La DAMA CON L’ERMELLINO è stata dipinta a MILANO: questa la sua VICENDA

È uno dei dipinti più famosi del grande Leonardo, intrigante e misteriosa come la cugina Monnalisa. Ma pochi sanno che è stato dipinto a Milano e quali sono i suoi significati nascosti

credits: corriere.it

È uno dei dipinti più famosi del grande Leonardo, intrigante e misteriosa come la cugina Monnalisa. Pochi sanno che la Dama con l’ermellino è stata dipinta a Milano ed è strettamente legata alla storia della città.

La DAMA CON L’ERMELLINO è stata dipinta a MILANO: questa la sua VICENDA

# La Dama è stata dipinta durante il primo soggiorno di Leonardo a Milano

credits: wikipedia

La Dama con l’ermellino è una delle opere che più simboleggia il valore artistico di Leonardo Da Vinci. Fu dipinta dal grande genio durante il suo primo soggiorno milanese presso la corte degli Sforza, tra il 1482 e il 1499. Non si conoscono bene le circostanze della commissione dell’opera ma si pensa sia stata realizzata tra il 1488 e il 1490.


È un’opera innovativa, poiché sconvolge i canoni tipici del ritratto quattrocentesco. La dama, infatti, forma una doppia torsione: il busto è rivolto a sinistra, mentre la testa è rivolta a destra. Inoltre, la figura slanciata della fanciulla trova riscontro armonico nell’ermellino che tiene in braccio, infatti i due hanno lo sguardo rivolto nella stessa direzione e presentano la medesima grazia. Ma chi è questa fanciulla e perché ha un ermellino come animale da compagnia?

# L’ermellino: figura simbolica dal triplice significato

credits: @tesoriitaliani (Instg)

L’ermellino è, in realtà, la figura centrale dell’opera e porta con sé tre significati diversi. Il primo riguarda l’identità della fanciulla: in greco ermellino si dice “galè” e rimanda con molta probabilità alla giovane Cecilia Gallerani, amante di Ludovico il Moro.

Il secondo significato riguarda lo stesso Ludovico, che nel 1488 aveva ricevuto il titolo di cavaliere dell’Ordine dell’Ermellino dal re di Napoli Ferdinando I di Aragona, per essere intervenuto durante una congiura contro il re.



Il terzo significato è collegato alla pelliccia bianca dell’ermellino, simbolo di purezza e di incorruttibilità, che rimanda alla purezza d’animo della dama, una donna aggraziata, come si può notare dalle mani, e dallo stile sobrio vista l’assenza di gioielli sfarzosi.

# Ermellino o furetto?

Facendo un’analisi attenta della morfologia dell’animale si può notare che in realtà che il roditore che abbiamo davanti è più somigliante ad un furetto. Il corpo di un ermellino difficilmente supera i 30 cm, mentre quello del dipinto sembra misurare tra i 40 e i 60 cm, dunque si tratterebbe di un furetto.

Perché una scelta simile? Gli ermellini sono animali mordaci e selvatici, sarebbe stato difficile farlo posare insieme alla fanciulla proprio per questa sua natura vivace. I furetti invece sono animali facilmente addomesticabili e semplici da trovare nelle campagne lombarde all’epoca.

# Bernardo Bellincioni dedicò un sonetto alla Dama con l’ermellino

Nel 1493 Bernardo Bellincioni, poeta di corte di Ludovico Sforza, dedicò un sonetto a questa splendida dama intitolato “Sopra il ritratto di Madonna Cecilia, qual fece Leonardo”, in cui elogia la donna per la sua bellezza e allo stesso tempo mette in risalto al bravura del grande Leonardo.

# Il celebre dipinto si trova in Polonia

Il dipinto è stato acquistato nel 1800 dal principe Adam Jerzy Czartoryski entrando così a far parte della collezione privata della famiglia polacca. Il dipinto fu trasferito più volte per motivi di sicurezza: a Parigi durante l’insurrezione polacca del 1830, nel 1939 in seguito all’occupazione tedesca di Cracovia il dipinto fu utilizzato come decorazione nella residenza di Hans Frank e successivamente trasferito dai nazisti in Germania per poi essere restituito nel 1946.
Nel 2016 la Dama con l’ermellino è stato ceduto dalla Fondazione dei Principi Czartoryskida al governo polacco per la cifra di 100 milioni di euro.
Per lungo tempo il dipinto è stato ammirato presso il Castello di Wawel. Dal gennaio 2020 l’opera è stata trasferita ed è esposta presso il Museo Czartoryski di Cracovia.

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ANDRA STEFANIA GATU

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