🔴 LOCKDOWN DI NOTTE in Lombardia: COSA CAMBIA per tutti noi e cosa dovrebbero fare i governanti per LIMITARE I DISAGI

Le nuove restrizioni di Regione Lombardia andranno a ricadere su cittadini e imprenditori. Per rendere la pillola meno amara queste sono le tre cose che i governanti dovrebbero fare. Anche perchè dopo otto mesi non si può solo agire sui cittadini

Foto: Andrea Cherchi (C)

Stop di tutte le attività e degli spostamenti nell’intera Lombardia dopo le ore 23 fino alle 5 del mattino e altre restrizioni applicabili. Vediamo quali sono le novità per i cittadini introdotte dalla giunta lombarda in seguito al collasso dei sistemi di tamponi e di tracciamento delle ATS e all’aumento dei contagi. E concludiamo con che cosa dovrebbero fare loro per compensare i disagi. Anche perchè dopo otto mesi dall’inizio dell’emergenza non può essere sempre l’unica strategia del contrastare il Covid adottare restrizioni contro i cittadini

LOCKDOWN DI NOTTE in Lombardia: COSA CAMBIA per tutti noi e cosa dovrebbero fare i governanti per LIMITARE I DISAGI

# La richiesta della Regione Lombardia: dal 22 ottobre lockdown notturno dalle 23 alle 5, possibilità di chiusura centri commerciali nei weekend

La proposta arrivata dalla Regione Lombardia e indirizzata al governo è stata accolta positivamente dal Ministro della Salute Speranza nella giornata del 19 ottobre 2020: “Sono d’accordo sull’ipotesi di misure più restrittive in Lombardia. Ho sentito il presidente Fontana e il sindaco Beppe Sala e lavoreremo assieme in tal senso nelle prossime ore”.


Le misure previste sono sostanzialmente due:

#1 Lockdown notturno dalle 23 alle 5

La misura principale che avrà efficacia dal 22 ottobre è l’introduzione di fatto di un lockdown a partire dalle ore 23 fino alle 5 del mattino, che consiste nel divieto di spostamento su tutto il territorio regionale salvo per motivi di salute, lavoro e comprovata necessità e chiusura di tutte le attività. Per potersi spostare durante le ore del coprifuoco dovrebbe essere necessaria una autocertificazione: oggi, martedì, arriverà in merito la circolare del Viminale



#2 Chiusura dei centri commerciali nei weekend

In attesa dell’ordinanza regionale, in base a criteri definiti nel Decreto legislativo 114 del 31 marzo 1998, si intendono con “medie strutture di vendita” gli esercizi aventi superficie tra i 151 e i 1.500 metri quadrati nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e tra i 251 e i 2.500 metri quadrati nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, e con “grandi strutture di vendita” gli esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui sopra.

In base a quanto evidenziato nella nota della regione, sarebbero dunque chiusi i punti vendita di grandi dimensioni di beni non di prima necessità, mentre rimarrebbero aperti i punti vendita di qualsiasi dimensione di generi alimentari come i supermercati e quelli di generi di prima necessità.

# Le nuove misure si aggiungono a quelle previste nel nuovo Dpcm

La nuova stretta della Regione Lombardia segue quella introdotta dall’ultimo Dpcm del 18 ottobre che prevede, tra le altre cose:

  • possibilità dalle 21 da parte dei sindaci di chiudere strade e piazze così da evitare assembramenti
  • orari flessibili per la scuola
  • chiusura dei locali chiusi a mezzanotte e dalle 18 senza servizio ai tavoli.

# Tre cose da fare per ridurre i disagi dei cittadini

Preso atto delle nuove misure restrittive, queste andranno a ricadere sui cittadini e al momento non sono previste misure compensative e per garantire una regolare circolazione durante la giornata.

#1 Aumento dei mezzi nelle ore precedenti per aiutare il rientro a casa

L’Atm a Milano ha incrementato la frequenza delle metropolitane e dei mezzi di superficie nelle ore di punta. Un incremento che sembra però ancora insufficiente alla luce degli assembramenti che si stanno registrando. A questo si aggiunge anche la necessità di un aumento nelle ore precedenti l’inizio al coprifuoco per garantire a tutti di coloro che utilizzando i mezzi pubblici di tornare a casa. Lo stesso dovrebbe fare Regione Lombardia con il servizio di Trenord, anch’esso fortemente in crisi nonostante i molti mesi in cui si sarebbe dovuto intervenire.

#2 Stop a Area B e Area C per agevolare gli spostamenti evitando assembramenti sui mezzi

Nonostante Area B sia stata da poco rimessa in funzione e Area C lo fosse già da tempo, sarebbe opportuno fermare il sistema per garantire a chi non ha possibilità di utilizzare i mezzi pubblici, complice anche la massima occupazione ferma all’80%, di entrare e muoversi in città con il proprio mezzo a quattro ruote.

#3 Un adeguato sostegno economico per i bar e le attività penalizzate dal coprifuoco

Il nuovo provvedimento regionale darà un altro colpo alle attività quali bar, ristoranti e pasticcerie e le attività commerciali in genere che subiranno una ulteriore riduzione di fatturato. Regione e Comune dovrebbero intervenire per sostenere economicamente questi imprenditori possibilmente con liquidità immediata per compensare i danni arrecati dalle misure imposte.

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