Kris vs Kris: “Milano deve tornare città leader di grandi cambiamenti. Come ai tempi di Costantino”

Ph. Settimio Benedusi
Ph. Settimio Benedusi

Fa impressione sentire una americana dell’Indiana citare l’Editto di Milano con orgoglio italiano.

Kris Grove (nella foto di Settimio Benedusi, a destra) e Kris Reichert (nella stessa foto, a sinistra), volti-icone della Tv musicale di 20 anni fa ma sempre sulla cresta dell’onda, si sono lasciate adottare da Milano.

La prima “Kris” mi confida di essere arrivata in Italia proprio per laurearsi in Storia dell’Arte e imparare l’arte dei mosaici bizantini in terra bolognese.

La seconda “Kris”difende strenuamente il suo diritto di cittadina amante degli animali.

Ciascuna afferma con orgoglio la propria “Milanesità”.

Ma saranno d’accordo su Milano città stato: sì o no?

Il domandone. Che domanda vorrebbe fare ai nostri lettori?

Kris Grove: Volete o non volete una città cosmopolita?
Kris Reichert: Quando uscite da casa, guardate in giro e dite a voi stessi “io amo la mia città?”

 

La proposta impossibile. Devi fare una proposta impossibile per Milano

Kris Grove: Riaprire i Navigli e invitare la natura a tornare a guadagnarsi il suo spazio, fino ad addentrarsi nel cuore di Milano. La mia è una proposta un po’ romantica, ma penso ad un risultato in cui le invenzioni e gli esiti più geniali dell’arte della Milano del passato – ad esempio, la capacità di creare canali navigabili per portare grossi materiali fino al centro città -, siano uniti al know how di oggi. Il tutto è pensato in funzione dell’abbellimento della città, della capacità di creare un viabilità più fluida e interessante, green, vivibile; inoltre, sarebbe un modo per far tornare a vivere la storia di ieri nella Milano internazionale di domani.
Kris Reichert: Un corso accelerato di educazione, cortesia e buone maniere a tutti i cittadini e una video sorveglianza più intensiva in tutta la città, che riporti la criminalità e il vandalismo ai minimi termini.

Domanda da 1 miliardo di euro. Se avessi un miliardo di euro a disposizione per Milano che cosa faresti?

Kris Grove: Io acquisterei 1 miliardo di vernice che assorbe l’inquinamento – si chiama Airlite (ci sta lavorando il gruppo Retake guidato da Andrea Amato) – e con quella dipingerei tutti i palazzi di Milano. Si tratta di un purificatore d’aria che si attiva con la luce. Un’idea rivoluzionaria.
Kris Reichert:Li destinerei tutti al miglioramento di scuole, parchi, spazi comuni; in favore della promozione dei beni culturali e farei un corso accelerato di educazione, cortesia e buone maniere a tutti i cittadini (sì, ci tengo molto). 

Milano città stato. Sì o no?

Kris Grove: , ma con criterio. Quando penso a Milano città stato intendo non rinunciare a tutte le doti e alle caratteristiche insite nel DNA degli Italiani: alla creatività, all’innovazione, al calore del Bel paese. Non faccio parte del vecchio pensiero del: “o l’uno, o l’altro”. Per me esiste sempre una terza opzione che rappresenta il meglio di ognuno dei due aspetti, e dunque, se le attitudini italiane sono irrinunciabili, dove zoppica il sistema attuale? Pur facendo leva sulle nostre chicche, come il patrimonio artistico-geografico dell’Italia tutta, la burocrazia resta lesta e non sostiene nessuno che voglia mettere a frutto la propria innovazione e la propria creatività. Se invece fosse più snello, allora ci sarebbe maggiore responsabilità sui singoli individui.
Il buonsenso mi porta a dire di Sì alla città stato, purché si rimanga fedeli all’Italia e all’essere italiani e purché, a livello economico, le tasse dei milanesi rimangano e tornino subito a Milano. Penso ad un sistema simile alle Regioni a statuto speciale, come il Trentino Alto Adige, affinché i milanesi diventino i migliori manager della loro città avendo a disposizione, nell’immediato, le risorse economiche da loro stessi generate.
Per farla, il primo passo importante sarebbe uscire dall’idea dell’”aut – aut”. Il segreto sarà mettere a frutto creatività e innovazione per trovare una terza risposta.
Non è fattibile SOLO la città stato – quella rimarrà a puro livello filosofico – ma se deve essere, sappiamo che per funzionare dovrà saper conciliare la creatività dell’essere classicamente Italiani con l’innovazione.
I suoi confini: includerebbero le periferie e le aree limitrofe in cui si trovano le grandi aziende che producono beni materiali e generano potere economico.
La mia idea di città stato è fatta di agevolazione economica, perché Milano possa agire in modo snello e la città attinga ai dei fondi diretti per agire sulla città stessa – ma deve rimanere unita all’orgoglio, all’anima, alla curiosità e a tutto ciò che vuol dire “Italia”.
In sintesi: le tasse per il Paese restano destinate al Paese; le tasse per la città restano qui, subito, e a disposizione.
Kris Reichert: No. Questo Paese è già abbastanza caratterizzato da campanilismi di varia natura, separare o chiudersi ci riporterebbe al Medioevo?

