5 percorsi di TREKKING da fare in giornata da Milano

Ho la passione del trekking. E’ un modo per immergersi nella natura, fare sport e sfidare alcune paure ancestrali, come quella delle vertigini. Negli ultimi anni ho provato oltre una ventina di percorsi raggiunti partendo e tornando a Milano in giornata. Tra quelli che ho fatto, mi sento di suggerire questi cinque.

5 percorsi di TREKKING da fare in giornata da Milano

#1 Resegone

E’ il monte che domina il panorama di Milano. Con la cresta a forma di sega che quando ti avvicini significa una successione di canaloni. Si arriva alla funivia per i piani d’Erna in un’ora e mezza di auto, poco oltre Lecco. I più arditi possono partire a camminare fin dal piazzale della funivia. Io ho preferito accorciare prendendo la funivia che, tra l’altro, è spettacolare. Ai piani d’Erna si prende il sentiero numero 5 che dopo meno di un’ora di cammino incrocia il numero 1. Si sale alla Beduletta (1320 metri), un balcone naturale da cui si gode un’ottima panoramica su Lecco. Si supera poi il canalone della val Comera e si giunge al Pian Serrada.

Si continua per roccette e tratti in salita fino ad incontrare il sentiero n. 11, lungo il quale si raggiunge il rifugio Azzoni, poco sotto la cima Cermenati, a circa 1.800 metri. Bisognare fare attenzione ai molti bivi, che spesso conducono a ferrate o a sentieri più impegnativi. Come quello che ho sbagliato io, ritrovandomi a dovermi arrampicare sulle rocce nel tratto finale per raggiungere il rifugio.

resegone-ultimo tratto
resegone-ultimo tratto

La salita al monte Resegone è lunga (andata e ritorno in 4/5 ore dai piani d’Erna, 6/7 dalla funivia) e impegnativa, ma una volta in cima si viene ripagati dall’incredibile panorama.

rifugio azzoni
rifugio azzoni

#2 I laghi gemelli

Ci vogliono un paio d’ore di macchina per percorrere i circa cento chilometri che portano al punto di partenza. Si prende l’autostrada Milano-Venezia, si esce a Bergamo e si percorre la strada per la val Brembana, passando per San Pellegrino terme, fino ad arrivare a Carona. Da qui sono partito per il trekking percorrendo a zig zag un sentiero che sale da quota 1105 m dentro un bellissimo bosco di abeti per un lungo tratto, finché si incontra il sentiero 213 (1779 m).

Poco oltre si arriva alla diga del lago Marcio (1840 m) e qui si esce dal bosco. Si costeggia l’intera sponda del lago fino ad incrociare il sentiero 212 che sale da Branzi e il sentiero 250, quindi si scende fino al ponticello che attraversa la val di Gorno e da qui si sale fino al rifugio Laghi Gemelli (1961 m) dove ci si rifocilla alla grande. I laghi gemelli sono nati in seguito alla costruzione di una diga dell’Enel e, nonostante il nome, formano un corpo unico. Secondo una leggenda i laghi si sono formati dopo la morte di due innamorati in fuga. Durata dell’escursione (salita e discesa): 5 ore circa.

#3 Cinque Terre (o variante Camogli-Portofino)

Questo è in assoluto il sentiero che ho percorso più volte. E’ diventata una mia tradizione farlo una volta all’anno, di solito a fine agosto o inizio settembre. Parto in treno dalla Centrale alle 6.10 e arrivo a Riomaggiore alle 9.26. Qui faccio colazione e mi metto in moto. Anni fa il sentiero andava da Riomaggiore a Monterosso senza interruzioni, ma da qualche anno, causa frane e incidenti, il percorso originario lo si può percorrere solo da Corniglia a Monterosso (anche se il prezzo è rimasto lo stesso 😉 ). E’ un vero peccato perchè l’intero sentiero azzurro era un’attrazione mondiale, specie per la via dell’amore da Riomaggiore a Manarola che risulta purtroppo non più percorribile.

Anche se il sentiero è interrotto parto sempre da Riomaggiore e mi piace camminare da est a ovest per seguire il movimento del sole e perchè mi piace di più l’arrivo a Monterosso.
Da Riomaggiore prendo qualche sentiero “non ufficiale” per arrivare a Manarola. E’ facile orientarsi per via del mare e perchè i due paesi sono ai due lati della stessa piccola montagna. Da Manarola si può prendere un lungo sentiero per raggiungere Corniglia oppure farsi un breve tratto di treno (un paio di minuti) fino alla stazione.

Dalla stazione si sale una lunga scalinata per arrivare al paese che è l’unico delle cinque terre a non essere sul mare. Da Corniglia parte il sentiero originario che in un paio d’ore porta a Vernazza, la perla delle cinque terre.

Vernazza di solito mi prendo una pausa, faccio qualche tuffo dalle rocce e mi vizio con la cucina ligure. Nel pomeriggio riparto per l’ultimo tratto che tra strapiombi sul mare e profumi inebrianti conduce a Monterosso.


Chi vuole fermarsi una notte in Liguria e raddoppiare il trekking suggerisco il monte di Portofino. Partenza da Camogli direzione San Rocco, da qui salire sul Monte e scendere per San Fruttuoso. Dopo un bagno col Cristo degli Abissi si riparte e dopo un paio d’ore si arriva a Portofino. Da qui proseguo poi, costeggiando il mare, passando da Paraggi fino a Santa Margherita.

#4 Il sentiero dei Walser (Valsesia)

Un altro percorso bellissimo è quello che in Valsesia porta da Alagna ai villaggi Walser. I Walser (contrazione del tedesco Walliser, cioè abitante del canton Vallese) sono una popolazione di origine germanica che abita alcune aree attorno al Monte Rosa. Definiscono la loro parlata Titsch, imparentato con il tedesco. Durante il XII-XIII secolo, coloni Walser provenienti dall’alto Vallese si sono stabiliti in questa parte del nostro paese dando vita a caratteristici villaggi dalle case pittoresche.

Uno di questi villaggi l’ho raggiunto facendo una lunga scalinata che proprio quando sembrava non terminare più si è aperta su un sentiero che ha attraversato un bosco, con una pendenza più accessibile, fino ad aprirsi su un altipiano nella Val d’Otro popolato da case Walser. Durata salita e discesa tre ore e mezza, anche se una volta sull’altopiano si aprono diversi sentieri che portano alle vette circostanti. Alagna la si raggiunge in un paio d’ore di auto da Milano.

#5 Monte Palanzone (notturna)

Si parte da Colma di Sormano a 70 chilometri da Milano, che si raggiunge percorrendo la Strada Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga. Ho fatto il percorso in notturna per la prima volta con una guida (Federico Raiser) e in gruppo, impiegando circa tre ore tra salita e discesa con un dislivello complessivo di 520 metri fino ad arrivare sulla vetta del Monte Palanzone (a 1400 metri) da dove si gode una vista fantastica fino alla Svizzera.

E’ stato il mio unico trekking notturno forse anche per questo si guadagna la posizione nei top 5. Non saprei dire però se si meritebbe la menzione anche nella versione diurna.

ANDREA ZOPPOLATO

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