Quando si sfondavano i cancelli: I CONCERTI più mitici nella storia di Milano (VIDEO)

Molti andavano ai concerti senza biglietto confidando nello sfondamento dei cancelli. A volte accadeva. E i concerti diventavano una bolgia infernale.

Milano è una delle capitali mondiali della musica. Non solo è la culla della lirica: è stata spesso il luogo di eventi musicali epici. Tra i diversi concerti del mito a Milano ho scelto in gran parte accomunati dall’epoca in cui molti andavano ai concerti senza biglietto confidando nello sfondamento dei cancelli. A volte accadeva. E i concerti diventavano una bolgia infernale.

I CONCERTI più mitici nella storia di Milano

Beatles (Vigorelli)

24 giugno 1965. La storia si ferma al Velodromo Vigorelli. Nel pomeriggio e nella sera si tiene un concerto di una band di cui un’intera generazione sta diventando pazza. Sono i Beatles che suoneranno per la prima e unica volta a Milano (una delle uniche due date in Italia di sempre, insieme a Genova) preceduti da Peppino Di Capri. Nel video si fa fatica a sentire la musica coperta dalle grida delle fans. 

Jimi Hendrix (Triennale)

23 maggio 1968. Jimi Hendrix è alla Triennale. Già questo basta per considerarlo un evento storico. Ma quello che accadde fu ancora più particolare. Come si usava ai tempi, erano in programma due concerti, ma il primo in programma al pomeriggio fu annullato per il blocco degli strumenti alla Dogana. Così la sera ci fu un pubblico gigantesco.

Led Zeppelin (Vigorelli)

5 luglio 1971. I Led Zeppelin suonano al Vigorelli in un concerto abbinato al Cantagiro, manifestazione canora di quegli anni che portava gli artisti in diverse città d’Italia. Il concerto fu funestato da continui lanci di fumogeni e scontri con la polizia. Fu un tale caos che i Led Zeppelin dichiarano che non avrebbero mai più suonato in Italia. Furono di parola. Il loro concerto aprì la strada a una lunga stagione travagliata per i concerti dal vivo: i frequenti incidenti tennero alla larga per un decennio dal nostro Paese i più grandi artisti internazionali. Ci provò anche Santana che sempre al Vigorelli il 13 settembre 1977 fu accolto da un enorme striscione con scritto “odio Santana servo della CIA”. Suonò un’ora poi decise di mollare anche perché una molotov gli aveva incendiato gli amplificatori.
Nel 2011 Santana a un suo concerto a Taormina consenti l’ingresso gratuito a chi si fosse presentato con il biglietto del 1977. Qui sotto il bootleg del concerto tra una canzone e l’altra si sente la folla gridare: “assassini!”.

Il Re Nudo (Parco Lambro)

1974. La rivista “Re Nudo” organizza al Parco Lambro la “Festa del Proletariato Giovanile”. E’ una kermesse di musica in un’atmosfera hippie. Si esibiscono tra gli altri cantanti e gruppi cult dell’epoca, come gli Area, Alan Sorrenti, Franco Battiato e la PFM. L’evento fu soprannominato la Woodstock all’italiana e fu organizzato per altri due anni anche se l’ultima edizione fu un flop, definito così: “Questa festa ha segnato la fine del ‘68”.

Omaggio a Demetrio Stratos (Arena Civica)

14 giugno 1979. Demetrio Stratos lo storico leader degli Area sta male. Per curarsi dalla leucemia c’è bisogno di fondi. Per raccoglierli viene organizzato un concerto all’Arena, ma il giorno prima dell’evento una notizia gela gli animi. Stratos è morto. Il concerto si tiene lo stesso come “Omaggio a Demetrio”, con Guccini, Finardi, Branduardi, Venditti, Skiantos, Vecchioni e gli Area, che suoneranno il più triste concerto della storia di Milano, considerato da alcuni il “funerale di un’epoca”.

