Gentili, si tratta di “una vera e propria sospensione della democrazia municipale” che conduce ad una domanda retorica: “cosa significa dover votare un atto su cui non è possibile decidere nulla?”

E bocciare tutta la delibera? Il Segretario Generale del Comune di Milano aggiunge che “la norma non disciplina le conseguenze derivanti nel caso di mancata approvazione della proposta”.

Ci saranno sicuramento delle conseguenze a tutto questo. Ma la domanda che nella testa di tutti riecheggia è: chi vincerà questa “battaglia”?

Fonte: www.true-news.it

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ALESSIA LONATI