I 7 LOCALI del PASSATO che i milanesi sognano di RIPORTARE in VITA

Scopriamo quali locali rivorrebbero indietro i milanesi

Foto: Daniela Luchadora (da FB RainbowClubMilano)

In questo sondaggio abbiamo chiesto: “Quale locale che non c’è più rivorresti a Milano?“. Scopriamo quali sono i locali scomparsi di Milano che hanno ricevuto più preferenze.

I 7 LOCALI del PASSATO che i milanesi sognano di RIPORTARE in VITA

#7 Moonshine, musica ricercata e il leggendario retrobottega

Credits bponchielli IG – Moonshine

Al Moonshine si entrava in un mondo a sé, un posto d’altri tempi o forse di tempi mai esistiti a Milano. Luci soffuse, bandiere e disegni sulle pareti, atmosfera psichedelica. La birra artigianale d’importazione e la musica sempre particolare e ricercata erano due elementi imprescindibili. La vera chicca era però il “retro bottega“, una zona franca per gli affezionati, un salotto alternativo dove si veniva catapultati in una realtà lontana, onirica e quasi magica. Lo storico locale di viale Romagna 37 (città studi) ha chiuso i battenti nel 2014. 


#6 Santa Tecla Cafè, trampolino di lancio per i cantanti di musica leggera e rock and roll tra gli anni ’50 e ’60

Credits topreservation – Santa Tecla Cafe

Il Santa Tecla era un iconico club nell’omonima via in centro città, famoso per essere stato trampolino di lancio per numerosi gruppi e cantanti di musica leggera e rock and roll negli anni cinquanta e sessanta. Tempio della musica jazz milanese negli stessi anni, fu trasformato negli anni settanta in discoteca e punto di ritrovo per i sanbabilini, con musica underground e brit pop era la sede delle serate Glitter Motel e il locale si chiamava Cafè Dalì, sfoggiando nel salone principale un’enorme e indimenticabile opera di Salvator Dalì “the face of Mae West” . Dopo un incendio a fine anni ’90 e la sua ricostruzione in stile newyorchese ha chiuso definitivamente i battenti nel 2016.

#5 Rainbow Club, musica underground tra sudore e colpi di pogo

Credits: corriere.it – Rainbow Club

Il Rainbow Club è stato uno dei luoghi più importanti, e probabilmente uno dei più longevi, della cultura underground milanese. Punto di riferimento già nei primissimi anni ’80, quando si chiamava Odissea 2001 e ospitava in via Besenzanica 3 concerti di artisti del calibro di Bauhaus o Nico, ha cambiato nome diverse volte negli anni successivi ma è sempre rimasto uno dei music club più importanti per tutti quei generi musicali non commerciali quali punk e post-punk. Per oltre un decennio ha ospitato alcuni dei concerti più alternativi in ambienti sempre al limite della capienza, tra sudore e colpi di pogo. Ha chiuso nel 2008. 

#4 Il Transilvania, punto di riferimento per la musica dark

Transilvania

Il Transilvania è stato un punto di riferimento della musica dark e dei gruppi underground milanesi. Realizzato in un ex-magazzino di via Paravia (San Siro), ristrutturato con grandissima personalità, al suo interno aveva lapidi alle pareti, il bar pieno di teschi, e la teca che conteneva un enorme serpente vivo. Al suo posto oggi c’è un un garage a due piani.



#3 Rolling Stone, il locale preferito dagli amanti del rock

Credtis: eventshunters.com – Rolling Stone

Ricavato dal cinema Ambrosiano in Corso XXII Marzo e nato nel 1979 come Studio 54 sull’onda del successo del celeberrimo locale di New York, simbolo di trasgressione e del “tutto è possibile”, nel 1981 diventa Rolling Stone ed è un chiaro tributo al rock e ai suoi adepti. Qui hanno suonato artisti del calibro di Joe Cocker, Bob Geldof, Lou Reed, Iggy Pop, The Ramones e gli Oasis. Per oltre un decennio il venerdì sera suonava la migliore musica pop rock della città. Ha chiuso nel 2009. 

#2 Le Scimmie, il tempio della musica dal vivo di qualità 

Credits: rockit.it – Le scimmie

Un locale culto per la musica jazz dal vivo, ma che ha ospitato anche altri generi. Piuttosto piccolo, decisamente non adatto per acustica e struttura, ma dove si esibivano i veri virtuosi della musica milanese e internazionale: qualunque artista di stanza a Milano sognava di esibirsi in questo locale ed è stato il luogo simbolo della scena musicale milanese degli anni novanta. Sul palco delle Scimmie hanno suonato Pat Metheny, Laurie Anderson e tanti artisti italiani, Elio e le Storie Tese, Eugenio Finardi, Le Vibrazioni, i Bluvertigo, Malika Ayane, Irene Grandi. Spesso con performance a sorpresa. Il locale sui Navigli (Via Ascanio Sforza 49) ha chiuso nel 2015 dopo 34 anni di onorata carriera. 

#1 Il Plastic, il locale di Milano più conosciuto al mondo

Credits: foto-divertente.blogspot.com

Il Plastic era più di una discoteca. E’ stata a lungo il regno della Milano di notte, la vetrina della creatività, dove si sperimentavano le nuove mode e celebre per aver importato il modello New York della selezione all’ingresso che veniva affidata a personaggi mitici e temuti. Senza dubbio il locale di Milano più conosciuto al mondo. Numerose sono state infatti le frequentazioni di personaggi ed artisti di fama internazionale: Madonna, Elton John, Andy Warhol, Freddie Mercury, Prince, Paul Young, Bruce Springsteen, Keith Haring che insieme a Grace Jones, per passarci una serata, prendeva l’aereo. Dopo la chiusura nel 2012 nella storica location di viale Umbria 120, ha riaperto in via Gargano (nei pressi della Fondazione Prada) con il soprannome di Plastic Palace. Ma anche se rincorre i fasti di un tempo, l’originale era un’altra cosa. Anche perché la Milano di notte di allora era tutta un’altra cosa. 

Continua la lettura con: I LOCALI di Milano dove succedono COSE STRANE

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