7 cose che forse non sai sul BOSCO VERTICALE, il “grattacielo più bello e innovativo del mondo”

Il Bosco Verticale è un'icona del modello di riforestazione urbana. Ecco 7 cose che forse non sapevi sul simbolo di sviluppo urbano green più conosciuto.

Credits: @gianluca.lilli IG

Progettato da Stefano Boeri e inaugurato nel 2014, il Bosco Verticale è il simbolo di sviluppo urbano green più conosciuto al mondo. Le sue due torri rappresentano una nuova architettura della biodiversità, icona di una Milano che punta al cielo nella sfida ai cambiamenti climatici.

Nonostante la sua fama, ecco 7 cose che forse non sai sul Bosco Verticale.


7 cose che forse non sai sul BOSCO VERTICALE, il “grattacielo più bello e innovativo del mondo”

#1 L’equivalente di una foresta di 3 ettari

Credits: @chriscenaikotravels IG

Le due torri, alte 80 e 112 metri, sono adornate da oltre 15.000 piante e 90 diverse specie tra alberi, arbusti e vegetazione floreale. Pertanto, risultano essere l’equivalente di una foresta di 3 ettari, in grado di assorbire 30 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

Questo nuovo progetto ha attirato numerose specie di animali, tra cui 1.600 esemplari di uccelli, farfalle e insetti, che, trovando in questo doppio grattacielo verde il proprio habitat naturale, hanno dato inizio ad una ricolonizzazione vegetale e faunistica della grigia Milano.

#2 Un’idea che nasce dall’osservazione dei grattacieli di Dubai

Credits: siviaggia.it

L’architetto Stefano Boeri notò come gli edifici a Dubai fossero rivestiti di vetro, ceramica o metalli, riflettendo la luce solare e generando calore nell’aria e per la terra.



Da qui nacque l’input per progettare le due torri biologiche e sostenibili, in grado di ridurre i consumi energetici e di accumulare anidride carbonica, riducendo l’impatto ambientale di Milano.

#3 I “giardinieri volanti” curano la manutenzione delle piante

Credits: @lucyhall_01 IG

Come ogni pianta, questa struttura gigante ha bisogno di moltissime attenzioni per assicurarsi una crescita costante nel tempo.

Ecco perché ogni aspetto della vegetazione viene curato dai “Flying Gardeners”, una squadra specializzata di arboricoltori-scalatori che, una volta all’anno, si cala dal tetto degli edifici per eseguire la potatura e la verifica dello stato delle piante.

#4 Quanto costa abitarci? Fino a 16.000 al metro quadrato per l’acquisto, 3.500 euro l’affitto per 80 mq

Credits: www.elledecor.com

Per acquistare un appartamento in una delle due torri del Bosco Verticale il prezzo varia tra 12.500 e 16.500 euro al metro quadro. A questo si aggiunge anche la quota di spese condominiali pari a 1.500 euro al mese. È possibile anche affittare una di queste abitazioni, con un importo di 3.500 euro al mese per 80mq, in aggiunta a 6.500 euro all’anno di spese condominiali.

A causa di questi prezzi elevati, in questi grattacieli esclusivi si trovano ancora degli alloggi vuoti.

#5 Il Bosco Verticale è entrato a far parte di un gioco di società

Credits: www.milanotoday.it

Come descrivereste il rivoluzionario complesso residenziale senza utilizzare le parole “Milano”, “grattacielo”, “Boeri”, “alberi” e “foresta”? Se pensate che nessuno vi farà mai questa domanda, vi sbagliate.

Infatti, dal 2019, il Bosco Verticale è entrato a far parte del gioco di società Taboo. Ad annunciarlo sui social fu lo stesso Stefano Boeri, postando una foto della tessera Taboo.

#6 Il “grattacielo più bello e innovativo del mondo”

Credits: @elenagalysan IG

Nel 2015, il Council on Tall Buildings and Urban Habitat, promosso dell’Illinois Institute of Technology di Chicago, ha nominato il Bosco Verticale di Milano “grattacielo più bello e innovativo del mondo“.

Il progetto milanese batte il One World Trade Center di New York, il CapitaGreen di Singapore e il Burj Mohammes Bin Rashid Tower di Abu Dhabi, portando Milano come simbolo di un’architettura rivoluzionaria a livello mondiale.

#7 Un punto di riferimento per l’architettura sostenibile

Credits: @gianluca.lilli
IG

Il Bosco Verticale di Milano è diventato un nodo cardine nell’ambito dell’architettura sostenibile. Infatti, sono molti i progetti ispirati dalla costruzione “made in Italy”, primo tra tutti l’idea di un’intera città foresta che trova l’ideazione e, forse, la sua futura realizzazione in Cina.

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ARIANNA BOTTINI

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