La piccola ‘MONT SAINT MICHEL’ italiana a 2 ORE da MILANO

In certe giornate sembra essere sospesa nel vuoto proprio come la celebre Mont Saint Michel in Francia

Credits: it.churchpop.com

Situata sulla via francigena che la collegava all’omonima abbazia francese in Normandia, si trova la “gemella piemontese” a quasi 1.000 metri di altezza. Nelle giornate nebbiose pare fluttuare nell’aria. Ecco la sua storia e alcune incredibili curiosità.

La piccola ‘MONT SAINT MICHEL’ italiana a 2 ORE da MILANO

# L’abbazia della Sacra di San Michele si trova a quasi 1.000 d’altezza. Nelle giornate di nebbia sembra sospesa nel vuoto

Credits: wikipedia.org Elio Pallard – Sacra di San Michele

L’elemento peculiare della Sacra di San Michele è la sua posizione alla sommità del monte Pirchiriano, uno sperone roccioso appartenente al gruppo del Rocciavré nelle Alpi Cozie a 962 metri s.l.m.: nelle giornate di nebbia sembra essere sospesa nel vuoto proprio come la celebre Mont Saint Michel in Francia rimane isolata in mezzo al mare quando ci sono le alte maree. Il complesso architettonico si trova in una posizione a dir poco panoramica, regalando una vista unica sul verde della val di Susa.


# All’interno della chiesa sono sepolti i membri del casato dei Savoia

È uno dei monumenti simbolo del Piemonte, a sole 2 ore di macchina da Milano, la costruzione sacra è dedicata al culto dell’Arcangelo Michele e all’interno della chiesa sono sepolti i membri della famiglia reale di Casa Savoia. L’abbazia ha una valenza storica importante, in quanto da qui iniziavano o passavano alcuni dei percorsi storici più famosi, come il sentiero dei Franchi, la via Francigena che conduceva fino a Mont-Saint-Michel, sulle coste della Normandia francese partendo dal santuario pugliese di San Michele Arcangelo.

Da Milano alla Sacra di San Michele

# Realizzata tra il 983 e il 987, l’abbazia ha ispirato Umberto Eco per la trasposizione cinematografica de “Il nome della Rosa”

Credits: unioneproloco.it

L’edificazione di questo luogo sacro è fatto risalire agli anni tra il 983 e il 987. Un colosso in pietra grigia con una facciata alta circa 40 metri, dal cui ingresso si raggiunge la chiesa attraverso un ripido e ampio scalone. Questa scala è soprannominata lo “Scalone dei Morti” poiché in passato vi erano custoditi gli scheletri di monaci.

Credits: wikipedia.org – Lo “Scalone dei Morti”

C’è una curiosità che riguarda l’abbazia: lo scrittore Umberto Eco si è parzialmente ispirato a questa abbazia benedettina per ambientare il riadattamento cinematografico del suo celebre romanzo “Il nome della rosa”.



# Meta prediletta dagli appassionati del turismo d’alta quota

Credits: ferrate365.it

Famosa come metà di pellegrinaggio, da anni è stata scelta dagli appassionati del turismo d’alta quota che hanno a disposizione alcuni percorsi per fare escursionismo. I più importanti sono quello che parte dall’abitato di Chiusa di San Michele e l’altro da quello di Sant’Ambrogio. Per gli appassionati di ascensioni c’è la via ferrata Carlo Giorda, un percorso attrezzato che parte da Sant’Ambrogio di Torino e raggiunge la cima del monte Pirchiriano: maggiori informazioni su come percorrere in sicurezza la ferrata sono disponibili a questo link.

Fonte: Paesi Online

FABIO MARCOMIN

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