Perchè i milanesi dicono TAC?

Un'espressione tipicamente milanese si è diffusa talmente da entrare nel Dizionario della lingua italiana. Ma molti si chiedono: da dove nasce? 


Voce che imita il rumore secco e breve di uno scatto o di qualcosa che si spezza ~fig. esprime il verificarsi veloce e inaspettato di qualcosa: pensavo di andarmene e invece TAC, mi ha beccato!

Un’espressione tipicamente milanese si è diffusa talmente da entrare nel Dizionario della lingua italiana. Ma molti si chiedono: da dove nasce? 


Perchè i milanesi dicono TAC?

Anche se l’inventore del termine è sconosciuto, certo è che chi ha contribuito a renderlo noto in tutta Italia ha un nome e cognome: Renato Pozzetto.

Un marchio di fabbrica di Renato Pozzetto

Nel cult movie “Il ragazzo di campagna” , in particolare, tra le tante battute diventate celebri e imitate da persone non solo di Milano c’è il famoso TAAAC che sintetizza qualcosa tipo: ecco qua, eccoti servito, guarda qui che roba.



Un maestro del cabaret come Pozzetto ha spesso fatto proprie delle frasi raccolte in giro tra la gente mentre lavorava o nelle sue numerose frequentazioni di bar o osterie insieme ad altri suoi amici e colleghi. 

Anche se altre frasi del film sono passate alla storia (come “Il treno è sempre bello” detta al passaggio del mezzo ferroviario presso la località Casoni, frazione di Carbonara al Ticino che nel film è denominata Borgo tre case) certamente TAAAC rimane la sintesi di un film che, nato senza molte pretese, col tempo è diventato un punto di riferimento per molti giovani che vogliono riscoprire la Milano degli anni ’80.

Il film di poche pretese diventando icona della Milano degli anni ottanta

Tra gli altri momenti di culto del film, la famosa passerella fatta con il trattore in Corso Vittorio Emanuele quando era ancora percorribile oppure il giro in due sulla vespa 50 dietro a Massimo Boldi, il tutto rigorosamente senza casco.

 

Tra le curiosità, non tutti sanno che il protagonista doveva essere Enrico Montesano ma l’attore rifiutò per precedenti impegni presi, lasciando libera la candidatura che arrivò sul tavolo di Pozzetto che del protagonista Artemio fece un personaggio di culto tra tutti i cinefili.
Che dire…un film che vale la pena di essere visto. TAAAC

Continua la lettura con: le massime del Dogui

 

ROBERTO BINAGHI

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Nato a Milano il 25 agosto 1965. Sin da bambino frequento l’azienda di famiglia (allora una tipografia, ora azienda di comunicazione e stampa) dove entrerò ufficialmente a 17 anni. Diplomato Geometra all’Istituto Cattaneo a 27 anni e dopo aver abbandonato gli studi grafici a 17, mi iscrivo a Scienze Politiche ma lascio definitivamente 2 anni dopo per dedicare il mio tempo libero alla famiglia e allo sport. Sono padre di Matteo, 21 anni, e Luca, 19 anni. Sono stato accanito lettore di quotidiani e libri storico-politici, ho frequentato gruppi politici e di imprenditori senza mai tesserarmi, per anni ho seguito la situazione politica italiana collaborando anche con L’Indipendente allora diretto da Vittorio Feltri e Pialuisa Bianco (1992-1994). Per questioni di cuore ho iniziato a seguire il mondo del basket dilettantistico ricoprendo il ruolo di dirigente della società Ebro per oltre 10 anni e della Bocconi Basket FIP dal settembre 2019 (ruolo che ricoprirò anche per la prossima stagione). Nel corso degli anni ho contribuito allo sviluppo di alcune start-up e seguito alcuni progetti di mia ideazione che hanno come obiettivo la rivalutazione del patrimonio meneghino oltre che un chiaro interesse sociale.