Quando i PANNI SPORCHI li lavavano gli uomini: l’atmosfera d’altri tempi del VICOLO dei LAVANDAI

Altro che bella lavanderina, a Milano nel 1700 i panni li lavavano gli uomini! In un sondaggio per eleggere il posto del cuore dei milanesi il vicolo dei lavandai si è aggiudicato il primo posto

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Al contrario di quel che la nostra cultura e storia patriarcale, potrebbero farci credere, un tempo i panni venivano lavati dagli uomini. Ebbene sì, oltre alle più famose vie dedicate ai mestieri, come via degli Spadari, dei Mercanti e degli Orefici, c’è anche il Vicolo dei Lavandai. Quali curiosità nasconde questo storico vicolo?

Quando i PANNI SPORCHI li lavavano gli uomini: l’atmosfera d’altri tempi del VICOLO dei LAVANDAI

# El fosset, el brellin e il palton

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Nel famosissimo Vicolo dei Lavandai, in zona Navigli, si può ammirare un incredibile lavatoio, oggi ristrutturato, risalente ad un’epoca ormai lontana, dove lavatrici e asciugatrici sarebbero apparse come oggetti alieni.


Lungo il vicolo scorre “el fosset”, un ruscello, alimentato dall’acqua del Naviglio Grande. Proprio qui i lavandai, incurvati sul “brellin”, un’asse di legno, insaponavano e sciacquavano i panni sporchi. Per il lavaggio utilizzavano il “palton”, un detersivo d’altri tempi, composto da soda, sapone e cenere. Altro che ammorbidente!

Nella viuzza si trovava anche una vecchia drogheria che vendeva spazzole, sapone e candeggina. Il locale, oggi trasformato in ristorante, ha mantenuto i vecchi soffitti a cassettoni e i camini, elementi che mantengono aperto un piccolo scorcio sulla storia del luogo.

# Un lavoro da uomini, ma ben presto anche da donne

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Un tempo fare il bucato era un lavoro estremamente faticoso ed impegnativo: schiene ricurve, mani rovinate e pesantissimi cesti di panni sporchi. Un lavoro duro, “da uomini”, e nel 1700 venne fondata a Milano una vera e propria associazione di mestiere: la Confraternita dei Lavandai. Il loro protettore era Sant’Antonio da Padova, a cui è dedicata la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, collocata proprio vicino al Vicolo.



In realtà, l’impegno maschile in quest’attività domestica, non durò molto. Già nei primi anni del 1900 il posto venne ceduto alle donne, mentre gli uomini si limitarono a trasportare le gerle piene di panni. Proprio per questo molti milanesi sostengono che la via dovrebbe cambiare nome ed essere intitolata Vicolo delle Lavandaie.

# Il luogo del cuore dei milanesi

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Questo luogo è sicuramente unico e meritevole di essere visitato e conosciuto. La sua bellezza e particolarità hanno ispirato numerosi scrittori e poeti, tra questi possiamo ricordare Luigi Cazzetta che nel 1964 ha vinto il premio Carlo Porta proprio con una poesia intitolata “Vicol di Lavandèe”.

I milanesi sembrano amare questo luogo dove l’immaginazione può facilmente volare indietro nel tempo. Nel 2016 infatti il Corriere Milano aveva lanciato un sondaggio per eleggere il posto del cuore dei milanesi e, sbaragliando la concorrenza, il vicolo dei lavandai, con il 22,6% di voti, si è aggiudicato il primo posto, battendo addirittura il Duomo.

Ormai detersivi e lavatrici fanno parte del nostro quotidiano, per fortuna direi, ma se volete provare a rivivere e immaginare com’era una volta questo mestiere, sapete dove andare.

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CHIARA BARONE

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