I PROGETTI IMPOSSIBILI della Milano “fascistissima”

Il sogno del Podestà Belloni di una Milano "fascistissima"

Progetto Piazza del Duomo

Milano durante il ventennio fascista è stata protagonista di diversi episodi importanti per la Storia, ma anche luogo di progetti e costruzioni architettoniche di stampo fascista che sono rimaste fino ad oggi.

I PROGETTI IMPOSSIBILI della Milano “fascistissima”

# Le OPERE FASCISTE a Milano 

Palazzo di Giustizia di Milano – https://sintesipolitica.it

Lo stile dell’arte e architettura durante l’Italia fascista consiste in un incrocio tra il razionalismo e il classicismo neo-romano, quindi un’architettura esemplare e dogmatica, dalle linee decise e dimensioni imponenti, monumentali. Dei chiari esempi sono la Stazione Centrale e il Palazzo di Giustizia. 


Interno della Stazione Centrale di Milano

# La Milano “fascistissima” del Podestà Belloni 

Bordoni, Carminati, Caneva – Progetto per Piazza del Duomo, 1927

Il primo podestà di Milano fu Ernesto Belloni, legatissimo al regime e intenzionato a lanciare molti progetti di realizzazione di opere pubbliche nella città. Lui volle far diventare Milano “fascistissima”: oltre a voler espandere la città incorporando i comuni limitrofi, l‘idea principale del podestà era quella di risolvere i problemi di traffico nel centro cittadino e di pianificare grandi viali e grandi piazze in cui potessero sorgere monumentali palazzi ed edifici.

Diede il via alla costruzione dell’idroscalo, del Palazzo della Mezzanotte come nuova sede della Borsa, eliminò il Carosello Tranviario di piazza del Duomo e approvò la progettazione dei nuovi tram Carrelli, quelli che circolano ancora oggi. Progetti tutti a debito del popolo milanese. 

# Le opere “fascistissime” mai realizzate

Tante le idee che invece non videro mai la luce. le tre principali furono la realizzazione di un quartiere monumentale in zona Cà Granda, le torri gemelle di piazza Duomo e la realizzazione di un anello di verde che circondava totalmente Milano.



Alberto Alpago-Novello – Progetto per un nuovo quartiere monumentale a sud della Cà Granda, 1927

# Il tramonto della Milano del Podestà Belloni

Lo stesso fascismo fu la mano che impedì a Belloni di continuare con i suoi piani di restaurazione milanese: la lotta intestina tra i fascisti fedeli a Mussolini e i fascisti squadristi di vecchio stampo vide il culmine proprio in questi anni. Il podestà di Milano venne accusato da questi ultimi, tra varie cose, di essere il destinatario di tangenti e quindi di approvare progetti non necessari con il solo scopo di guadagnare. In seguito ad un processo giudiziario venne costretto a dimettersi e al confino forzato nella piccola Vetri, in Campania. 

Continua la lettura con: 50 sfumature di nero: opere fasciste a Milano

ALICE COLAPIETRA

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