Quello che pensano di Milano gli studenti stranieri

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Milano è meta di molti turisti, ma c’è una tipologia di loro molto particolare: gli studenti stranieri.
Ogni sei mesi arrivano ondate di giovani da tutto il mondo. Nel mio corso al Politecnico ho scelto studenti di 5 nazionalità: India, Cina, Ecuador, Pakistan, e Serbia. Ho cercato di capire cosa pensano dell’Italia, se si trovano bene o che cosa porterebbero del loro Paese qui nella capitale morale.
Ecco cosa mi hanno risposto.

QUELLO CHE PENSANO DI MILANO GLI STUDENTI STRANIERI.

I PROFILI DEI MIEI COLLEGHI INTERVISTATI:

INDIA 1, ragazza, 25 anni, in Italia da settembre 2015
INDIA 2, ragazzo, 27 anni, in Italia da settembre 2015
CINA X5, 3 ragazzi di 24 anni, 2 ragazze, in Italia da settembre 2015
ECUADOR, ragazzo, 23 anni, in Italia da 2012
PAKISTAN, ragazza, 24 anni, in Italia da settembre 2015
SERBIA, ragazzo, 23 anni, in Italia da settembre 2015
INDIA 3, ragazza, 27 anni, in Italia da settembre 2015

#1 Perchè hai scelto di venire in Italia?

Ragazza Indiana: per il corso di studi
Ragazzo Indiano: consigliato da un amico che studia in Italia
Ragazzi Cinesi: perché c’è il Politecnico
Ragazzo Ecuadoregno: perchè ho scoperto che il Politecnico è un’ottima Università in Italia
Ragazza Pachistana: per motivi universitari
Ragazzo Serbo: per il Politecnico
Ragazza Indiana: motivi universitari

Commento: al primo posto nettamente i motivi di studio

#2 Dopo sei mesi dal loro arrivo in Italia, una certa malinconia capita a tutti. Cosa ti mancherà da Milano quando tornerai nel tuo paese?

Ragazza Indiana: il buon clima
Ragazzo Indiano: le ragazze
Ragazzi Cinesi: gli amici
Ragazzo Ecuadoregno: il centro storico
Ragazza Pachistana: monumenti e spazi verdi
Ragazzo Serbo: il cibo e le persone
Ragazza Indiana: l’architettura ed il Duomo di Milano

Commento: gli mancheranno soprattutto le persone e la città

#3 Che cosa ti manca del tuo paese da quando sei a Milano?

Ragazza Indiana: il cibo
Ragazzo Indiano: la famiglia
Ragazzi Cinesi: amici e famiglia
Ragazzo Ecuadoregno: gli spazi aperti (a volte Milano è asfissiante)
Ragazza Pachistana: famiglia e amici
Ragazzo Serbo: cibo locale, la mia famiglia, la mia lingua
Ragazza Indiana: i miei genitori, il cibo e i libri

Commento: al primo posto manca la famiglia, poi amici e, a sorpresa, il cibo

#4 Per i miei colleghi di studi venire a Milano è stata una rivelazione: hanno trovato cose che si aspettavano e cose che non immaginavano. Avete trovato delle similitudini con le vostre città d’origine?

Per gli indiani e cinesi la risposta è un NO secco. Viceversa:

  • a Milano il servizio dei bus è come in Serbia, si sta “belli compatti fino alla prossima fermata”;
  • si passa la maggior parte del tempo con gli amici in ristoranti e caffetterie proprio come in alcune zone del Pakistan;
  • a Milano ci si vuole prendere cura della natura, come in Cina;

#5 Se tu fossi sindaco di Milano, che cosa faresti?

Ragazza Indiana: aumenterei la sicurezza per le donne
Ragazzo Indiano: renderei l’inglese popolare
Ragazzi Cinesi: mi concentrerei sulla pulizia delle strade
Ragazzo Ecuadoregno: città più pulite; il divieto della presenza di animali in luoghi dove il cibo è servito; la vendita ambulante
Ragazza Pachistana: organizzerei un forum per incontrare i cittadini una volta a settimana
Ragazzo Serbo: divieto di fumo in luoghi pubblici e permesso di farlo in apposite stanze fumatori
Ragazza Indiana: migliorerei i mezzi di trasporto

Alla domanda “Che cosa porteresti dal tuo paese a Milano?”, invece, la risposta più sorprendente è stata l’unanimità sulla questione “cibo”. Nonostante la rinomanza della nostra cucina e i molti ristoranti stranieri, sembra che il loro livello non sia all’altezza delle aspettative degli stranieri che sono a Milano per motivi di studio. Una nostalgia dei sapori di casa che, se considerata in termini propositivi, potrebbe pure diventare un’opportunità per far arricchire la già corposa proposta di pietanze esotiche che può rendere Milano capitale dell’alimentazione mondiale.