Il SILENZIO di Milano ritratto in 20 foto di Andrea CHERCHI

Come fotografo ho sognato mille volte di avere la città tutta per me. Oggi chiedo di svegliarmi in fretta da questo sonno così inquieto


Quando Cherchi mi ha proposto l’idea di pubblicare le foto di Milano in lockdown gli ho detto sì con entusiasmo. Ci unisce uno sconfinato di amore per Milano, ci divide il fatto che lui ha uno sconfinato talento mentre io non ce l’ho. O forse il mio unico talento sta nel riconoscere il talento negli altri. Gli ho detto sì come avrei detto sì a qualunque sua proposta perché qualunque cosa fa Cherchi è sempre una bella cosa. Ma quando ho scaricato le sue foto e mi sono apparse tutte insieme le miniature ho visto che questa volta non ha realizzato solo qualcosa di bello: sono stato assalito dai brividi e, confesso, mi sono venuti gli occhi lucidi. Un’emozione forte: Milano c’è e ci sta aspettando, perché così deserta è bellissima ma ha bisogno di noi per tornare viva.

ANDREA ZOPPOLATO


Ho visto e fotografato Milano in tutte le stagioni. Quando pioveva, io c’ero, quando nevicava, io c’ero, quando faceva un caldo pazzesco, io c’ero. Ogni evento, ogni week, ogni manifestazione di piazza, che fossi in servizio o meno, io c’ero. La mia missione di fotografo, di giornalista e di cantore della città non prevede il classico “oggi non ho voglia, ci andrò domani”. Io fotografo sempre per raccontare a chi è meno fortunato di me la quotidianità, talvolta lenta talvolta veloce, della città che amo. La considero come madre, moglie e figlia. Non c’è un giorno in cui non senta il bisogno di essere circondato dalla mia famiglia. Non c’è giorno in cui uno non voglia essere circondato da Milano. Quando ho iniziato questo lavoro giornalistico di documentazione fotografica della Milano vuota e immobile, qualcuno mi ha detto: “Dai, lascia perdere, è come la Milano d’agosto. Non vedrai nulla di nuovo”. Quelle parole me le sono ricordate in ogni piazza e in ogni via. Si, davvero, perché ad agosto può anche essere così, ma non senti questo silenzio di adesso. C’è sempre una voce che arriva da lontano, una musica, un annuncio. In questi giorni c’è il silenzio di una città immobile che nessuno ha mai visto e sentito. In queste venti foto provo a raccontarlo, ma non è facile. Come fotografo ho sognato mille volte di avere la città tutta per me. Oggi chiedo di svegliarmi in fretta da questo sonno così inquieto.

 

La Milano Deserta di Andrea Cherchi

 



 

 Come fotografo ho sognato mille volte di avere la città tutta per me. Oggi chiedo di svegliarmi in fretta da questo sonno così inquieto.

ANDREA CHERCHI

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3 COMMENTI

  1. Queste fotografie sono un documento storico e prezioso e hanno l’aggiunta di essere realizzate da uno dei fotografi più bravi che abbiamo in Italia. Le guarderemo per anni senza sapere cosa in realtà proviamo. Grazie Milano Città Stato. Il vostro contributo soprattutto in questi giorni è a dir poco essenziale.

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