Una cosa che aggiungerebbe a Milano e una cosa che toglierebbe?

Kris Grove: Aggiungerei più fiducia in ogni individuo, soprattutto nella generazione dei giovani, e infonderei maggiore consapevolezza nella classe politica e responsabilità nel cittadino. Toglierei dall’Italia un’unica cosa – e se la togliamo sono certa staremo tutti meglio: l’assuefazione, la dipendenza alla lamentela.
Kris Reichert: Aggiungerei il mare e toglierei lo smog.

Una persona, un luogo e una data.

Kris Grove: Costantino, Editto di Milano, febbraio 313 d.C., Milano. Allora fu l’editto con cui venne dichiarata la libertà di culto e della religione cristiana. Oggi la libertà di religione equivale anche alla possibilità di esprimere e dedicarsi al proprio pensiero. Dunque, spostando il concetto dalla religione ad una questione più generale, penso che questo Editto sia la migliore rappresentazione di Milano, il vero punto di partenza perché quello fu il fondamento della tolleranza, dell’innovazione sociale, dei grandi cambiamenti. L’esempio massimo di Milano, città leader di grandi cambiamenti.
Kris Reichert: Dylan, Milano, 02.07.2013 (suo figlio, N.d.r.)

La domanda su misura. Una playlist per Milano e il suo messaggio per la Milano ideale del 2016?

Kris Grove: Davide Bowie – Changes. Arcade Fire – Normal Person (una canzone che racconta come le persone normali “seguono”, non innovano), Etta James – A Sunday Kind of Love (secondo me i weekend milanesi devono avere questa sensazione – https://www.youtube.com/watch?v=Ttjh_kK62lY), Lucio Battisti – La Collina dei Ciliegi.
Questa ultima canzone di Battisti, come Changes, parla del cambiamento e come questo parta da una grande osservazione di se stessi, nel bene e nel male, e del superamento del passato con coraggio. “E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante | cancella col coraggio quella supplica dagli occhi”.
Insomma: per essere nuovi dobbiamo lasciare il vecchio.
Kris Reichert: Harry Nielson – Everybody’s talking at me. Lucio Dalla – Milano. Journey – Small Town Girl. Adriano Celentano – Il ragazzo della Via Gluck.
Continuate a credere in questa città, siamo ‘noi’ quelli responsabili del cambiamento, muoviamoci!

La domanda finale. Qual è il tuo fine per Milano?

Kris Grove: Che rimanesse molto italiana nel suo DNA (accogliente, piena di calore, aggregazione, condivisione), ma che sia davvero una città cosmopolita, con più parchi ma anche più supermercati aperti 24 ore su 24; con centri di accoglienza validissimi e insieme strade pulite; persone orgogliose di essere italiane ma che abbiamo la volontà di curarsi del loro ambiente; che stimolino la loro invidualità ma non siano individualisti. 
Kris Reichert: Che in parte, cambi la mentalità e che diventi la città cosmopolita e internazionale che dovrebbe essere. 

Photo cover: Settimio Benedusi

Kristen Grove

Kristen Grove

Creative producer, autrice e dj. Cresciuta a Indianapolis, diventata italiana per passione, autrice di libri per bambini – “Empowered: Alla Grande!” -, è stata Vj per MTv Italia, Londra e America Latina.
Attualmente cura una rubrica su “Il Fatto Quotidiano”, è autrice e conduttrice su Radio105 del programma “Kris&Love”, all’interno del quale parla delle eccellenza italiane, di start up innovative e di buone notizie. Ama dire di sé: “Combatto la rassegnazione alla crisi e do voce a chi crede e dimostra che cambiare gli schemi mentali può cambiare la realtà. Mi piace evidenziare l’innovazione e l’impreditorialità femminile. Ho scritto . E pensare che ero venuta in Italia per laurearmi in Storia dell’Arte e mosaico antico….”. Così appassionata da essere la prossima conduttrice di un programma alla scoperta delle eccellenze del Bel Paese su Sky Arte Italia.

Kris Reichert

Kris Reickert 9 domande +1 #XMilanocittastatoMusicista, dj, mamma, animalista. Canadese di Toronto, sempre in prima linea per le cause animalista, è stata una popolare VJ per MTV Europa in coppia con Kris G. con la quale prosegue il connubio professionale alla guida del programma radio Kris & Love (su Radio 105, Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 12.00). E’ una cantante e chitarrista folk con all’attivo 3 album pubblicati ed è la leader di una band, The Jains. Dice di sé: “Fin da piccola sono cresciuta con la culla davanti alle casse dello stereo, circondata da una famiglia appassionata di musica con un padre musicista folk. Lavorare nel mondo dello spettacolo e della musica sembra un destino già scritto!“.