Chi è Crapa Pelada, la fidanzata milanese di Caravaggio

crapa pelada fidanzata caravaggio

“Crapa pelada l’ha fa’ i turtei
ghe ne da minga ai so fradei
i so fradei han fa la fritada
ghe ne dan minga a crapa pelada”.

Probabilmente chi è di Milano e dintorni conosce questa filastrocca, apparentemente senza molto senso, che racconta di qualcuno con la testa pelata che ha preparato i tortelli, ma che decide di non darne ai suoi fratelli. La traduzione, più o meno, è questa:

“Crapa pelata ha fatto i tortelli
non li da’ ai suoi fratelli
i suoi fratelli han fatto la frittata
non ne danno a crapa pelata”.

Dietro questi versi così buffi, però, si nasconde una vicenda particolare… anzi, più di una. La prima coinvolge addirittura Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, che un giorno si innamorò di una ragazza milanese che aveva quattro fratelli: il suo nome era Peppa Muccia. Caravaggio però, povero in canna com’era, non poteva certo sposarla, con grande disapprovazione da parte dei fratelli di Peppa. I quattro litigarono con il pittore, che fu costretto a lasciare la città per un po’. L’innamoratissima ragazza, per la disperazione, perse tutti i capelli.

Quando Caravaggio tornò a Milano, Peppa fu così contenta che preparò al famoso artista i tortelli, senza offrirne nemmeno uno ai suoi fratelli. Per vendicarsi, i quattro cucinarono una frittata che non condivisero con lei, e in più diffusero in giro per la città la canzone che è arrivata anche a noi, battezzando la sorella con il soprannome di “Crapa Pelada”.

La filastrocca venne ripresa negli anni Trenta, durante il Fascismo, da Gorni Kramer, che reinterpretò quei versi in chiave swing-jazz. Probabilmente in questo caso il cantautore non ce l’aveva con la povera Peppa Muccia, ma con un’altra Crapa Pelada: Benito Mussolini, prima che il regime censurasse un genere musicale che, all’epoca, era considerato una “americanata”.

Peppa Muccia è veramente esistita? Non si sa, ma conosciamo la probabile diffusione di questa filastrocca. Secoli orsono erano particolarmente diffuse le malattie al cuoio capelluto e, per evitare le infezioni, le madri rapavano a zero le teste dei ragazzini: insomma, Milano era una città piena di crape pelade!

 

VANESSA MARAN

 

Leggi anche:
* 10 città stato del mondo che possono ispirare Milano
* E ora Milano Città Stato! Se non lo fa l’Italia, si può chiederlo all’Europa
* Milano Città Stato sarebbe un bene soprattutto per l’Italia
* Primo passo del consiglio comunale verso Milano Città Stato
* Corrado Passera: Milano Città Stato è il più interessante progetto che ci sarà in Europa nei prossimi anni
* “Proviamoci. Mi impegnerò personalmente”. Beppe Sala a Milano Città Stato

VUOI CONTRIBUIRE ANCHE TU A TRASFORMARE IN REALTA’ IL SOGNO DI MILANO CITTA’ STATO?
SERVE SCRIVERE PER IL SITO, ORGANIZZARE EVENTI, COINVOLGERE PERSONE, CONDIVIDERE GLI ARTICOLI, PROMUOVERE L’ISTANZA, AIUTARE O CONTRIBUIRE NEL FUNDING, TROVARE NUOVE FORME UTILI ALL’INIZIATIVA.
SE VUOI RENDERTI UTILE, SCRIVI A INFO@MILANOCITTASTATO.IT (OGGETTO: CI SONO ANCH’IO)