Police (Palalido)

2 aprile 1980. Un’altra arena storica per i concerti era il vecchio palalido. Negli anni settanta si sono esibiti i Rolling Stones con Charlie Watts avvolto dalla bandiera del Milan ed è entrato nella storia anche il concerto di De Gregori del 1976 quando dovette smettere di suonare per la contestazione di frange politicizzate. Ma forse il concerto principe del Palalido è stato quello dei Police, in piena Policemania come si denominava la passione al limite dell’isteria per i tre biondi inglesi, come non si vedeva dai tempi dei Beatles. Per la gioia di chi non aveva il biglietto fu uno dei casi più celebri di “cancelli sfondati” dal pubblico che trasformarono così il Palalido in una bolgia incredibile: dagli 8000 posti disponibili ci si ritrovò con oltre 16.000 spettatori! Chi c’era dice che è stato un miracolo se non ci siano stati incidenti seri.

Bob Marley (San Siro)

7 giugno 1980. Concerto epocale anche perché apri la strada a una nuova era di concerti, dopo che durante gli anni settanta molti musicisti internazionali avevano evitato il nostro Paese per paura del terrorismo. 100.000 spettatori formarono un’onda saltellante al ritmo del reggae. Fu preceduto da Pino Daniele, a quei tempi si faceva precedere i concerti da altre esibizioni. La luna piena era enorme e meravigliosa quella sera. Un anno dopo il re del reggae ci ha lasciato.

Queen (Palasport)

14 settembre 1984. Pochi mesi prima che crollasse nella grande nevicata del 1985, il Palasport di San Siro ospita un altro concerto che entrerà nella leggenda. I Queen hanno sfondato anche in Italia, specie dopo aver cantato Radio Gaga al Festival di Sanremo.  Il Palasport ha spesso ospitato concerti grandiosi. Tra tutti, forse quello che fece più scalpore, fu quello dei Clash nel febbraio del 1984, quando gli spettatori più esagitati decisero di trasformare i seggiolini in bastoni.

U2 (Teatro Tenda)

4 febbraio 1985. Dopo il crollo del Palasport la fame di concerti per diversi anni fu appagata dal Teatro Tenda, una tecnostruttura costruita alla bella e meglio che sarebbe dovuta rimanere marginale e invece è stata il centro della storia della musica di Milano per quasi un decennio.  L’atmosfera così grunge del luogo ha creato atmosfere uniche per diversi concerti, tra cui si ricordano Eric Clapton, Spandau Ballet, Paul Young, ma tra tutti svetta quello degli U2 prima di diventare di dominio pubblico. Qui il bootleg da pelle d’oca, “La prima ma non ultima volta”. Energia pazzesca.

Bruce Springsteen (San Siro)

21 giugno 1985. In pieno boom economico, negli anni di Craxi e della Reaganomics, l’estate si apre con tre ore di mega concerto del boss nella turnè di Born in the Usa, il suo disco più epocale. Springsteen ha dichiarato che quello di San Siro del 1985 è stato uno “uno tra i miei 5 migliori concerti in assoluto“. Memoria indelebile per chi ha la fortuna di esserci stato pagando le 25.000 lire del biglietto.

Vasco Rossi (Teatro Tenda – Stadio San Siro)

Ma forse l’artista che è riuscito a impersonare ogni epoca musicale dei concerti dal vivo di Milano è Vasco. La prima esibizione mitica è quella del tour Bollicine al teatro Tenda quando ha dovuto più volte interrompere il concerto per lancio di lattine e oggetti sul palco. Ma è a San Siro dove Vasco ha trovato la consacrazione definitiva, battendo se stesso con un record dopo l’altro, l’ultimo quello con i sei concerti di fila dell’estate 2019.

ANDREA ZOPPOLATO

Tra le fonti: Davide grassi www.davideg.it

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Andrea Zoppolato
Più che in destra e sinistra (categorie ottocentesche) credo nel rispetto della natura e nel diritto-dovere di ogni essere umano di realizzare le sue potenzialità, contribuendo a rendere migliore il mondo di cui fa parte.