Le 7 PAROLE UNIVERSALI che sono UGUALI in TUTTE le LINGUE

Quali sono le parole grazie alle quali verrete capiti in tutto il mondo senza neppure utilizzare il dizionario (o Google Traduttore)?

credit: qualbuonvento.com

Quali sono le parole grazie alle quali verrete capiti in tutto il mondo senza neppure utilizzare il dizionario (o Google Traduttore)?

Le 7 PAROLE UNIVERSALI che sono UGUALI in TUTTE le LINGUE

A volte capita di riuscire a tradurre frasi in lingue che non si conoscono grazie alle assonanze, ovvero parole che suonano simili ad altre e per questo vengono tradotte con facilità. Nonostante le somiglianze possono essere molte, le parole che non hanno bisogno di traduzione sono veramente poche. Ecco la classifica delle 7 parole considerate “universali” perché capite, anche senza dizionario (o Google Traduttore), in ogni parte del globo.


#1 PIGIAMA

Il sostantivo più comodo del mondo è originario dell’India, infatti in hindi con la parola “pajama” si intendevano dei pantaloni molto larghi legati intorno alla vita. Dopo la colonizzazione gli inglesi importarono il capo e di conseguenza anche il termine che lo designava. Oggi la versione inglese pajamas è quella più conosciuta, ma in quasi tutte le lingue del mondo i capi notturni hanno nomi simili: dall’arabo bijama all’ungherese pizsama, passando anche per lingue come il basco e l’irlandese in cui si usa pajama.

#2 CAFFE’

Mi scusi, potrei avere un caffè?” è probabilmente una tra le frasi più ripetute dagli italiani e potete stare tranquilli perché a quanto pare, verrete capiti in tanti altri paesi senza troppi sforzi di traduzione. Quasi tutte le lingue del mondo hanno preso in prestito la parola turca kahve e hanno sviluppato tre suoni differenti, ma indubbiamente simili: kofikahvekava. Dopo aver preso in prestito il termine turco, nessuna lingua se ne è allontanata troppo: le lingue romanze hanno cambiato la V in F – come il nostro caffè – mentre altre hanno sostituito la A con la O – come per esempio l’inglese coffee – ma piccole modifiche a parte, sono tutte comprensibili senza bisogno di alcun dizionario.



#3 OK

credit: 21secolo.news

Se in Italia tra le parole più diffuse c’è caffè, nel mondo svetta sul podio il termine ok, breve ma efficace. Nasce infatti intorno al 1830 come abbreviazione statunitense e nonostante non se ne conosca con esattezza l’origine, ha riscontrato un enorme successo. Utilizzata per dire che “va tutto bene” in quasi tutti i paesi del mondo, dietro la sua fortunata diffusione ci sono diverse teorie, ad esempio si dice che il motivo di questo successo sia proprio la sua semplicità: i suoni “oh”, “k” e “ay” esistono nella maggior parte delle lingue, e questo la renderebbe facilmente riproducibile

#4 MAMMA

Credits: millemamme.org

La formazione della parola “mamma” sembrerebbe seguire lo stesso schema in molti paesi. I bambini quando balbettano, sperimentando il linguaggio, arrivano facilmente ai suoni mmm e ah. Unendo questi due semplici suoni i bambini si dirigono alla persona che si prende cura di loro, formando parole molto simili: mamma, mami, eomma.

#5 HUH? oppure EH?

credit: facciabuco.com

Queste due varianti sembrano essere il suono universale con il quale si indica l’incomprensione, il dubbio. Quando non capiamo ciò che qualcuno ha appena detto diciamo semplicemente: “eh?”. Uno studio interlinguistico condotto dai ricercatori Mark Dingemanse, Francisco Torreira e Nick Enfield, del Max Planck Institute for Psycholinguistics di Nijmegen (Paesi Bassi) ha dimostrato che il motivo di questa universalità è data dalla funzione del suono nelle conversazioni: deve essere facilmente inserita in una conversazione senza interrompere troppo chi parla, e pare che questi siano i suoni che meglio si adattano a questa funzione.

#6 CHITARRA

credit: iltemporitrovato.org

Sembra assurdo eppure è così: la parola chitarra trova moltissime ricorrenze in lingue diverse. Eppure questi termini hanno origini piuttosto dislocate geograficamente. Infatti lo strumento moderno deriva dalla chitarra latina, di origine medievale, mentre ad esempio la guitarra spagnola avrebbe origini arabe (gitara) e greche (kithara). Infine il suono tar, che accomuna il finale di questi termini, sembrerebbe apparire per la prima volta in persiano e sanscrito, indicando vari strumenti come ad esempio il sitar. La parola si è poi diffusa nel mondo e si è evoluta in modi diversi, ma mantenendo risultati piuttosto simili.

#7 HAHA

credit: casertaweb.com

“Che rumore fa la felicità?” direbbero i Negrita, e la risposta a quanto pare è solo una al mondo: haha. Nonostante il suono venga rappresentato graficamente in modi differenti il suo significato è comprensibile in ogni continente e Paese, ad esempio in spagnolo l’H viene sostituita dalla J per formare jaja. In Tailandia il numero 5 si pronuncia “ha” e proprio per questo per trascrivere le risate con la tastiera si usa digitare “55555!”.

Se siete amanti del caffè, adorate stare in pigiama e comunicate spesso con la vostra risata, allora potete dichiararvi ufficialmente “cittadini del mondo” visto che in ogni parte del globo voi decidiate di andare non avrete certamente problemi per farvi comprendere.

Fonte: Focus

Leggi anche:

ROSITA GIULIANO

Se vuoi collaborare al progetto di Milano Città Stato, scrivici su info@milanocittastato.it (oggetto: ci sono anch’io)

ENTRA NEL CAMBIAMENTO: Ti invitiamo a iscriverti alle nuove newsletter di milanocittastato.it qui: https://www.milanocittastato.it/iscrizione-newsletter/
Ti manderemo anche notizie che non pubblichiamo sui social

Le città più internazionali e aperte al mondo sono delle città stato come #Amburgo #Madrid #Berlino #Ginevra #Basilea #SanPietroburgo #Bruxelles #Budapest #Amsterdam #Praga #Londra #Mosca #Vienna #Tokyo #Seoul #Manila #KualaLumpur #Washington #NuovaDelhi #HongKong #CittàDelMessico #BuenosAires #Singapore

Il nostro sogno per l’Italia? Un’Italia federale, con forte autonomia per le aree urbane e i territori omogenei. Un Paese che premi il fare rispetto al non fare, con una forte propensione all’innovazione, che valorizzi le sue eccellenze distintive e che miri a essere sempre migliore, mettendo al centro il cittadino libero e responsabile verso la comunità.