Da un delitto passionale nasce il Teatro alla Scala

«Esco ora dalla Scala. È per me il primo teatro del mondo, perché è quello che procura dalla musica i maggiori piaceri. Quanto all’architettura, è impossibile immaginare nulla di più grande, più solenne e nuovo»
(Stendhal, Roma, Napoli e Firenze, 26 settembre 1816)
25 febbraio 1776. Un incendio distrugge il Regio Ducal Teatro, soprannominato Il Teatrino, che stava in via Rastelli, accanto a Palazzo Reale. Poche ore dopo già circolano le prime voci sul colpevole dell’incendio: l’arciduca Ferdinando. Sua moglie, Maria Beatrice D’Este, pare avesse una storia con Giacomo Sannazzari, un giovane milanese rampollo di una nobile famiglia. L’arciduca aveva intercettato un messaggio della moglie che dava appuntamento all’amante nel teatro a quell’ora deserto. Ferdinando fece chiudere il teatro con dentro il giovane e gli diede fuoco. Ma il giovane rinchiuso non era Sannazzari, ma un suo amico che si era nascosto nel teatro per fare uno scherzo alla contessa.

Forse si trattava solo di una diceria, fatto sta che il Teatrino dei milanesi non c’era più. E le voci che fosse stata colpa di uno del casato asburgico aumentò la tensione già notevole contro gli occupanti. Per smussarla intervenne l’imperatrice Maria Teresa che mise a disposizione un nuovo terreno e con l’aiuto di 90 finanziatori cittadini fece erigere la Scala, su progetto di Giuseppe Piermarini.

La Scala fu inaugurata il 3 agosto 1778 con l’Europa riconosciuta di Antonio Salieri, affermandosi presto come il più famoso teatro del mondo.

Due curiosità:
1. Il timore che un nuovo incendio trasformasse in cenere anche questo nuovo teatro, divenne quasi un’ossessione nei suoi primi anni. Quattro pompieri rimasero per molti anni in servizio permanente all’interno del Teatro. E sempre lo stesso timore spinse a sostituire l’illuminazione ad olio con l’energia elettrica: fu infatti il primo edificio in Europa ad essere illuminato in questo modo.
2. A partire dal 1788 un editto poibì il gioco d’azzardo ad eccezione dei teatri cittadini: all’interno della Scala c’era una bisca in cui si giocava per denaro.

Fonte: Milano Segreta, Francesca Belotti- Gian Luca Margheriti, Newton Compton Editori