🔴 Il Governo non ha presentato la CANDIDATURA di Milano come sede del Tribunale dei Brevetti. “Disinteresse grave per Milano e per il Nord”

Dopo la perdita dell'EMA il Governo aveva assicurato: porteremo il Tribunale Europeo dei Brevetti a MIlano. Ma a pochi giorni dall'assegnazione l'Europa rivela: ad oggi il governo italiano non ha neppure avviato le pratiche per candidare Milano


Dopo la sgangherata gestione dell’EMA con la sconfitta di Milano anche per colpe interne al Governo, da Roma avevano assicurato: a Milano andrà il Tribunale Europeo dei Brevetti. E invece come spesso accade con la politica italiana gli impegni presi si rivelano spesso delle promesse da marinaio. A pochi giorni dall’assegnazione l’Europa rivela: ad oggi il governo italiano non ha neppure avviato le pratiche per candidare Milano. Ma rivediamo le diverse tappe di un’ennesimo grave atto di disinteresse del Governo per Milano e per il Nord. 

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🔴 Il Governo non ha presentato la CANDIDATURA di Milano come sede del Tribunale dei Brevetti. “Disinteresse grave per Milano e per il Nord”

9 aprile 2019: Milano cancellata?

Subito dopo la sconfitta dell’EMA, i rappresentanti delle diverse forze politiche, 5 Stelle compresi, avevano detto che ci sarebbe stata una nuova chance per Milano, come sede del Tribunale dei brevetti. Anche in questo caso, si diceva, chi meglio della città che in Italia è avanguardia di sperimentazione e di innovazione può rappresentare una candidatura vincente in Europa?

Sembrava una questione pacifica, invece ecco la solita sorpresa ai danni di Milano offerta dalla politica romana. Il primo atto ha avuto luogo il 9 aprile 2019, quando si doveva procedere con l’atto che sembrava di pura formalità: votare alla Camera la mozione in cui si chiede di trasferire il Tribunale Unificato dei Brevetti da Londra a Milano. Si tratta del primo passo con cui un Paese avvia l’iter di richiesta alla UE. Tutto facile? In Italia quando c’è di mezzo Milano niente è mai scontato: così nella mozione presentata e votata, la parolina “Milano” è stata sostituita da “Italia”. Si è votata quindi una generica richiesta di avere in Italia la sede del Tribunale dei brevetti, senza specificare una città come fanno gli altri paesi. Per Milano la sconfitta è arrivata prima ancora di potersela giocare. E lo sgarbo è sfacciato visto che Milano è riconosciuta come una delle capitali europee per il numero di brevetti depositati. Alle proteste delle istituzioni del Nord, il Governo ha replicato che sarebbe intervenuto. 

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25 gennaio: il Governo gela Sala e (ancora una volta) Milano

Il Governo non vuole più candidare Milano come sede italiana per il tribunale unificato dei brevetti europei.
Durante un evento tenutosi a Milano venerdì 24 gennaio, il Sindaco, alla richiesta ad un esponente dell’attuale Governo, a che punto si è con la formalizzazione della candidatura di Milano come sede del TUB, il Tribunale Unificato dei Brevetti, che a seguito della Brexit lascerà Londra, la risposta non è stata quella in cui sperava il sindaco ed in cui sperano tutti i milanesi. Sindaco e istituzioni lombarde promettono battaglia. 

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8 agosto 2020. Il mondo politico ed economico lombardo scrive al premier: “Il tribunale dei brevetti a Milano”

L’obiettivo Ã¨ che Milano diventi la sede della Divisione centrale del Tribunale europeo unificato dei brevetti (Tub). Per questo si sono uniti i rappresentanti degli enti e delle associazioni di imprese di Milano e della Lombardia, che in una lettera inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedono che il governo proponga “con convinzione” la candidatura del capoluogo lombardo. Il documento è firmato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, e dai rappresentanti delle principali istituzioni cittadini e regionali. Da Palazzo Chigi non arriva nessuna risposta. 

23 agosto 2020. L’Europa conferma: le uniche candidature pervenute sono di Amsterdam e Parigi

A soli 18 giorni dal vaglio delle candidature l’Europa conferma che al momento le uniche presentate sono quelle di Parigi e di Amsterdam. Mentre il governo italiano non risulta aver avviato nessuna pratica per presentare Milano o altre città come sede. E’ lo stesso Presidente Fontana a rivelarlo in una nota in cui dichiara che “nonostante da oltre due anni Milano abbia palesato in tutti i modi la volontà e la capacità infrastrutturale di accogliere la sede del Tribunale Europeo dei Brevetti, al momento le uniche candidature pervenute sui tavoli europei sono quelle di Parigi e Amsterdam. Sia Palazzo Chigi che la Farnesina ancora non hanno attivato le procedure per la candidatura, questo è grave“.

Fontana assicura che “in settimana promuoverò ogni azione per responsabilizzare il Governo ad un’azione che tuteli un territorio da sempre locomotiva industriale del Paese. Non si può perder tempo, non si può palesemente mostrare disinteresse verso un territorio che deve avere un ruolo fondamentale per il futuro dell’economia europea“.

 

Che cosa perdiamo?

Il Tribunale Unificato dei Brevetti (TUB) non esiste ancora. E’ una struttura che quando sarà attiva consentirà di tutelare le idee depositate nei paesi membri. Le tre sedi erano state già assegnate a Parigi, Monaco e Londra che con la Brexit deve essere sostituita.
Le critiche al governo si sono sollevate da tutte le principali forze politiche del territorio: “Il governo è nemico di Milano” è il comune commento. Sarebbe da aggiungere una parola: “sempre”.

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Pubblicato da Milano Città Stato su Martedì 2 giugno 2020

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